Muore a Venezia Bruna Aickelin, collezionista e fondatrice della storica Galleria Il Capricorno

Fondata negli anni Settanta, la galleria nata dall’intuizione di Bruna Aickelin è stata per decenni punto di riferimento e di incontro di artisti, mercanti e collezionisti di tutto il mondo

Bruna Aickelin alla Galleria Il Capricorno - Mostra colletiva del 1996

È morta a Venezia Bruna Aickelin, collezionista e fondatrice nel 1970 della storica Galleria Il Capricorno, per oltre quarant’anni punto di riferimento per l’arte contemporanea in Laguna e in Italia. Gallerista dalla visione internazionale, Bruna negli spazi della sua galleria a pochi passi dal Teatro La Fenice ha lanciato giovani artisti e ospitato mostre di autori del calibro di Robert Rauschenberg, Lucio Fontana, Cy Twombly e Piero Manzoni, molte nate dalla collaborazione e dall’amicizia con i collezionisti, i mercanti e i galleristi più influenti del suo tempo, tra cui Leo Castelli e Ileana Sonnabend. Dal 2013 gli spazi de Il Capricorno sono occupati dalla galleria di Victoria Miro, collezionista e mercante d’arte inglese legata a Bruna Aickelin da una lunga amicizia.

BRUNA AICKELIN E LA GALLERIA IL CAPRICORNO

A raccontarci dell’amore per l’arte e della nascita della Galleria Il Capricorno è stata Bruna Aickelin, in un’intervista pubblicata su Artribune nel 2013. Formatasi a Venezia, Bruna si sposa con Emilio Aickelin, con cui condivide la passione per l’arte e viaggia in tutto il mondo. Nella loro casa a San Marco, “erano esposti Marco Ricci, Zuccarelli, Guardi, un bellissimo Magnasco e tanti altri”, ci raccontava Bruna Aickelin. “Dopo la morte improvvisa di mio marito, l’amore per l’arte mi ha fatto, coraggiosamente, aprire una galleria: Il Capricorno, cedutomi da Ettore Viancini, una persona meravigliosa. Il nome deriva dal suo segno zodiacale. Era il 1970”. La galleria diventa presto un punto di riferimento per l’arte contemporanea internazionale, ospitando artisti, collezionisti, galleristi di tutto il mondo. “‘Favoloso fu l’incontro con Ileana Sonnabend e Antonio Homen, la conoscenza di Michael Sonnabend e di Leo Castelli. Per tutto questo devo ringraziare il noto gioielliere Attilio Codognato, celebre anche per la sua Galleria del Leone. Fu da lui che vidi per la prima volta Lucio Fontana. Ero con il grande collezionista veneziano Manlio Cappellin. Era il 25 aprile 1962”, proseguiva Aickelin. E poi i viaggi in America, dove Michael Sonnabend le presentò i galleristi della scena di allora (“La 303 di Lisa Spellman, con i suoi gioielli Karen Kilimnik, Sue Williams e molti altri. Poi Gavin Brown e Andrea Rosen, gallerista di Elliott Hundley, grande artista e persona dolcissima”), fino alla mostra tenutasi alla Galleria Il Capricorno di Robert Rauschenberg, con il supporto di Ileana Sonnabend, personaggio che più di altri ha ispirato la formazione e il percorso di Bruna Aickelin.

I RICORDI DI BRUNA AICKELIN

Una vita all’insegna dell’arte, quella di Bruna Aickelin, costellata da incontri, conoscenze e amicizie di cui ci ha rivelato ricordi, aneddoti ed emozioni: “ricordo James Lee Byars che, per la settima Documenta di Kassel, mi volle tutta vestita di bianco, con Wally Moro in nero, per aprire in piazza San Marco un lunghissimo Sette di carta nera che l’attraversava tutta. Un’emozione che non si può dimenticare”, e poi il ricordo del pittore Giuseppe Santomaso, “maestro di vita”, proseguiva Aickelin. “Sensibile artista innamorato di Venezia. Unica e brillante la sua conversazione. Con lui sono stata a Monaco di Baviera, a Basilea e più volte a San Gallo, dove mi ha fatto conoscere Eugène Ionesco, stupendo incantatore. Importante, per me, da Santomaso ho imparato con quale amore si presenta un’opera a un collezionista”. E poi, indimenticabile, è stato l’incontro con Peggy Guggenheim: “ero commossa quando Santomaso, suo grande amico, me la fece conoscere. La ricordo ancora, elegante, seduta sul letto con il suo cane. Mi accolse con grande dolcezza”.

LA GALLERIA IL CAPRICORNO E L’ARRIVO DI VICTORIA MIRO

Nel 2013, dopo oltre quarant’anni di attività, negli spazi de Il Capricorno si insedia la galleria della mercante d’arte inglese Victoria Miro, amica di lunga data di Bruna. Già dagli anni Novanta la galleria veneziana ha ospitato mostre degli artisti di Miro, tra cui Hernan Bas, Chantal Joffe e Grayson Perry; mentre Poolside Magic, la monografica dedicata a Chris Ofili, è stata l’esposizione con cui Miro ha inaugurato il suo nuovo corso a Venezia. “Peggy Guggenheim, Ileana Sonnabend, Paula Cooper, Barbara Gladstone, Lisa Spellman, Sadie Coles e Victoria Miro sono alcune delle prime collezioniste d’arte che ho avuto la grande fortuna di conoscere e con cui ho collaborato per diversi anni. Le nostre vite sono legate per sempre e sono onorata di cedere il testimone a Victoria”, commentava entusiasta Bruna Aickelin.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.