Profeti in patria. Alberto Scodro e Silvano Tessarollo a Bassano del Grappa

Musei Civici, Bassano del Grappa – fino al 31 agosto 2020. Spostata a causa dell’emergenza Coronavirus, è finalmente visitabile la mostra Senza nuvole. Due artisti di diversa generazione, Alberto Scodro e Silvano Tessarollo, intavolano armoniosamente un discorso vario e stimolante sull’ambiente senza scadere nella retorica ambientalista.

Tra le mostre programmate per l’estate 2020, spicca la doppia personale Senza nuvole ai Musei Civici di Bassano. I due artisti in dialogo si presentano come profeti in patria per la loro provenienza dallo stesso ambito territoriale in cui si svolge l’esposizione: Alberto Scodro (Marostica, 1984), tra i più interessanti scultori della giovane generazione, e Silvano Tessarollo (Bassano del Grappa, 1956), eclettico mid-career in grado di affrontare con successo le sfide di un progetto impostato tematicamente.

Alberto Scodro, Sunflower “flower”, 2020
Alberto Scodro, Sunflower “flower”, 2020

LA MOSTRA A BASSANO DEL GRAPPA

La mostra parla, infatti, senza eccessivi argini didascalici, di elementi paesaggistici, geografici e ambientali, rendendo la scelta di coinvolgere due artisti della zona particolarmente centrata. Il titolo Senza nuvole ha quindi a che fare sia con l’elemento vitale che unisce i cicli naturali al rapporto col cielo, il sole e l’acqua, che con le coordinate che legano ciascuna persona a un determinato ambito territoriale. Scodro e Tessarollo riportano liberamente queste suggestioni nello spazio espositivo, facendo leva con intelligenza sulla capacità adattiva dei rispettivi lavori, allestendo una mostra varia, concepita globalmente nelle risonanze che si instaurano tra tutte le opere e gli ambienti del museo. Il piano terra, immerso nell’oscurità, si trascina nella materia umbratile e sfuggente, come a preparare l’esplosione di luce delle sale al primo piano, dove i due artisti tematizzano gli aspetti energetici, violenti e drammatici dei processi naturali.

Silvano Tessarollo, Gli alberi siamo noi 3, 2019
Silvano Tessarollo, Gli alberi siamo noi 3, 2019

LE OPERE DI SCODRO E TESSAROLLO

Scodro dissemina ironiche sculture di trottole in terracotta per tutto lo spazio espositivo come un basso continuo riferito alla rotazione terrestre e al loro stesso processo di realizzazione. Dalle sue fusioni di corolle di girasoli, matericamente preziose, si dipartono appendici che connettono questo fiore radioso all’esterno, per creare, come nei dechirichiani Soli sul cavalletto, una ciclicità con il sole reale che illumina l’esterno.
Tessarollo sembra invece approfondire gli stati dell’esistenza contrassegnati da morte e decadenza per assenza d’energia. I suoi grandi e saturi carboncini raffiguranti alberi morenti sono densi di assonanze con il corpo umano, mentre le composizioni realizzate con terra e fango rilanciano l’eredità burriana in un senso di terrena siccità. Con i suoi rami in cera è come se cortocircuitasse le distinzioni tra naturale e artificiale, nella stessa maniera con cui lo fanno le sculture fungoidi di Scodro, accelerando processi fisico-chimici grazie alle tecnologie umane.
Al di là dei singoli lavori, però, la mostra respira profondamente nel dialogo messo in piedi tra gli artisti, facendo dello spazio una grande scenografia dove il paesaggio rivive anche tra le mura del white cube.

Gabriele Salvaterra

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AutoriAlberto Scodro, Silvano Tessarollo
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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.