Microsoft pubblica un video su Marina Abramović e l’estrema destra accusa l’artista di satanismo

Il video, poi rimosso, pubblicizzava un dispositivo per la Mixed Reality, e vedeva la partecipazione della celebre performer. In poco tempo si sono succeduti commenti con pesanti accuse rivolte alla Abramović

Venezia75, Marina Abramovic, photo Irene Fanizza
Venezia75, Marina Abramovic, photo Irene Fanizza

Se si è tra gli artisti più noti, chiacchierati e discussi al mondo, bisogna aspettarsi critiche positive e negative di ogni sorta; forse però potrebbe risultare surreale – per non dire improbabile – ricevere addirittura accuse di satanismo, sebbene tali accuse arrivino da haters e complottisti dell’Internet. È quanto accaduto a Marina Abramović, celeberrima performer serba che nei giorni scorsi è stata accusata di satanismo per via di un video pubblicato sull’account Youtube della Microsoft che la vedeva protagonista. L’oggetto del video? The Life, la sua nuova opera realizzata in Mixed Reality e fruibile attraverso gli Holelens2, il particolare dispositivo prodotto dalla Microsoft che permette all’utente/visitatore di entrare in contatto (virtuale) con l’artista.

THE LIFE, LA PERFORMANCE DI MARINA ABRAMOVIĆ IN MIXED REALITY

Prima di raccontare quanto è accaduto alla Abramović, è necessario soffermarsi un attimo su The Life: è il titolo della performance in Mixed Reality che l’artista ha tenuto dal 19 al 24 febbraio 2019 alla Serpentine di Londra (dove già nel 2014 la performer tenne la performance 512 Hours), registrando con molte settimane di anticipo il sold-out di prenotazioni per partecipare all’evento. In The Life i visitatori hanno la possibilità di sperimentare, per 19 minuti, un incontro allo stesso tempo intimo e digitale con l’artista, grazie al mix appunto tra elementi reali e virtuali: obiettivo della performance è infatti quello di indagare “il concetto di assenza materiale”. L’uso della Mixed Reality consente ad Abramović di usare il proprio corpo come soggetto e oggetto, e di esplorare la terra di mezzo che separa la tecnologia dalla performance. The Life è prodotta da Tin Drum, uno studio statunitense/britannico che lavora esclusivamente in Mixed Reality. In questo nuovo progetto, Tin Drum ha lavorato alla realizzazione della rappresentazione digitale della Abramović, con cui il pubblico può entrare in contatto indossando un paio di occhiali speciali, il visore per la realtà aumentata che consente ai visitatori di osservare i movimenti dell’artista come se fosse realmente nella stanza. Una copia di The Life sarà messa all’asta da Christie’s il prossimo ottobre, in occasione della art week di Londra, per un valore che si aggira intorno ai 700mila dollari.

IL VIDEO DELLA MICROSOFT E LE ACCUSE CONTRO MARINA ABRAMOVIĆ

Il “fattaccio” ha avuto avvio lo scorso 10 aprile, quando la Microsoft ha pubblicato sul proprio canale Youtube il video promozionale di HoloLens2, visore che permette a chi lo indossa di “immergersi” in spazi digitali e di interagire con persone e cose al loro interno. Nel video era presente anche Marina Abramović, intenta a parlare di The Life“credo che l’arte del futuro sia arte senza oggetti. Questa è solo pura trasmissione di energia tra lo spettatore e l’artista. Per me, la realtà mista è questa risposta”, commenta l’artista nel corso nel video. Qualcosa però è andato storto: il video ha ricevuto una lunga serie di commenti negativi, in cui la Abramović viene accusata di satanismo. Da dove avrebbe origine questa accusa? Stando a quanto riportato da ARTnews, molti dei commenti negativi ricevuti dal video della Microsoft sarebbero la conseguenza di un articolo pubblicato su Infowars, un blog di estrema destra “specializzato” in teorie complottiste, in cui viene collegato il nuovo video della Microsoft a una precedente teoria secondo cui la Abramović praticherebbe il satanismo. Queste accuse risalirebbero al 2016, nel periodo delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, e si baserebbero su alcune email pubblicate da Wikileaks e ottenute hackerando l’account di John Podesta, presidente della campagna presidenziale 2016 di Hillary Clinton, nonché fratello di Tony Podesta, un collezionista d’arte invitato dalla Abramović a partecipare al remake di una sua precedente performance, Spirit Cooking del 1997, cui è legata anche la realizzazione di un libro di ricette evocative ed afrodisiache, con ingredienti come “gelosia”, “sperma”, “sangue di maiale”. Un lavoro in linea con la ricerca della Abramović, da sempre interessata ai temi delle credenze popolari e dell’impatto che queste sulla nella vita delle persone, che però in questo caso le hanno procurato non poche noie e addirittura pesantissime accuse. “Chiunque voglia può leggere le mie memorie e scoprire che il mio lavoro è lontano dal satanismo”, aveva risposto nel 2016 la Abramović. Adesso però l’artista non rilascia commenti, e la Microsoft, per tutta risposta, ha deciso di rimuovere il video da Youtube.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.