L’importanza del lavoro di squadra. Matteo Fato alla Fondazione Ermanno Casoli

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Attraversare questo tempo in cui la dimensione collettiva del lavoro cede il passo a un isolamento forzato, e continuare a credere che il team building sia la radice del successo di un’azienda. È questo il senso dell’opera messa a punto da Matteo Fato presso la Fondazione Ermanno Casoli.

La Fondazione Ermanno Casoli risponde alla sfida del presente con Matteo Fato (Pescara, 1979), assegnandogli l’omonimo riconoscimento e affidandogli E-straordinario, il workshop autunnale che Elica, azienda leader di cappe aspiranti di design, propone da più di un decennio ai propri dipendenti.
Il 20 ottobre ha inaugurato Gentile come un ritratto: un dipinto realizzato da 159 autori nei cinque giorni in cui l’atelier di Fato si è trasferito tra le linee produttive degli stabilimenti di Fabriano e Calstelfidardo. A partire da una riflessione sul presunto autoritratto di Gentile da Fabriano, che colloca se stesso tra la folla della sua Adorazione dei Magi, ogni partecipante ha contribuito a lasciare il proprio segno con una pennellata. Ne è risultata una tela di dimensioni relativamente piccole ma carica di significato: pur senza incontro fisico se non con l’artista, il dipinto racchiude una collettività compatta che si è espressa in un anomalo ma sempre necessario lavoro di squadra.

Valeria Carnevali

Evento correlato
Nome eventoPremio Ermanno Casoli - Matteo Fato
Vernissage20/10/2020 ore 12
Duratadal 20/10/2020 al 20/11/2020
AutoreMatteo Fato
CuratoreMarcello Smarrelli
Generearte contemporanea
Spazio espositivoELICA - FONDAZIONE CASOLI
Indirizzovia Ermanno Casoli 2, 60044 - Fabriano - Marche
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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.