Riapre a Lecce il Museo Castromediano: tante novità per il museo pubblico più antico di Puglia

Il museo, risalente alla fine dell’800, è stato oggetto di un accurato intervento di restauro che lo rende oggi luogo inclusivo, interdisciplinare e in sinergia con le realtà del territorio

Pino Pascali, Cinque bachi da setola e un bozzolo, 1968. Courtesy Fondazione Pino Pascali, Polignano a mare
Pino Pascali, Cinque bachi da setola e un bozzolo, 1968. Courtesy Fondazione Pino Pascali, Polignano a mare

A seguito del restauro condotto dalla Regione Puglia, assieme alla collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura e della Provincia di Lecce, il Museo Castromediano riapre al pubblico con varie novità che vanno ad arricchire l’offerta culturale della sua antichissima struttura. La sua storia risale infatti al 1868, quando il filantropo Sigismondo Castromediano la fondò, inserendo numerosi reperti archeologici e una pinacoteca con opere dal Medioevo all’Ottocento. Un prezioso lascito che ora si va ad arricchire con mostre ed eventi dedicati ad arte contemporanea, musica e artigianato, coprendo in totale un’area di 5mila metri quadri. Si inizia il 22 giugno con una grande festa aperta alla città e il concerto Pangea. Una terra, un mare, un popolo, con musiche provenienti da Salento, Africa, Palestina, Bulgaria, Grecia, Brasile e Messico, a ricordare le radici cosmopolite e multiculturali di questa regione. Durante la performance musicale, Samar, un video-mapping di Hermes Mangialardo, accompagnerà lo spettacolo, proiettando sulla facciata del museo alcuni screen con i luoghi di provenienza delle musiche.

IL MUSEO CASTROMEDIANO: ARTE CONTEMPORANEA

Tra le novità più interessanti è in mostra l’installazione di Pino Pascali Cinque bachi da setola e un bozzolo: l’opera, tra le più importanti nella produzione dell’artista, è stata acquisita di recente dalla Regione Puglia dalla Collezione Fabio Sargentini per la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare e partirà per un tour – di cui il Museo Castromediano è la prima tappa – che toccherà i punti più significativi del territorio pugliese. Nella stessa sala viene inserita l’installazione sonora di Francesco Giannico, proponendo un dialogo tra linguaggi differenti. All’interno del museo sarà inoltre accolto The Human Tools, il film dell’artista Nico Angiuli, curato e promosso da Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, che indaga il significato della parola robot, da strumento di lavoro a corpo del desiderio, sfociando nelle accezioni contemporanee delle sex dolls.

IL MUSEO CASTROMEDIANO: ALTRE NOVITÀ

Tra il patrimonio dell’antichità, si segnala il reperto messapico La colonnina di Patù, un oggetto votivo tutt’oggi misterioso che condensa in sé la lingua scritta, la devozione al sacro e la cultura della navigazione tipiche di questa terra. Parallelamente all’apertura del museo, saranno fruibili anche le Opere in cantiere, l’esposizione di produzioni di design contemporaneo, selezionate come futuro merchandising museale (ve ne avevamo parlato qui). “Alla città di Lecce e al Salento oggi non restituiamo semplicemente un museo, restituiamo un pezzo di storia e un luogo dove viverla, consumarla, abitarla” afferma Loredana Capone, assessore all’industria turistica e culturale della Regione Puglia, “con tecnologie innovative e immersive. Più smart e accessibile, dagli anziani fino ai bambini. Perché la cultura non può essere per pochi né solo appannaggio di chi può permettersi di comprare un biglietto, al contrario, è diritto di tutti e un’arma potentissima per abbattere i muri contemporanei, a favore dell’incontro e del dialogo. E per la Regione Puglia era ed è tutta lì la sfida. In sostanza abbiamo voluto rovesciare la medaglia: non più prima il restauro e poi, forse, un’idea di fruizione, ma il restauro in funzione del progetto di fruizione. È stato un percorso lungo ma oggi, finalmente, raccogliamo i primi frutti e sono frutti che sanno delle nostre comunità, e di futuro”.

-Giulia Ronchi

 Museo Castromediano
Viale Gallipoli 28, 73100 Lecce
Inaugurazione 22 giugno 2019
0832 683597
[email protected]

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.