Jameel Arts Centre. Un nuovo centro d’arte ha appena aperto a Dubai

Apre a Dubai il Jameel Arts Centre. Siamo andati a visitarlo. Ecco il racconto e le immagini.

Jameel Arts Centre, Dubai
Jameel Arts Centre, Dubai

L’avevamo anticipato nel maggio del 2017 con una lunga intervista alla sua direttrice, Antonia Carver, e da un paio di giorni è diventato realtà. È il Jameel Arts Centre, solidificazione, per così dire, dell’omonima fondazione (circa il 40% delle opere esposte all’inaugurazione appartengono alla collezione di famiglia, ci ha raccontato la Carver), che ha appena aperto a Dubai, in una zona waterfront in piena espansione – ma da queste parti quasi tutto è in piena espansione – e dove si sta ultimando la fermata della metropolitana.

Jameel Arts Centre, Dubai. Alia Farid & Aseel AlYaqoub, Contrary Life, 2018
Jameel Arts Centre, Dubai. Alia Farid & Aseel AlYaqoub, Contrary Life, 2018

L’EDIFICIO E IL PARCO

Progettato dai London-based Serie Architects, si tratta di una struttura di tre piani estesa per circa 10mila metri quadri, dotata di ampie vetrate che la rendono fisicamente e concettualmente porosa nei confronti dell’ambiente esterno, anche grazie ai piccoli giardini progettati dalla landscape designer svizzera-olandese Anouk Vogel e allo sculpture park (va detto: meno riuscito, almeno per ora) realizzato dagli emiratini ibda design e ospitante una cinquina di opere site specific.
Nella stessa ottica sono state pensate sia la caffetteria-giftshop, dotata di un ingresso autonomo, che la biblioteca specializzata, a disposizione gratuita di visitatori e non, esempio per ora unico in città.

Jameel Arts Centre, Dubai. Artist’s Room. Maha Malluh
Jameel Arts Centre, Dubai. Artist’s Room. Maha Malluh

LE MOSTRE

La mostra d’apertura è curata da Murtaza Vali e si intitola Crude. Coinvolge diciassette artisti ed è un’indagine – tutt’altro che scontata da queste parti – sul “petrolio come agente di trasformazione sociale, culturale ed economica”. Notevoli in particolare: la serie di fotografie trovate da Hajra Waheed su pozzi che bruciano; la semplice ma eloquente montagna di infradito in plastica di Hassan Sharif; i dipinti realizzati da Nasrin Tabatabai & Babak Afrassiabi utilizzando il petrolio come pigmento; le incredibili fotografie – anch’esse trovate, ma sui periodici del secolo scorso – di Raja’a Khalid.
Nulla da irrilevante, anzi, le quattro Artist’s Room dedicate rispettivamente a Chiharu Shiota (le centinaia di fili rossi alle quali i visitatori si appassionano, giustamente), Maha Malluh (ricordate l’installazione a muro di audiocassette all’ultima Biennale?), Lala Rukh e Mounira Al Solh (artista potente, protagonista anche ad Abu Dhabi Art nello stand di Sfeir-Semler): più che “stanze”, sono piccole e (ac)curate personali.

DULCIS IN FUNDO

Da citare, infine, l’installazione commissionata a Lara Favaretto per la hall del centro d’arte e il lavoro – vincitore della prima edizione delle Art Jameel Commissions– firmato da Alia Farid & Aseel AlYaqoub e allestito sulla terrazza.

– Marco Enrico Giacomelli

https://jameelartscentre.org/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.