Arte, high-tech e design: a Roma Spazio Chirale, galleria-laboratorio nel cuore della Garbatella

Nato nel 2015, lo spazio si occupa di scienze, tecnologie, arti e mestieri del XXI secolo, con uno sguardo rivolto anche all’arte contemporanea, per un nuovo “Umanesimo Digitale”. Abbiamo intervistato il suo fondatore

A Roma Spazio Chirale, galleria d’arte e tecnologia
A Roma Spazio Chirale, galleria d’arte e tecnologia

Abbiamo conversato con Leonardo Zaccone, founder, insieme a Rosita Esposito e Stefano Varano, di Spazio Chirale, galleria di processo con sede nel quartiere Garbatella a Roma, e da pochissimo, anche presente con un nuovo FabLab all’interno del TAG Ostiense, recentemente inaugurato, che ospita dal 21 novembre la mostra di Daniele Sigalot (Roma, 1976), Thousand years from now. Sono moltissimi gli argomenti che abbiamo trattato: le prossime mostre in programma, l’attività sul territorio, gli strumenti a servizio della creatività contemporanea, il pensiero artistico allargato, le prospettive di crescita e sviluppo di Chirale, ma anche di Roma e del quartiere.

Iniziamo con Spazio Chirale: cos’è e di cosa si occupa?

Spazio Chirale è una galleria, un’officina, un laboratorio, uno spazio didattico che si occupa di scienze, tecnologie, arti e mestieri del XXI secolo. Dal 2015, anno della sua fondazione, Chirale offre formazione, consulenza, progettazione e prototipazione per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi nei settori dell’High-Tech, della Moda, dell’Arte e del Design, come Cultura Open Source, Prototipazione Elettronica, Digital & Personal Fabrication, Stampa 3D, Internet of Thing, Intelligenza Artificiale e Industria 4.0. Lo Spazio Chirale – il cui nome rappresenta un particolare tipo di simmetria, analogo a quello presente nelle mani dell’uomo, per cui una figura non è sovrapponibile alla sua immagine speculare – è un luogo aperto come galleria espositiva, centro di ricerca e laboratorio polifunzionale, dove i protagonisti sono i processi oltre che le opere.

Il prossimo 21 novembre ospiterete la mostra di Daniele Sigalot, con il quale avete collaborato per la realizzazione di un’opera molto particolare, “un’opera a tempo che vuole durare abbastanza”: raccontaci di più… 

Siamo molto felici di ospitare la personale di Daniele Sigalot, la cui ricerca ruota intorno all’ambiguità tra la percezione dei materiali utilizzati e la loro reale natura, cercando del contrasto la chiave di lettura di tutti i suoi lavori. Curata da me e Barbara Martusciello, la mostra apre il 21 novembre con l’evento espositivo Thousand years from now, composto da tre opere e uno speech. Oltre a RED, della serie POST IT e Coppa Pizzeria, sarà presentata, con un gesto performativo, l’opera ENOUGH: un’installazione luminosa che fa del tempo la sua materia prima. Un countdown di 31556908800 secondi, gestito da un sistema digitale realizzato specificatamente per l’opera dal Laboratorio Creativo di Chirale che non smette mai di contare, anche da spenta. Il 21 il cronometro verrà attivato, e inizierà a contare i secondi di 1000 anni, prima di essere trasferita, dal 29 novembre all’1 dicembre, al Pigneto/Tor Pignattara per illuminare una delle location del RGB Light Experience IV ed. /// Lightscapes.

Inoltre vi occupate di molti altri progetti di arte, moda, tecnologia…

Ci sentiamo parte attiva nel processo di innovazione digitale a Roma, uno di quei luoghi dove creatività e invenzione tecnologica si incontrano, specialmente se applicati ai campi dell’arte e della moda. Spazio Chirale ad esempio, con Rosita Esposito nello specifico, da anni è partner dell’Accademia di Costume e Moda con la quale ha presentato 7 collezioni – 4 di accessori e 3 sfilate – fino all’ultima graduate fashion week di Milano. Oppure, la collaborazione con Gonzalo Borondo (Valladolid, 1989) dove, in veste di producer per la parte tecnica di UX e lightdesign, abbiamo realizzato a Bordeaux in occasione di Libertè! 2019, l’opera Merci al Temple des Chartrons, antico tempio protestante costruito nel 1835 e dismesso negli anni ’70 e considerato da molti urbanisti uno dei simboli della resistenza architettonica della città francese. Ma anche le collaborazioni con Maurizio Mochetti, Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, per i quali Spazio Chirale ha realizzato tecnicamente – con una serie di lastre di plexiglass scolpite, illuminate e sovrapposte – l’opera Obiettivo, una lampada che emette luce in maniera continua fino a quando la povertà nel mondo non terminerà, e capace di cambiare intensità luminosa a seconda del tasso di oscillazione delle condizioni di povertà, attraverso dati elaborati da fonti affidabili.

Spiegaci meglio cosa intendi per Umanesimo Digitale.

Il processo che si genera tra il pensiero artistico generativo e il multi-linguaggio dei nuovi strumenti. Per me resta importante il valore etico di quello che stai facendo più del risultato finale. Gli strumenti plug&play fruibili da tutti, frutto della democratizzazione di massa dello strumento stesso, aprono da una parte incredibili potenzialità, dall’altra un profondo rischio. Se prima gli artisti ipotizzavano l’interazione artistica e poi cercavano lo strumento adeguato per rappresentarla e comunicarla, oggi, al contrario, molti partono dagli strumenti per immaginare contenuti.

Qual è il vostro rapporto col quartiere in cui vi trovate – la Garbatella, prossima a festeggiare il centenario – e con Ostiense, sempre più consolidato hub dell’innovazione capitolina?

Il nostro rapporto col territorio è stretto e consolidato. Anzi, si fa sempre più sinergico e proiettato al futuro. È un quartiere che abbiamo scelto, nessuno di noi tre soci abita qui. Lo abbiamo scelto proprio perché, insieme a Ostiense, rappresenta un distretto dell’innovazione culturale, sociale e digitale. Un polo a forte vocazione umana, creativa e innovativa: ci sono le università, i coworking, le start up, le accademie, gli atelier, i locali. Abbiamo tanti progetti in mente per il 2020. Puntiamo ad una messa a sistema di tutti questi attori.

Quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine di Chirale? Soprattutto visto che avete appena inaugurato un nuovo grande FABLAB all’interno del Talent Garden di Ostiense.

Crediamo molto nel dialogo con start up e PMI innovative, poiché condividiamo questa vocazione di impresa 4.0. Abbiamo voluto il laboratorio all’interno del Tag di Ostiense – spazio post industriale riconvertito di oltre 5000 metri quadrati nato per favorire le connessioni e accelerare la crescita digitale – perché sentivamo il bisogno di lavorare con macchine più grandi e ampliare il ventaglio delle possibilità offerte: sia artistiche, sia imprenditoriali e formative. Gli obiettivi di Spazio Chirale sono infatti consolidare, attraverso una metodologia sempre più condivisa, la sua vocazione didattica e quella di produzione di opere d’arte e giovani artisti, organizzando laboratori e residenze.

Giulia Mura

1000 YEARS FROM NOW
Opening 21 novembre 2019
18.30 – 21.00
Spazio Chirale
via Ignazio Persico, 32

www.chirale.it

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.