Inaugura la Radura della Memoria: un bosco dedicato alle vittime del Ponte Morandi a Genova

Ideata dall’artista Luca Vitone Studio Stefano Boeri Architetti, Petra Blaisse/Inside Outside. l’opera si inserisce all’interno del progetto del Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso. Un progetto dalla vocazione ecologica e di carica evocativa posto sotto il nuovo Ponte Genova San Giorgio di Renzo Piano.

Luca Vitone, La Radura della Memoria, Parco del polcevera, Genova
Luca Vitone, La Radura della Memoria, Parco del polcevera, Genova

A pochi giorni dalla apertura del nuovo Ponte Genova San Giorgio di Renzo Piano inaugura anche il nuovo progetto di Luca Vitone (Genova, 1964), la Radura della Memoria, posto al centro dell’opera di rigenerazione e valorizzazione della zona centrale della Val Polcevera, sottostante il nuovo viadotto. Un’area rinominata Parco del Ponte, realizzata grazie al raggruppamento formato da Stefano Boeri Architetti come capogruppo, Metrogramma Milano nella parte di progettazione architettonica e Inside Outside | Petra Blaisse, già progettista di BAM – Biblioteca degli Alberi di Milano. Un progetto ambizioso e lungimirante firmato da archistar e nomi affermati del settore, di cui l’opera di Vitone – inaugurazione prevista il 14 agosto, presentata dalla galleria Pinksummer di Genova – rappresenta il tassello finale. In cosa consiste, quindi?

Luca Vitone, La Radura della Memoria, Parco del polcevera, Genova
Luca Vitone, La Radura della Memoria, Parco del polcevera, Genova

LA RADURA DELLA MEMORIA DI LUCA VITONE

Il bosco di Luca Vitone sarà dedicato a tutti coloro che hanno perso la vita in quel 14 agosto 2018, nel solco della tradizione ancestrale che paragona gli alberi ad esseri dotati di anima che vivono in armonia con l’uomo (una visione proveniente in particolare dalle culture celtiche e animiste, per le quali la foresta era sacra). Per restituire l’idea della varietà e della ricchezza umana, saranno piantate specie differenti in modo da garantire una biodiversità alla Radura della Memoria, studiata appositamente dalla agronoma Laura Gatti. Il castagno, il corbezzolo, il nocciolo e il frassino, l’ulivo e il noce, il ciliegio e il tiglio, il melo e il faggio e l’albicocco saranno alcuni degli alberi presenti; ci sarà anche l’arancio amaro, il cui nettare lievemente afrodisiaco si dice che protegga il riposo dagli incubi. 

IL COMMENTO DI LUCA VITONE

Un anfiteatro in cui il tempo è forgiato dalla natura a protezione della memoria e della biodiversità di ogni specie”, afferma l’artista spiegando la natura fortemente evocativa della Radura della Memoria, “ma anche della peculiarità di ogni individuo e in modo speciale di quelle donne di quegli uomini di quei bambini, che prima di venire trasformati dalla tragedia in vittime, hanno riso e hanno pianto, hanno amato e sono stati amati e amati lo rimarranno per sempre. Un’opera dunque incentrata all’etos della conservazione del vissuto e della vita attraverso la capacità degli alberi e del bosco di rinverdire e rigenerarsi in ogni istante”.

Luca Vitone, La Radura della Memoria, Parco del polcevera, Genova
Luca Vitone, La Radura della Memoria, Parco del polcevera, Genova Luca Vitone, La Radura della Memoria, Parco del polcevera, Genova

LA MEMORIA NELLA RICERCA DI LUCA VITONE

Il luogo, inteso come una riserva protetta di vissuto e di memoria individuale e collettiva, è una costante della ricerca di Luca Vitone, il quale da anni indaga in particolare il mondo vegetale come fonte di vita e sul suo rapporto con l’uomo. “Ogni pianta ha una sua personalità, incanta e stupisce, rallegra o inquieta, a seconda della forma, dei colori, della luce che irradia. Ogni persona si può identificare in un albero per atteggiamento, costituzione, ideale; ma nessuno potrà mai esserne padrone. Potrà solo a sua volta voler essere albero”, scriveva nel 2009 a proposito della sua opera Vuole Canti, composta da 18 immagini di alberi, fotografati nella città di Trento, città dove alla Civica Galleria si teneva la mostra. Alberi che furono associati alla personificazione di 18 compagni artisti, che debuttarono nel mondo dell’arte nei suoi stessi anni. Così oggi, la Radura della Memoria, non rappresenta solo un memoriale formato da specie vegetali, bensì un atto politico, un moto controcorrente che sfida l’attuale crisi ecologica causata dallo sfruttamento delle risorse naturali e punta a ritornare a quella originale e ancestrale armonia.

-Giulia Ronchi

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AutoreLuca Vitone
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.