Il collettivo indonesiano ruangrupa curerà la prossima edizione di documenta 15 a Kassel

Dopo la tumultuosa edizione del 2017, svoltasi tra Kassel e Atene e divenuta nota per lo sforamento di budget milionario, documenta si appresta a iniziare i lavori per la rassegna del 2022. E lo fa nominando il nuovo curatore: si tratta dei ruangrupa, collettivo di artisti e creativi indonesiani

ruangrupa, 2019 Ajeng Nurul Aini, Farid Rakun, Iswanto Hartono, Mirwan Andan, , Indra Ameng, Ade Darmawan, Daniella Fitria Praptono, Julia Sarisetiati, Reza Afisina Photo: Gudskul / Jin Panji
ruangrupa, 2019 Ajeng Nurul Aini, Farid Rakun, Iswanto Hartono, Mirwan Andan, , Indra Ameng, Ade Darmawan, Daniella Fitria Praptono, Julia Sarisetiati, Reza Afisina Photo: Gudskul / Jin Panji

Per la prima volta nella storia della manifestazione, sarà un collettivo a curare la 15esima edizione di documenta, rassegna internazionale d’arte contemporanea che ogni cinque anni si svolge a Kassel, in Germania: si tratta dei ruangrupa, gruppo di artisti e creativi di base a Jakarta, in Indonesia. A presentare i nuovi curatori della kermesse è stata, durante la conferenza stampa appositamente indetta, Sabine Schormann, CEO di documenta giunta a Kassel lo scorso anno, a seguito delle dimissioni di Annette Kulenkampff. Quest’ultima era stata accusata di non aver saputo gestire lo sforamento di budget pari a 6 milioni di euro per l’organizzazione di documenta 14, svoltasi tra Kassel e Atene nel 2017 e curata da Adam Szymczyk“Desidero ringraziare il comitato di ricerca internazionale per il processo di selezione dedicato e intenso, che con i ruangrupa come direttori artisti invia un segnale forte per una documenta vivace e sostenibile”, ha commentato Schormann.

DALL’INDONESIA A KASSEL

I ruangrupa nascono nel 2000 a Jakarta, dove il collettivo gestisce uno spazio artistico e realizza mostre, festival, pubblicazioni e format radiofonici; non a caso la parola indonesiana “rangruapa” può essere tradotta come “uno spazio per l’arte” o “una forma spaziale”.  Il collettivo ha partecipato a numerose biennali internazionali, a Gwangju (2002 e 2018), Istanbul (2005), Singapore (2011), San Paolo (2014) e all’Asia Pacific Triennial of Contemporary Art (2012); inoltre è stato tra i protagonisti di Cosmopolis #1: Collective Intelligence, mostra tenutasi nel 2017 al Centre Pompidou di Parigi che indagava la pratica collettiva nell’arte contemporanea dei paesi in via di sviluppo. Sempre nel 2017, i ruangrapa hanno anche partecipato a documenta 14, con la loro stazione radio online come partner del progetto radiofonico Every Time a Ear di Soun, che ha riunito al suo interno otto stazioni radio da tutto il mondo. Per quanto riguarda la curatela della prossima documenta, almeno un membro del collettivo trascorrerà molto tempo a Kassel per la preparazione della rassegna. Il Presidente del Consiglio di sorveglianza di documenta e sindaco di Kassel Christian Geselle, ha accolto con favore la selezione del comitato di ricerca: “per ruangrupa, il principio del networking è di fondamentale importanza. Da Kassel saranno avviati interventi artistici interdisciplinari, che renderanno la città visibile a livello internazionale e porteranno il mondo dell’arte a Kassel. La nostra città non può che trarne beneficio. Sono contento che documenta guardi al futuro in modo così entusiasmante”.

COME SARÀ LA DOCUMENTA DEI RUANGRUPA

Vogliamo creare una piattaforma artistica e culturale orientata, cooperativa e interdisciplinare che abbia un impatto oltre i 100 giorni di documenta 15”, hanno spiegato Farid Rakun e Ade Darmawan, membri del collettivo. “Il nostro approccio curatoriale mira a un diverso modello di utilizzo delle risorse orientato alla comunità, non solo economico, ma anche prendendo in considerazione idee, conoscenze, programmi e innovazioni. Se nel 1955 documenta fu lanciata per guarire le ferite della guerra, perché non dovremmo focalizzare la rassegna sulle ferite odierne, specialmente quelle radicate nel colonialismo, nel capitalismo o nelle strutture patriarcali, e contrapporle a modelli basati sulla partnership che permettano alle persone di avere una diversa visione del mondo”.

– Desirée Maida

www.documenta.de

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.