I 150 anni del Met di New York si festeggiano a porte chiuse. Eventi e programmazioni posticipati

Il Metropolitan Museum di New York compie 150 anni. L’evento dell’anno costellato da iniziative di ogni genere viene posticipato a causa del Coronavirus che ha messo in ginocchio anche l’inarrestabile Grande Mela. E intanto il museo produce mascherine…

Era il 1870 quando il Metropolitan Museum apriva per la prima volta al pubblico. Da allora milioni di visitatori hanno animato sale e corridoi del grande museo newyorkese alla scoperta di 5mila anni di storia dell’arte. Oggi? Lo scenario è cambiato. Le porte si sono chiuse lo scorso 13 marzo: secondo il New York Times due impiegati del museo accusavano infatti sintomi riconducibili a quelli influenzali. Da lì annullamenti e posticipi si sono susseguiti negli Stati Uniti (come nel resto del mondo) come un domino in tutto il vasto settore artistico tra fiere, mostre e aste. E così anche i grandi festeggiamenti per quello che avrebbe dovuto essere l’evento dell’anno sono stati bloccati a causa dell’avanzata del Covid-19 che, attualmente, vede in America oltre mezzo milione di contagiati e innumerevoli vittime. Il Presidente Donald Trump cerca di dare speranza annunciando una riapertura intorno al primo maggio, in diretto accordo con i governatori dei singoli stati. Ma la situazione ad oggi non è delle migliori.

Andy Warhol, Mona Lisa, 1963. Acrylic and silkscreen on canvas. 44 x 29 in. The Metropolitan Museum of Art, New York © 2020 Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Licensed by Artists Rights Society (ARS), New York.

Andy Warhol, Mona Lisa, 1963. Acrylic and silkscreen on canvas. 44 x 29 in. The Metropolitan Museum of Art, New York © 2020 Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Licensed by Artists Rights Society (ARS), New York.

IL MET E I SUOI 150 ANNI. UN PUNTO DI RIFLESSIONE

Nel blog del polo museale americano, in un post e in un video, prendono la parola rispettivamente il Presidente e CEO, Daniel H. Weiss e il Direttore Max Hollein. “Oggi dobbiamo pensare principalmente alle persone che soffrono e anche a tutte le persone che ci aiutano ad attraversare questa crisi. Il MET è un’istituzione partecipe della comunità. Lo staff del nostro laboratorio di conservazione tessile produce mascherine per gli operatori sanitari. Abbiamo esaminato tutto il materiale che avevamo in sede, nei nostri diversi laboratori, e lo abbiamo reso disponibile per la città. È importante pensare alla situazione in cui siamo ora. L’arte può aiutare ad uscir fuori da questa crisi e noi vogliamo condividere questo messaggio per quanto possibile”, ha spiegato Hollein. Un museo che non si ferma, dunque, e che si stringe attorno alla propria comunità ferita dal contagio violento: questa è l’immagine del MET ai tempi del Coronavirus. “Il museo è stato fondato nel 1870 dai cittadini di New York con l’obbiettivo di istituire un importante polo culturale che avrebbe aiutato la città a diventare uno straordinario centro culturale nel mondo” racconta Weiss, “Ciò che resta notevole è la visione di questi precursori. Avevano l’ambizione, la visione, ma non avevano una collezione. La nostra collezione è cresciuta e insieme a questa i nostri servizi per il pubblico. Siamo diventati parte integrante della vita di New York City”.

Seated Statue of Hatshepsut, New Kingdom, Dynasty 18, ca. 1479–1458 B.C. The Metropolitan Museum of Art, New York, Rogers Fund, 1929 (29.3.2)

Seated Statue of Hatshepsut, New Kingdom, Dynasty 18, ca. 1479–1458 B.C. The Metropolitan Museum of Art, New York, Rogers Fund, 1929 (29.3.2)

INIZIATIVE ED EVENTI POSTICIPATI? ARRIVA IN SOCCORSO IL WEB

Le tantissime iniziative in programma per festeggiare i 150 anni del MET, descritte in questo articolo, sono, come ovvio, attualmente sospese. Come risolvere questa impasse? Attraverso gli strumenti offerti dal web. Moltissimi sono infatti i contenuti fruibili da remoto dal sito del museo: ad esempio l’anteprima della grande mostra che avrebbe ripercorso la storia della fondazione del polo intitolata Making The Met, 1870-2020 e che sarà inaugurata non appena si apriranno le porte del museo. Non solo, ci si può immergere nell’esplorazione delle opere d’arte ospitate proprio in onore dell’anniversario, scoprire le cinque tematiche delle nuove gallerie britanniche tra arti decorative e design, nonché una selezione settimanale proveniente direttamente dall’archivio del Met, con produzioni e raccolte di film. Non manca un progetto interattivo, Met Stories, nato per far parlare i propri utenti, tra emozioni e ricordi, che li legano direttamente al museo, una raccolta che continua ad arricchirsi di contributi foto e video. Ci saranno inoltre incontri e conversazioni con i curatori partendo da installazioni della collezione permanente all’interno del format Insider Insights: Crossroads e spazio per i bambini e le famiglie con Storytime with The Met e, ancora, Drop-in Drawing: Met Architecture and Perspective che esplora una serie di disegni popolari e amplifica la conoscenza con una vera e propria challenge di disegno creativo. In onore dell’anniversario l’ispirazione partirà proprio dalla facciata del Museo della Fifth Avenue. “Il Met è un’istituzione forte e resisteremo. Potrebbe sembrare un’eternità, ma relativamente presto – stiamo programmando per luglio 2020 – riapriremo le nostre porte e successivamente daremo il benvenuto alla comunità per la celebrazione del nostro 150 ° anniversario. Fino ad allora, connettiamoci il più possibile con l’arte grazie agli strumenti offerti dal digitale”, concludono i vertici dell’istituzione.

-Valentina Muzi

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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