L’arte come atto politico. Fernando De Filippi a Lecce

Il Museo Castromediano di Lecce accoglie la grande mostra antologica dedicata a Fernando De Filippi in occasione dei suoi ottanta anni. L’artista presenta una raccolta di oltre cinquanta opere realizzate tra la fine degli Anni Sessanta e il 2020.

Fernando De Filippi, Il vento del passato. Lenin parla ai delegati, 1971, acrilico su tela, cm 100x80
Fernando De Filippi, Il vento del passato. Lenin parla ai delegati, 1971, acrilico su tela, cm 100x80

Quella di Fernando De Filippi (Lecce, 1940) è una storia artistica lunga oltre sessant’anni di carriera, fatta di lotte, blitz e sperimentazioni. L’incessante ricerca dell’artista, portata avanti contestualmente all’impegno politico, diviene militanza e rivendicazione civile che abbraccia inizialmente le istanze informali e, successivamente, quelle legate a una nuova fase della figurazione pittorica, per poi trovare un’ampia e dinamica produzione, clandestina e non, nel contesto urbano e in quello performativo.

LA PITTURA DI FERNANDO DE FILIPPI

Dal percorso di mostra, allestito nelle sale del Museo Castromediano, emerge un’attenta e bilanciata analisi diacronica che introduce, in maniera filologica, alla singolare visione artistica ed etica di De Filippi, sostenuta da un rigoroso apparato documentario, e argomentata attraverso specifiche sezioni che indagano le opere eseguite nel corso della sua attività. Nella serie Cuba Cuba, realizzata tra gli anni Sessanta e Settanta, De Filippi definisce pittoricamente i suoi paesaggi tropicali all’interno di strutture segnaletiche, inserite in un immaginario grafico e cinematografico che racconta criticamente quei brani iconici dell’isola vietata. In questi lavori, come negli autoritratti intitolati Lo spazio possibile della sua esistenza quotidiana, la costruzione dell’immagine prende corpo dalla composizione scenica del set, dal medium fotografico e infine dalla pittura. Le opere suscitano e denunciano visivamente una confusione oggettiva tra chi guarda e chi è ritratto, senza annullare il rapporto tra la vittima e il suo carnefice, contestualizzato in un periodo storico noto come gli anni di piombo.

Fernando De Filippi, Autobiografia del possibile, 1970, cm 100x100
Fernando De Filippi, Autobiografia del possibile, 1970, cm 100×100

FERNANDO DE FILIPPI E LENIN

In un ulteriore passaggio, come in quello dedicato a Lenin, la pittura di De Filippi muta ancora e in questa occasione la fascinazione, lo studio e la raccolta di letture e documenti creano un denso substrato neorealista, uno spaccato quotidiano e politico del leader sovietico. Dalla pittura agiografica, monumentale e di ispirazione realsocialista Fernando De Filippi traduce la sua attitudine figurativa in un processo di trasformazione fisiognomica, assumendo le sembianze di Vladimir Il’ič Ul’janov come nel film- video Sostituzione del 1974, e recuperando, qualche anno dopo, un procedimento di appropriazione grafologica trascrivendo a memoria gli scritti rivoluzionari di Lenin durante un atto performativo. Le frasi, la scrittura e il testo hanno per De Filippi un’importanza sociale, identitaria, culturale e comunicativa come dimostrato dalle affissioni selvagge e da quelle autorizzate della seconda metà degli Anni Settanta, nelle quali campeggiano su grandi striscioni, manifesti e piccoli stencil, gli slogan e le inconsuete frasi marxiane inserite in modo mimetico nelle dinamiche cittadine, come nel caso del lungo drappo rosso presente in sala e recante la scritta La mano non è soltanto l’organo del lavoro è anche il suo prodotto.

DE FILIPPI E LA FILOSOFIA

Dagli Anni Ottanta in poi le opere dell’artista si animano di suggestioni mitologiche, scultoree e architettoniche, caratterizzate da un interesse filosofico che coinvolge la figura umana, realizzata sempre con grande valore espressivo, e sugella contemplativamente gli elementi naturali come il mare, il fuoco, gli alberi e le piante in un linguaggio intenso e moderno dal fascino alchemico.

Giuseppe Amedeo Arnesano

Evento correlato
Nome eventoFernando De Filippi - Arte
Vernissage04/09/2020 ore 19.30
Duratadal 04/09/2020 al 01/11/2020
AutoreFernando De Filippi
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMUSEO CASTROMEDIANO
IndirizzoViale Gallipoli 28 - Lecce - Puglia
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Giuseppe Arnesano
Storico dell'arte e curatore indipendente. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali all'Università del Salento e in Storia dell'Arte Moderna presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha conseguito un master universitario di I livello alla LUISS Master of Art di Roma. Giornalista pubblicista, iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti dal 2011, collabora come critico d’arte con Artribune dal 2011. Nel settore della comunicazione culturale, dal 2013 a oggi, ha lavorato con la Soprintendenza Speciale del Polo Museale Romano, con la Fondazione Torino Musei e la Fondazione Carriero a Milano. Tra le mostre recenti è co-curatore del progetto “Studio e Bottega - Tradizione e Creatività nel segno dell’Arte”, ideato da Ilaria Gianni e realizzato negli spazi della Fondazione Pastificio Cerere di Roma.