L’America che non esiste e i suoi luoghi di scarto. In mostra gli scatti di Kyle Thompson

Viene esposto alla galleria aA29 Project Room quel volto degli States che non passa spesso sui canali mediatici e che non tutti conoscono. Kyle Thompson lo documenta attraverso fotografie, video e lettere, dimostrando gli esiti devastanti della logica serratamente capitalista su cui si fonda l’America

Kyle Thompson, Capsule, Arena ND (2019), stampa Fine Art su dibond, 30 x 40 cm
Kyle Thompson, Capsule, Arena ND (2019), stampa Fine Art su dibond, 30 x 40 cm

C’è l’America sfavillante e sovraffollata delle luci e delle metropoli; poi ce n’è un’altra, quella desolata e sola, caratterizzata da chilometri di strade deserte, da distese di praterie e dalle farms di contadini e allevatori. Luoghi devastati da tornado o alluvioni, oppure abbandonati dall’amministrazione e persino da Google Maps, che stenta a rintracciarli. Sono tòpoi definiti come “paesaggi di scarto”, il cui sentimento si riflette sull’animo degli esigui abitanti. È il volto dell’America che il giovane artista Kyle Thompson(Chicago, 1992) mette al centro del proprio lavoro, raccontandolo tramite documentazioni e fotografie angoscianti, interne o esterne alle abitazioni, talvolta anche tramite autoritratti in cui diventa un fantasma tra queste rovine domestiche. Le sue opere vengono raccolte nella mostra Sinking Ship, ospitata prima nello spazio di aA29 Project Room di Milano, e poi anche nelle sedi di Reggio Emilia e Caserta della stessa galleria, inaugurando rispettivamente il 22 e il 24 novembre. Un’indagine che gli è valsa un importante riconoscimento, facendolo entrare nel team di fotografi che produrranno immagini promozionali per la seconda stagione di OA, la serie Netflix in bilico tra dramma, distopia, mistero e eventi soprannaturali. Oltre alle fotografie, saranno presenti in mostra anche delle lettere manoscritte, frutto di rapporti epistolari che Thompson ha con le persone che ancora vivono in queste “città fantasma” e che raccontano la propria esperienza.

-Giulia Ronchi

Kyle Thompson, Sinking Ship
Dal 20 novembre 2019 al 29 gennaio 2020 
aA29 Project Room 
Piazza Caiazzo 3, Milano
http://aa29.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.