In Arabia Saudita apre nel 2020 l’Hayy: Creative Hub di Gedda

A qualche settimana dalla notizia dell’apertura dell’Arabia Saudita al turismo, riflettori puntati sull’Hayy: Creative Hub di Gedda. Progettato da ibda design, è atteso entro il 2020. 

Hayy: Creative Hub, Jeddah. Commissioned by Art Jameel and designed by ibda design
Hayy: Creative Hub, Jeddah. Commissioned by Art Jameel and designed by ibda design

Dopo il Jameel Arts Center di Dubai, già in attività, ibda design ha progettato anche l’Hayy: Creative Hub di Gedda, in Arabia Saudita, che aprirà le porte entro il 2020. Si tratta dei due (per ora) complessi polifunzionali in cui si concentreranno le attività di Art Jameel, istituzione di punta per la promozione delle arti nel contesto mediorientale. “La nostra programmazione enfatizza il ruolo delle arti nella costruzione di comunità aperte e connesse”: così i fondatori di Art Jameel sintetizzano la mission generale dell’organizzazione, che con il nuovo Hayy: Creative Hub ambisce innanzitutto a “raggruppare in un unico luogo artisti, commediografi, attori, fotografi, registi, imprenditori (…) e il pubblico che li supporta”.

ATTUALIZZANDO L’ARCHITETTURA ARABA TRADIZIONALE

Nei 17 mila metri quadri del complesso, i visitatori avranno a disposizione, tra l’altro, quattro gallerie, altrettanti studi per artisti, spazi di co-working, sale attrezzate per mostre, conferenze, performance, ma anche una caffetteria e un ristorante. Soprattutto, potranno approfittare del grande cortile interno, immaginato dai progettisti come “il vero e proprio cuore della comunità, oltre che come spazio supplementare aperto ad eventi di ogni tipo”. La corte, su cui affacciano direttamente le terrazze continue dei piani superiori, assicura così la connessione visiva e funzionale tra tutti gli ambienti dell’edificio. La sua configurazione rimanda chiaramente alle tipologie dell’architettura araba tradizionale. Il riferimento si realizza, per una volta, sul piano spaziale, e non su quello decorativo.

UN HUB CULTURALE PER TUTTE LE ARTI

Le facciate dell’Hayy: Creative Hub, in effetti, sono superfici complessivamente astratte, che alternano vetrate e pannellature in alluminio color bianco perla. Pensato che dosare al meglio la luce solare e la privacy degli ambienti interni, l’involucro brilla certamente più per la sua pulizia complessiva che per originalità o carattere. Fortunatamente. In attesa di valutare il risultato finale, si può supporre che l’Hayy: Creative Hub rappresenterà per Gedda un’inattesa manifestazione di una qualità architettonica ordinaria e generica. Una pausa riposante decisamente benvenuta nel paesaggio urbano, comune a tante metropoli saudite, ingolfato di vistosi e (poco) fantasiosi esperimenti neo-vernacolari.

-Alessandro Benetti

https://artjameel.org/

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Alessandro Benetti
Alessandro Benetti è architetto e curatore. Ha collaborato con gli studi Secchi-Privileggio, Macchi Cassia, Laboratorio Permanente, viapiranesi e Studio Luca Molinari. Nel 2014 ha fondato Oblò – officina di architettura, con Francesca Coden, Margherita Locatelli ed Emanuele Romani. Ha contribuito a numerose pubblicazioni di architettura contemporanea, tra cui la “Guida all’Architettura di Milano, 1954-2015” (a cura di M. Biraghi, Hoepli, 2014). Ha scritto per Abitare, Abitare.it, Alla Carta, AreaArte, Doppiozero, Gizmoweb, The Ship. È stato coordinatore scientifico di “The landscape has no rear” (progetto di Nicola Russi per la Biennale di Venezia 2014). Dal 2014 è co-curatore di SpazioFMG per l’Architettura, con Luca Molinari.