L’Unione Sovietica vista dagli artisti in una mostra al Centro Pecci di Prato

A trent’anni dalla caduta del muro di Berlino, il Centro Pecci racconta le utopie e la disgregazione dell’URSS, attraverso i lavori di oltre 50 artisti provenienti dalle repubbliche ex sovietiche. In esclusiva su Artribune, un video del making-of dell’opera di Bulatov.

Erik Bulatov Perestroika , 1989 Progetto originale sulla facciata del / original project displayed on the facade of the Centro Pecci Foto / photo © Carlo Gianni
Erik Bulatov Perestroika , 1989 Progetto originale sulla facciata del / original project displayed on the facade of the Centro Pecci Foto / photo © Carlo Gianni

The Missing Planet è un racconto a posteriori dell’ex Unione Sovietica, dei cambiamenti fondamentali che hanno segnato la sua storia nei decenni e dell’impatto che tali vicende hanno avuto sulla percezione degli artisti. Il percorso, approfondito e articolato, a cura di Marco Scotini, prende spunto dal vasto nucleo di opere acquisite nella collezione del museo. Si propone inoltre come un ultimo capitolo di un’ideale trilogia post-sovietica al Centro Pecci, dopo le mostre del 1990 e del 2007 dedicate tempestivamente alla scena artistica non ufficiale sovietica. Un appuntamento che, non a caso, ricade nell’anniversario nel trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino e della successiva dissoluzione dell’URSS, presentando un “approccio archeologico” alla storia. Le oltre 80 opere – di artisti provenienti da Russia, province baltiche, caucasiche e centro-asiatiche – compongono una narrazione, divisa in sezioni, sulle più audaci utopie socialiste dagli anni ‘70, come l’aspirazione a trascendere i limiti gravitazionali (spaziali, temporali e sociali) e la riproposizione delle idee del movimento “cosmista”. Ma anche il loro infrangersi, con gli ultimi tentativi di resistenza come la Perestroika, il complesso di riforme concepite nel 1985 per riorganizzare l’economia e la struttura politica e sociale del Paese, che di lì a poco si sarebbe frammentato. Erik Bulatov, tra gli artisti russi viventi più rilevanti, ha dedicato alla Perestroika un’opera muraria, che richiama una iconografia della propaganda di regime dell’epoca mescolata a simboli rivoluzionari. Qui un video del making of, assieme ad alcune immagini della mostra.

-Giulia Ronchi

The Missing Planet
Visioni e revisioni dei ‘tempi sovietici’ dalle collezioni del Centro Pecci ed altre raccolte
Dall’8 novembre 2019 al 3 maggio 2020
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica 277, Prato
www.centropecci.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.