Riceviamo e pubblichiamo il commento dell’architetto Franco Zagari, che ha presieduto la Giuria internazionale del Masterplan di Rigenerazione del “Quadrante Val Polcevera” e del Nuovo Parco Urbano, denominato “Il Parco del Ponte” a Genova.

Al fuoco!
Dall’orizzonte si sentono sordi colpi di cannone. Cosa accade? Tutto, e quindi nulla. Cari miei amici e stimati conoscenti stanno improvvisamente alzando i toni, “… macaia, scimmia di luce e di follia, foschia pesci africa, sonno nausea fantasia…”. Il Polcevera è Genova. Un terreno che sembra rappresentare conflitti di ogni tipo. Ed è proprio lì che la lingua batte dove il dente duole: sopra brucia il Ponte, sotto brucia il Parco.

Luigi Prestinenza Puglisi ha deciso di rompere gli indugi e di attaccare a fondo l’Inattaccabile, Renzo Piano. Un Concorso internazionale per un Parco del Ponte ha dato recentemente il suo esito, e Gianluca Peluffo lo attacca alzo zero. Claudio Bertorelli denuncia una situazione amministrativa degli enti locali in Italia che è lesiva di ogni lecito diritto a immaginare, proporre e realizzare progetti di nuova generazione a fronte del grande stallo delle opere pubbliche, e così via.
Insomma, segni di un grande disagio: Piano è reo di abuso di potere in una situazione drammatica, il Concorso è visto come un toboga dove il destino di Boeri sarebbe stato già scritto. Tutti molto bravi nell’argomentare, meno mi sembra nell’informare. Cui prodest?

Il Riverfront, il Cerchio Rosso e la Torre del Vento (© The Big Picture, courtesy by SBA), courtesy Stefano Boeri Architetti, Metrogramma Milano, Inside Outside | Petra Blaisse
Il Riverfront, il Cerchio Rosso e la Torre del Vento (© The Big Picture, courtesy by SBA), courtesy Stefano Boeri Architetti, Metrogramma Milano, Inside Outside | Petra Blaisse

IL PONTE DI RENZO PIANO

Che la critica abbia tutto lo spazio possibile in un periodo che non brilla certamente di una discussione di ampio respiro è certamente un bene, ma qui architetti, paesaggisti, urbanisti e quant’altri sembra che non sappiano dare un contributo che spezzi realmente questo silenzio. Tutti gli argomenti, per quanto scritti con tratti molto seducenti, hanno un retrogusto di schermaglie, querelle, gossip. La mia opinione su Piano? Io credo che abbia fatto un servizio al Paese. Noi avremo il ponte e solo lui credo che lo potesse garantire in tempi certi. Quanto alla soluzione, voi parlate con sufficienza di un trilite. Lo è, ma non vedo il problema. Io ritengo che il Ponte sia non solo efficace, ma anche molto bello. Non è così che mi sembrava in principio, ma piano piano credo di aver capito quest’opera. Alcuni pensano ancora alla possibilità perduta del restauro di un monumento che tanti di noi hanno ancora nel cuore. Condivido questo sentimento ma credo che oggi noi tremeremmo se avessimo preso quella strada.

Il Parco del Polcevera: Parco dell’acqua, Fun Park, Giardino Mediterraneo, Giardino delle Esposizioni, Stefano Boeri Architetti, Metrogramma Milano, Inside Outside | Petra Blaisse
Il Parco del Polcevera: Parco dell’acqua, Fun Park, Giardino Mediterraneo, Giardino delle Esposizioni, Stefano Boeri Architetti, Metrogramma Milano, Inside Outside | Petra Blaisse

IL CONCORSO DEL PARCO

Andiamo ora sotto il Ponte, parliamo del Concorso del Parco. Ho avuto l’onore di presiedere un’ottima giuria, l’amministrazione è stata correttissima ‒ non un battito di ciglia ‒, i servizi sono stati puntuali e impeccabili. A qualcuno non è piaciuto il nostro lavoro? Me ne dispiaccio, ma non è qui il problema. La parola va data ora ai progetti, al vincitore, ai finalisti, a tutti gli altri partecipanti, alla città, al Paese. La giuria ha più volte raccomandato all’amministrazione di programmare immediatamente una mostra che sia alla scala del tema. La mia convinzione è che non solo il Ponte, ma anche il Parco si farà. Sono sicuro che troverà molti cittadini pronti ad amarlo e farlo proprio, a riscoprire il profumo che questa valle mi dicono che avesse un tempo. Questo risultato potrebbe tirare la volata a futuri sviluppi forse più impegnativi. Honi soit qui mal y pense.

Ci rivediamo presto a Genova.

Franco Zagari

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AutoreRenzo Piano
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Franco Zagari
Franco Zagari (1945) vive e opera a Roma, dove ha fondato uno studio di architettura e paesaggio che è attivo dal 1973 (con Gianpiero Donin fino al 1985). Il suo lavoro è caratterizzato da uno scambio continuo di idee fra la professione e l’insegnamento, su temi delicati di ricerca sia per la loro rilevanza istituzionale, sia per il rapporto fra contesti storici di pregio e visioni di sviluppo compatibile. Già professore ordinario a Reggio Calabria, dove ha fondato e diretto il dipartimento “Oasi” e coordinato il Dottorato di ricerca “Parchi Giardini e Assetto del territorio”. PhD honoris causa preso l’università di Liegi, fino ad oggi professore AQ e a contratto presso Sapienza, università di Roma. Autore di numerosi progetti realizzati in Italia e all’estero (Scozia, Francia, Giappone, Georgia, Giordania) fra cui: restauro, e ristrutturazione di comparti nel Centro Storico di Ancona, 1973-81, Giardino Italiano all'Expo Internazionale di Osaka, 1990; Piazza Montecitorio a Roma, 1998; Lungomare di Porto Sant’Elpidio, 2003 e di Castiglioncello, 2006-2007; Un ponte e una terrazza galleggiante nel Parco del Lago dell’Eur, Roma 2005-2007; Tre piazze della Basilica di Saint-Denis (Parigi, con Jean Louis Fulcrand), 2003-2007; Spazi pubblici centrali di Cisterna di L. 1997-2002 (con Enrico Giammatteo), Sottopasso della Stazione di Bergamo, 2009 (con Mario Petrangeli), Giardino Z5, Roma 2010, Expo Milano 2015 (8 Hortus con Pan Associati) Restauro e completamento di piazza Matteotti a Catanzaro 2015 (con Ferdinando Gabellini, Giovanni Laganà, Domenico Avati). Tra i suoi saggi: L’intervento pubblico nei centri storici, Bologna 1973; L’architettura del giardino contemporaneo, Milano 1988; Questo è paesaggio. 48 definizioni, Roma 2006; Giardini. Manuale di progettazione, Roma 2009; Sul paesaggio. Lettera aperta, Melfi 2013. Piazza Matteotti a Catanzaro, Melfi 2016, Piccoli universali di architettura e di paesaggio, DeriveApprodi, Roma 2017; Franco Zagari La parola ai progetti, Librìa, Melfi 2017,2019. Già professore ordinario di Architettura del paesaggio presso la Mediterranea di Reggio Calabria, ha fondato e diretto il Dipartimento “Oasi” e coordinato il Dottorato di “Parchi, Giardini, Assetto del territorio” (1998-2010). Attualmente insegna alla Sapienza università di Roma. Nel 2019 gli è stato conferito dall’Università di Liegi il titolo di Dottore di ricerca Honoris causa. Il 26 settembre 2018 ha inaugurato la decima edizione della Bienal Internacional de Paisaje de Barcelona con una sua mostra monografica dal titolo Franco Zagari. La parola ai progetti che è diventata itinerante: Venezia IUAV, università di Firenze, Roma Frascati, Liegi (2019).