L’arte di colonizzati e colonizzatori: alla Sandretto di Torino mostra e festival online sul tema

Decolonizzazione museale, dei monumenti nello spazio pubblico e degli archivi filmici sono i temi del nuovo festival torinese, parte del progetto internazionale biennale “Everything Passes Except The Past” promosso da Goethe-Institut

Alessandra Ferrini, Sight Unseen, 2020. Still da video
Alessandra Ferrini, Sight Unseen, 2020. Still da video

Monumenti e collezioni museali di origine coloniale, lette alla luce di una rinnovata memoria storica: un tema cruciale da molti anni, tornato recentemente alla ribalta coi tragici fatti di Minneapolis, dove l’uccisione di un cittadino afroamericano da parte della polizia, George Floyd, ha scatenato una reazione di proteste, culminate negli Stati Uniti e in Europa con l’abbattimento di molte statue rappresentanti personaggi legati al tema del colonialismo e del razzismo. Ora, su queste tematiche ne nasce una mostra e un festival online, organizzato dal Goethe-Institut in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino che già nel 2018 ha affrontato quelle stesse problematiche nel percorso espositivo Anche le statue muoiono, insieme al Museo Egizio e al Centro Scavi dell’Università degli Studi di Torino.

Alessandra Ferrini, Sight Unseen, 2020. Still da video
Alessandra Ferrini, Sight Unseen, 2020. Still da video

IL FESTIVAL ALLA SANDRETTO: IL PROGRAMMA 

Tutto passa tranne il passato [Everything Passes Except the Past] – questo il titolo del nuovo progetto che avrà luogo dal 17 settembre al 18 ottobre – presenterà opere di Bianca Baldi, Alessandra Ferrini, Grace Ndiritu e del collettivo Troubled Archives, che offriranno rappresentazioni lontane dallo stereotipo e dalle interpretazioni storiche errate del passato coloniale. Il tutto accompagnato da un ricco programma discorsivo, un festival che sarà trasmesso online il 17 ottobre. “L’obiettivo principale è quello di rendere consapevoli le società postcoloniali del proprio passato”, spiega ad Artribune Jana Johanna Haeckel (project manager al Goethe-Institute Bruxelles), curatrice della mostra e di tutto il progetto internazionale biennale che dal 2019 porta avanti questo processo di ricerca culminato in eventi pubblici (discussioni, conferenze, lecture-performance) in Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e ora in Italia. “Ma, allo stesso tempo, la presenza di esperti dai paesi africani dovrebbe impedire che “Everything Is Passing Except The Past” si trasformi in un monologo unilaterale. Idealmente, il progetto dovrebbe riuscire a dare un contributo decisivo a quella che il filosofo Nikita Dhawan chiama la “decolonizzazione del Nord””.

TUTTO PASSA TRANNE IL PASSATO: I PROTAGONISTI

Dopo il discorso di apertura della storica dell’arte Bénédicte Savoy, seguirà, infatti, un programma di tavole rotonde con contributi di attivisti, artisti, esperti, curatori e ricercatori provenienti da Africa, America Latina ed Europa sulle questioni legate alla decolonizzazione delle collezioni museali, dello spazio pubblico e degli archivi filmici. “La persistenza di strutture di potere simili a quelle dell’era coloniale è generalmente vista come un problema dei paesi colonizzati del Sud del mondo. Ma tutto ciò influenza anche i paesi colonizzatori”, conclude Haeckel. “Per questo è fondamentale accrescere la consapevolezza pubblica del loro passato coloniale rafforzandola con i resoconti fatti dal punto di vista dei paesi precedentemente colonizzati. Questo è il punto chiave di tutto il progetto che mira a sviluppare codici di pratica specifici per istituzioni, musei, dipartimenti educativi, aiutando gli esperti, gli artisti e gli attivisti, provenienti dalla diaspora e dal Sud del mondo, a ricoprire posizioni di potere che influenzino il dibattito in Europa”. Tra ottobre e novembre 2020 uscirà la pubblicazione che documenta l’intero percorso progettuale: interviste, saggi, opere d’arte, manifesti e testi di narrativa affronteranno il tema della restituzione, dai monumenti coloniali nello spazio pubblico agli archivi cinematografici coloniali. Dal punto di vista di colonizzati e colonizzatori.

– Claudia Giraud

Evento correlato
Nome eventoTutto passa tranne il passato / Everything Passes Except the Past
Vernissage17/09/2020 dalle 18 alle 22 (prenotazione obbligatoria, mandando una mail a [email protected] indicando l'orario di arrivo)
Duratadal 17/09/2020 al 18/10/2020
AutoriBianca Baldi , Alessandra Ferrini, Grace Ndiritu, Troubled Archives
CuratoreJana Johanna Haeckel
Generiarte contemporanea, incontro - conferenza, collettiva, festival
Spazio espositivoFONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO
IndirizzoVia Modane 16 - Torino - Piemonte
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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).