Verso i 30 anni del Centro Pecci di Prato. Si inizia con una mostra al Gallery Hotel Art a Firenze

Il Centro per l’arte contemporanea nato a Prato nel 1988 si prepara a festeggiare il suo trentesimo compleanno con una mostra speciale, organizzata in collaborazione con il Gallery Hotel di Firenze, albergo della catena Lungarno Collection di Ferragamo

Il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato
Il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato

Sono passati 30 anni da quel 25 giugno 1988, quando a Prato inaugurava con la sua prima mostra un centro rivolto alla ricerca e alla promozione dell’arte contemporanea attraverso esposizioni, programmi didattici, spettacoli ed eventi multimediali. Stiamo parlando del Centro Pecci, istituzione culturale toscana che dalla sua nascita ha già raccolto oltre mille opere che mappano le tendenze artistiche dagli anni Sessanta a oggi: pittura, scultura, cinema e video, installazioni, opere su carta, libri d’artista, fotografie, grafica, per artisti del calibro di Andy Warhol, Vito Acconci, Sol LeWitt, Anish Kapoor, Mario Merz, Jannis Kounellis, Bruno Munari e Jan Fabre, solo per citarne alcuni. Una lunga storia, scandita da fasi salienti, come quella del 2016, anno in cui il Centro riapre dopo il completamento dell’ampliamento della struttura a firma dell’architetto Maurice Nio e la ristrutturazione dell’edificio originario progettato dall’architetto razionalista Italo Gamberini; ma scandita anche dai direttori che si sono succeduti alla sua guida, come Amnon Barzel, Ida Panicelli, Antonella Soldaini, Bruno Corà, Daniel Soutif, Samuel Fuyumi Namioka, Marco Bazzini, Stefano Pezzato, Fabio Cavallucci e la recentemente insediata Cristiana Perrella. In occasione di questo importante anniversario – in attesa dei festeggiamenti ufficiali che si svolgeranno al Centro Pecci i prossimi 23 e 24 giugno – fino al prossimo dicembre sarà in corso Opere d’arte e momenti magici, una mostra di 30 opere, una per ogni anno di vita dell’istituzione: lavori che coprono mezzo secolo di visioni e sperimentazioni d’arte in Italia, dal realismo fotografico dei primi anni Cinquanta all’immaginario digitale del Duemila, passando attraverso icone pop, incroci fra immagini e parole, rivisitazioni di segni urbani e graffiti, esperienze poetiche e musicali, indagini e appropriazioni del mondo della comunicazione e del cinema. La particolarità di questa esposizione? Non si svolge al Centro Pecci, bensì al Gallery Hotel Art di Firenze, albergo della catena Lungarno Collection di Ferragamo.

Luca Maria Patella,Luca firma il cielo di Montefolle, 1970 Scrittura sperimentale su fotografia Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato Donazione dell'artista
Luca Maria Patella,Luca firma il cielo di Montefolle, 1970 Scrittura sperimentale su fotografia Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato Donazione dell’artista

LA COLLABORAZIONE TRA IL CENTRO PECCI E FERRAGAMO

Dal 2012 il Gallery Hotel Art di Vicolo dell’Oro si è affermato come amplificatore d’arte, con installazioni annuali che hanno portato nel cuore di Firenze, a due passi da Ponte Vecchio, una nuova ventata di creatività: qui infatti hanno già esposto le loro opere Steven Klein, David LaChapelle, Lise Sarfati, Hans Van DerMeer, Eliott Erwitt e Andy Warhol. Ma come nasce la collaborazione tra il Centro Pecci e il Gallery Hotel Art di Ferragamo? “Si tratta di una nuova relazione che consente al Centro Pecci di Prato di esporre per tutto l’anno una selezione di 30 opere di 21 artisti italiani in collezione a due passi dal Ponte Vecchio nel cuore storico di Firenze, all’interno del Gallery Hotel Art, albergo della catena Lungarno Collection di Ferragamo”, racconta ad Artribune Stefano Pezzato, responsabile dell’area Arte e Ricerca del Centro Pecci e curatore della mostra. “Dopo la recente nomina di Cristiana Perrella alla direzione e l’inaugurazione della personale di Mark Wallinger, insieme ad un aggiornamento parziale del percorso museale ‘dentro la collezione’, fra l’altro con l’acquisizione di una bella opera fotografica di Andrea Abati, questa mostra è un’altra occasione per celebrare 30 anni di attività del Centro Pecci. La sede espositiva, apparentemente insolita ma già aperta a mostre contemporanee (l’ultima, significativa, di Warhol nel 2017), offre la possibilità di tentare nuove strategie di comunicazione e marketing sul territorio, in particolare nel capoluogo regionale frequentato dal grande turismo d’arte”.

LA MOSTRA E I PROGETTI FUTURI

Alessandro Alimonti, Fernando Andolcetti, Mirella Bentivoglio, Piergiorgio Branzi, Umberto Buscioni, Giuseppe Chiari, Pietro Grossi, Elisabetta Gut, Arrigo Lora Totino, Mauro Manfredi, Stelio Maria Martini, Gisella Meo, Plinio Mesciulam, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Concetto Pozzati, Guido Sartorelli, Matilde Tortora e Rodolfo Vitone sono i 21 artisti coinvolti nella mostra, alla quale si aggiungerà, a fine giugno, un progetto specifico per la facciata esterna del Gallery Hotel Art ad opera di Loris Cecchini. Ma non è l’unica novità in arrivo: “il prossimo passo sarà un articolato progetto artistico condiviso con la città di Prato e realizzato nell’area urbana del Macrolotto Zero, la cosiddetta ‘chinatown’ di Prato”, continua Pezzato. “A seguire, saranno riletti e mostrati gli elementi salienti che oggi costituiscono l’essenza della collezione museale e dell’archivio d’arte contemporanea di Prato e della Toscana. Il 22-23 giugno 2018 non mancheranno eventi spettacolari aperti a tutti, al Macrolotto Zero e al Centro Pecci. Per l’autunno, la direzione appena insediata sta elaborando un nuovo programma di attività che proseguirà la storia del Centro Pecci e ne rilancerà l’identità e le ambizioni”.

– Desirée Maida

Firenze // fino al 31 dicembre 2018
Opere d’arte e momenti magici
Gallery Hotel Art
Vicolo dell’Oro, 5
www.galleryhotelart.com
www.centropecci.it

Dati correlati
Spazio espositivoCENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI
IndirizzoViale Della Repubblica 277 - Prato - Toscana
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.