Sculpture Garden 2020: l’appuntamento biennale torna a Ginevra per tutta l’estate

Trenta opere di arte pubblica diffuse in tre sedi coinvolgono artisti di diversa provenienza e generazione. Una mostra lunga tutta l’estate per definire un modo nuovo di pensare la scultura. Le immagini

Trix and Robert Haussmann, Enigma, 2020 © Julien Gremaud
Trix and Robert Haussmann, Enigma, 2020 © Julien Gremaud

È una delle modalità espositive di cui si sta facendo uso durante questa fase di ripresa: portare l’arte al di fuori di musei, gallerie e spazi chiusi per renderla fruibile a un pubblico il più ampio possibile e per godersela senza troppe restrizioni. È successo a Stoccolma e a Milano con due mostre installate su cartelloni pubblicitari. Ora anche Ginevra coglie l’occasione per presentare il suo grande progetto di opere pubbliche, che già nel 2018 aveva riscontrato un’ottima risposta. Sculpture Garden, Geneva Biennale si svolge infatti in tre luoghi collocati nel centro della città: Parc des Eaux-Vives, Parc La Grange e Quai Gustave-Ador, ai quali si aggiungono due progetti speciali sull’Ile Rousseau e presso l’Hotel La Réserve Geneva. Curata da Balthazar Lovay – ex direttore della Fri Art Kunsthalle di Friburgo – e organizzata dalla fiera artgenève in collaborazione con il MAMCO (Museo di arte moderna contemporanea di Ginevra) e con City of Geneva, Sculpture Garden è l’appuntamento estivo della città svizzera, visitabile fino al 26 settembre 2020.

SculptureGarden2020 Matthew Lutz Kinoy, The Rising and Setting of the Sun, 2020 photo Julien Gremaud
SculptureGarden2020 Matthew Lutz Kinoy, The Rising and Setting of the Sun, 2020 photo Julien Gremaud

SCULPTURE GARDERN, GENEVA BIENNALE

Accanto alle sculture preesistenti dei “big”, come Neïl Beloufa, Lynda Benglis, Tracey Emin e Olivier Mosset, per citarne alcuni, in questa nuova edizione si punta tanto anche sui giovani artisti, con opere prodotte dalla manifestazione stessa. Scelti tramite una selezione internazionale, gli artisti provengono da Ginevra, Svizzera, Europa, Inghilterra e Stati Uniti, con una corsia preferenziale dedicata agli studenti della Cantonal Art School of Lausanne (ECAL), per proporre al pubblico anche i nuovi talenti locali. Tra gli italiani sono presenti il grande maestro Andrea Branzi (Firenze, 1938), con un’opera appositamente prodotta per l’occasione e Francesco Vezzoli (Brescia, 1971), autore di uno dei progetti speciali. “Ambiziosa per la sua dimensione internazionale, per il numero di artisti invitati e per i temi affrontati, la mostra è caratterizzata anche da un rapporto spontaneo con i parchi, la natura e il paesaggio”, spiegano gli organizzatori. “Rispondere alla qualità di questi luoghi si è dimostrata una costante nelle proposte pervenute, che utilizzano anche costruzioni preesistenti (come l’ex stazione ferroviaria turistica, il sistema di irrigazione o lo chalet) o sono associate agli elementi naturali del sito”. La mostra, per tutta la sua durata, sarà scandita da diversi appuntamenti, come incontri e cocktail nell’orario del dopolavoro, conferenze alle quali sono invitati personalità del mondo dell’arte e serate performative. È inoltre presente un programma di mediazione, con personale qualificato per avvicinare la storia e il significato delle opere a ogni tipo di pubblico.

-Giulia Ronchi

Sculpture Garden, Geneva Biennale
Fino al 26 settembre 2020
Parc des Eaux-Vives, Parc La Grange e Quai Gustave-Ador
Ginevra, Svizzera
https://sculpturegarden.ch/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.