Muore a 90 anni Ron Gorchov, l’artista delle tele astratte e tridimensionali

L’artista nato a Chicago, vicino negli anni Sessanta a principali esponenti dell’Espressionismo Astratto, è noto per aver introdotto nella sua pittura tele dalle forme concave e convesse, entrando così in relazione con lo spazio

Ron Gorchov – Recent Works - veduta della mostra presso la Galleria Thomas Brambilla, Bergamo 2015
Ron Gorchov – Recent Works - veduta della mostra presso la Galleria Thomas Brambilla, Bergamo 2015

Lo scorso 18 agosto è morto, a 90 anni, Ron Gorchov, artista noto per aver sperimentato in pittura nuovi linguaggi e metodologie, creando opere che sfidano il concetto di bidimensionalità per approdare al tridimensionale. I dipinti di Gorchov, realizzati su supporti lignei ricurvi, annullano di fatto i confini tra pittura astratta e scultura diventando, a partire dai primi anni Settanta, punto di riferimento per le successive generazioni di artisti. La scomparsa di Ron Gorchov è stata annunciata dalla galleria Cheim & Read di New York, che lo ha rappresentato insieme a Maurani Mercier Gallery di Bruxelles, Modern Art di Londra e Thomas Brambilla a Bergamo.

Ron Gorchov – Recent Works - veduta della mostra presso la Galleria Thomas Brambilla, Bergamo 2015
Ron Gorchov – Recent Works – veduta della mostra presso la Galleria Thomas Brambilla, Bergamo 2015

LA VITA E GLI ESORDI DI RON GORCHOV

Nato a Chicago nel 1930, Ron Gorchov dal 1947 al 1948 frequenta l’Università del Mississippi, per poi studiare al Roosevelt College & Art Institute di Chicago e all’Università dell’Illinois a Urbana nel 1950-51. Nel 1953 si trasferisce a New York, e la scena artistica della città lo porta a conoscere alcuni degli autori più influenti dell’Espressionismo Astratto, tra cui Mark Rothko e Willem de Kooning. Due mostre hanno giocato un ruolo importante nella carriera di Gorchov, entrambe tenutesi nel 1960 a New York: la collettiva al Whitney Museum Young America 1960: Thirty American Painters Under ThirtySix e la prima personale alla Lo stesso anno, Gorchov ha tenuto la sua prima mostra con la Tibor de Nagy Gallery, seguita da altre due personali nel 1963 e nel 1966.

L’ARTE DI RON GORCHOV

È in questi anni che Gorchov sviluppa i tratti peculiari della sua ricerca, che caratterizzeranno la sua pratica: la scelta di svincolarsi dai canonici supporti pittorici, con tele che abbandonano la loro tipica bidimensionalità per assumere una forma nello spazio, attraverso movimenti concavi e convessi. Tavole sagomate che ricordano la forma della sella, che l’artista decide anche di impilare, dando vita a una sorta di monumenti pittorici. Le tele impilate sono state oggetto della mostra tenuta dall’artista nel 1972 all’Everson Museum of Art di Syracuse, New York. Nel 1975 tiene una personale alla Fischbach Gallery di New York, mentre nel 1976 fa parte della mostra inaugurale Rooms al P.S.1 Contemporary Art Center, per la quale espone l’opera con tele impilate Set. Nel corso dei decenni Gorchov ha tenuto numerose personali, fino al 2006, anno della mostra Ron Gorchov: Double Trouble al PS1.

Ron Gorchov - Recent Works - veduta della mostra presso la Galleria Thomas Brambilla, Bergamo 2015
Ron Gorchov – Recent Works – veduta della mostra presso la Galleria Thomas Brambilla, Bergamo 2015

RON GORCHOV IN ITALIA CON LA GALLERIA THOMAS BRAMBILLA

Rappresentato in Italia dalla Galleria Thomas Brambilla di Bergamo, Ron Gorchov è stato qui protagonista di diverse mostre, tra cui Ron Gorchov – Recent Works del 2015, prima personale dell’artista nella galleria bergamasca e di cui vi riproponiamo la lettura di Maria Marzia Minelli: “in mostra tavole sagomate che superano la bidimensionalità del quadro innescano una tridimensionalità che accende una riflessione sulla materialità del vuoto. Come le sirene di Ulisse, le opere di Gorchov attirano l’osservatore verso di esse grazie alla forza magnetica e alla fisicità delle loro macchie di colore, per poi avviluppare il malcapitato nello spazio, seppur solo accennato, dalla loro forma concava. Grazie alla freschezza delle pennellate e all’immediatezza dei colori accesi, le tavole concentrano nel cuore del loro spazio assente una tensione inedita. Come buchi neri che inesorabilmente tutto attraggono, ma che dell’assenza di luce del colore nero non hanno proprio nulla. Un abbraccio maturo come l’artista, ma contemporaneo come i suoi lavori”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.