La città di scambio. Quattro artisti a Siena

Spaziosiena, Siena – fino al 12 gennaio 2020. Schiavone, Serretta, Impellizzeri, Fassone: quattro giovani artisti italiani capaci di rivelare situazioni, storie e piani. Sono i costruttori in una città inarrestabile, in continuo movimento e spesso inafferrabile: la città di scambio di lecorbusiana memoria.

Stefano Serretta, Jossy, 2018 19
Stefano Serretta, Jossy, 2018 19

Lo scambio come atto bidirezionale, del dare qualche cosa e del ricevere altro in cambio. A Spaziosiena si sono incontrati quattro artisti-costruttori della stessa generazione: Marco Schiavone, Stefano Serretta, Sebastiano Impellizzeri e Roberto Fassone, i quali, orchestrati dalle curatrici Lisa Andreani e Stefania Margiacchi, hanno saputo interpretare il proprio personalissimo concetto di scambio.
L’idea di compravendita, di mercato, emerge subito lampante nel lavoro Jossy di Stefano Serretta. L’artista di origine genovese ripone a terra, sopra un lembo quadrato di stoffa mimetica, memore dei suq arabi, alcuni simulacri di cartapesta che il pubblico può scegliere e acquistare al prezzo di mercato di 2 euro, addirittura con rilascio di autentica. A questo aspetto si sovrappone lo scambismo di Sebastiano Impellizzeri, il cui progetto a lungo termine mappa le periferie e i luoghi appartatati delle città in cui si trova a lavorare o in cui vive. Sono gli angoli oscuri del desiderio, la soglia dove si oltrepassa il limite tra lecito e illecito: luoghi che si fanno immagini, o meglio colore dalle tonalità chiarissime, e che generano una sorta di ossimoro visivo.

Roberto Fassone, Rebel Rebel (spaziosiena), 2019, particolare
Roberto Fassone, Rebel Rebel (spaziosiena), 2019, particolare

FASSONE E SCHIAVONE

Lo scambio di doni, come elemento di buon auspicio, interessa invece lo sguardo ironico e trasformista di Roberto Fassone. Nella sua coppia di comodini Rebel Rebel, provenienti dalla serie Dove cadono le pareti, Fassone inventa frasi e le incide su targhette di metallo, accostando scaramanticamente parole del tipo “ogni volta che il campanello suona una coppia di turisti si perde” e giocando dunque sul paradosso, sull’inversione di significato, sullo scambio di termini.
Se Fassone fa “cadere le pareti”, Marco Schiavone le costruisce. Innalza un muro candido di travertino, pietra diffusa nel territorio senese, per poi fotografarlo e infine rimuoverlo. Qui il muro diviene allora negazione dello scambio, e anche dello sguardo, di un’entità che prima c’era ma ora non c’è più. Ne rimane l’immagine, quella di un materiale diafano che si trovava lì perché se ne riconosce il contenitore, non per altro. Quella parete fisicamente non esiste più nel nostro tempo di osservazione, ma la sua immagine scultorea permane e ha ragione di esistere per concederci l’opportunità di ricollocarci esattamente in quel luogo nel nostro tempo, di essere anche noi figure in transito di questa multiforme città di scambio e di scambi.

Martina Marolda

Evento correlato
Nome eventoLa città di scambio
Vernissage05/10/2019 ore 18
Duratadal 05/10/2019 al 05/11/2019
CuratoriStefania Margiacchi, Lisa Andreani
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoSPAZIO SIENA
IndirizzoVia Fontebranda 5 - 53100 - Siena - Toscana
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Martina Marolda
Martina Marolda è storica dell'arte e responsabile artistico dell'Associazione Culture Attive, ente non profit di San Gimignano. È stata assistente redazionale alla mostra "Musica per gli Occhi / Music for the eyes" (Siena, 2018). Ha collaborato con l’Università degli Studi di Siena nel progetto "Siena anni Trenta: ipotesi per una mostra" e nel progetto nazionale "FIRB 2012 Diffondere la cultura visiva: l’arte contemporanea tra riviste, archivi e illustrazioni". Nel marzo 2016 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi dal titolo "Le immagini al potere, le immagini del potere. La rappresentazione fotografica dell’architettura contemporanea nelle riviste italiane di settore (1928-1943)". Ha svolto ricerca presso l'Institut für Architekturgeschichte, Universität Stuttgart (2015); l'Institut für Architektur, Technische Universität Berlin (2015); le Centre d'archives d'architecture du XXe siècle (Cité de l'architecture et du patrimoine), Paris (2014). Nel 2011 si è specializzata in storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Siena con la tesi "Adrian Paci. Da Albanian Stories (1997) a The Encounter (2011)". I suoi interessi più recenti si muovono dalla comunicazione architettonica nelle riviste italiane ed europee del ventennio e in relazione con il potere e le dittature, alla video art, passando per l’architettura degli anni Sessanta e Settanta in Europa e in Italia: in generale, i nuovi media in relazione alle arti visive. Ha scritto articoli e approfondimenti per alcune testate specializzate (Segno, Exibart, i.OVO); attualmente è contributing editor per la rivista giuridica internazionale TCR - This Century's review, journal for rational legal debate.