Intervista a David Tremlett per la sua quarta opera nelle Langhe

Torna per la quarta volta nella Langhe l'artista inglese David Tremlett. Lo abbiamo intervistato proprio mentre si appresta a lavorare di nuovo in Italia, stavolta a Palermo.

È a Serravalle Langhe, 762 metri di altitudine, nel cuore della Langa selvatica, fatta di boschi più che di viti, che David Tremlett ha completato la sua ultima opera. È stata battezzata Per le Langhe, a sottolineare l’intenso rapporto che lega l’artista inglese con le colline piemontesi. Un legame iniziato più di vent’anni fa, quando nei vigneti della famiglia Ceretto, sotto La Morra, una cappella di campagna in abbandono venne trasformata da Sol LeWitt e da Tremlett in un tempio laico dai colori esplosivi.

IL PROGETTO DURANTE IL COVID-19

Quello di Serravalle è un progetto a cui tengo molto, perché è nato all’inizio di un periodo difficile e doloroso, quello della pandemia”, racconta Tremlett aprendo la porta dell’ex Oratorio di San Michele. “Avevo visto una sola volta il luogo, più di un anno fa e, non potendomi muovere dall’Inghilterra, mi sono fatto mandare delle foto e ho completato il progetto sulla carta inviandolo a Davide [Falletto, sindaco di Serravalle e committente dell’opera, N.d.R.]. Amo far parte attiva delle mie opere, sporcarmi le mani, ma questa volta non è stato possibile farlo direttamente”.
A concretizzare l’opera ci ha pensato Ferruccio Dotta, che da venticinque anni è uno dei più fedeli collaboratori dell’artista inglese assieme al cinese, torinese di adozione, Li Zhao. La tecnica usata è stata ancora una volta quella del wall drawing, con la distribuzione del colore direttamente con la mano.

WALL DRAWING E AFFRESCHI

Nell’ex oratorio che affaccia sulla piazza centrale del paese, Tremlett si è trovato a dover dialogare con gli affreschi tardo gotici quattrocenteschi che ornano la volta a crociera della parte più antica dell’edificio.
A differenza degli interni della Cappella del Barolo e sugli esterni della Chiesetta di Coazzolo, qui ha dovuto confrontarsi con un’opera d’arte già presente, un po’ come era successo nell’Open Space del Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo, dove il soffitto conserva affreschi del Seicento.

David Tremlett, 2020. Photo credits Lea Anouchinsky

David Tremlett, 2020. Photo credits Lea Anouchinsky

L’INTERVISTA

Come ti sei rapportato con l’opera preesistente?
Ho scelto tutte le sfumature del grigio per le mie colonne rovesciate, perché lo ritengo un colore estremamente interessante che riprendeva in parte i colori degli affreschi originali. Ma in generale penso che gli interni di un edificio debbano sempre dialogare con gli esterni e, in questo caso, gli esterni sono anche il muro grigio della casa che abbiamo di fianco.

C’è un significato particolare in questa tua opera?
Quando qualcuno mi chiede del significato, rispondo che penso soprattutto alle forme, ai colori, al contesto. Guardando questi affreschi antichi, non sono sicuro di capirne tutto il significato e non guardo tanto alla storia che vi è raccontata, ma vengo colpito dalla loro forma.

Le tue opere nelle Langhe sono tutti interventi su edifici religiosi, anche se solo uno, la Chiesetta di Coazzolo, è consacrato. C’è una motivazione?
Visitando questi luoghi sono sempre stato affascinano dai piloni votivi, dalle piccole cappelle campestri. E poi ritengo che, quando si interviene su un edificio religioso o anche in un palazzo nobiliare, si ha più probabilità di fare qualcosa che resterà nel tempo, perché in genere si ha più attenzione per questo tipo di strutture o, nel caso di un edificio aristocratico, c’è la possibilità di un passaggio generazionale. Ecco, quando più di vent’anni fa abbiamo iniziato con la Cappella del Barolo, ho subito pensato che fosse qualcosa di permanente per il territorio.

Roberta Ceretto ha ricordato che, secondo una stima, davanti alla Cappella del Barolo passano quasi 100mila persone l’anno e molte ovviamente entrano incuriosite e che in questi vent’anni non è mai stata oggetto di atti di vandalismo.
La gente che viene qui credo provi un senso di gioia, per via dei colori che sono esplosivi. È un posto che trasmette ottimismo. È così anche per il lavoro di wall drawing a San Michele di Serravalle, un’espressione di sollievo, di gioia e ottimismo che spero trasmetterà delle sensazioni positive a tutti quelli che entreranno.

C’è tanta Italia nel suo percorso professionale.
Ho iniziato a lavorare a Bari a metà degli Anni Settanta e ti assicuro che era una città molto diversa da quella attuale. Mi piace l’idea di poter dire che nel corso degli anni ho risalito l’Italia fino qui al Nord. È stata una meraviglia lavorare per la chiesetta di Coazzolo, davanti a quel magnifico paesaggio. A mezzogiorno, piazzavamo dei tavoli e mangiavano fuori, sotto il porticato: bagna cauda e grappoli di moscato. Ora sto lavorando al grande progetto di Palazzo Butera a Palermo, che accoglie le collezioni di Francesca e Massimo Valsecchi.

David Tremlett, Cappella del Barolo, 1999. Tenuta Ceretto, La Morra. Photo credits Lea Anouchinsky

David Tremlett, Cappella del Barolo, 1999. Tenuta Ceretto, La Morra. Photo credits Lea Anouchinsky

LE 4 OPERE DI DAVID TREMLETT NELLE LANGHE

1999 – Cappella del Barolo – La Morra
La famiglia Ceretto commissiona la ristrutturazione di una cappella rurale situata nei vigneti da cui nasce il Barolo a due artisti internazionali: Sol LeWitt si occupa del restauro esterno, David Tremlett di quello interno. Un’iniziativa, per l’epoca, innovativa e coraggiosa, che non manca di attirare delle critiche. Ma che, a oltre vent’anni di distanza, si è rivelata un grande successo, anche d’immagine, per i mecenati.

2017 – Chiesetta di Coazzolo
Nel 2015 Silvano Stella, appassionato d’arte, con l’obiettivo di riaggregare la comunità del paese e di darle un moderno simbolo di appartenenza, commissiona da privato la decorazione degli esterni della chiesetta della Beata Maria Vergine del Carmine risalente alla fine del Seicento.

2019 – Open Space San Maurizio 1619 – Santo Stefano Belbo
Per celebrare i 400 anni dalla fondazione del monastero che ora ospita il Relais San Maurizio, la famiglia Gallo, proprietaria della struttura ricettiva, affida a Tremlett la decorazione della cappella interna.

2020 – Per le Langhe – Serravalle Langhe
Il progetto di recuperare in chiave artistica l’ex Oratorio di San Michele nasce su iniziativa del comune in collaborazione con la Fondazione CRT. La struttura è inserita nel progetto Chiese a porte aperte e nella relativa app che permetterà l’accesso all’opera.

– Dario Bragaglia

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Dario Bragaglia

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e…

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