Le parole di Lucio Fontana nel progetto di Marco Andrea Magni per Zazà Ramen a Milano

Il tema della relazione è al centro del progetto dell’artista che sulle pareti di Zazà Ramen porta piccoli frammenti autobiografici di Fontana, interlocutore invisibile all’interno di un habitat conviviale.

Marco Andrea Magni, Oggi sono proprio contento di stare al mondo, Installation view at Zazà Ramen, 2019. Photo Credits: Stefano Mascolo Corbacio.
Marco Andrea Magni, Oggi sono proprio contento di stare al mondo, Installation view at Zazà Ramen, 2019. Photo Credits: Stefano Mascolo Corbacio.

Il ristorante di ispirazione giapponese Zazà Ramen si arricchisce con un nuovo appuntamento, che vede al centro le opere di Marco Andrea Magni (Sorengo, Svizzera, 1975). Oggi sono proprio contento di stare al mondo è la mostra che l’artista, invitato dallo chef e collezionista Brendan Becht (qui avevamo parlato della sua storia), ha appositamente pensato per l’atmosfera intima di questo spazio, celebrando l’incontro, il convivio e quella fitta rete di relazioni che plasmano l’esistenza di ognuno. Il titolo della mostra è tratto dalle frasi di Lucio Fontana, il quale amava scrivere sul retro delle sue tele tagliate e bucate dediche ironiche o pensieri lapidari. Quelle stesse parole vengono impresse da Magni su ciotole e piatti in ceramica affissi sui muri del ristorante, diventando il racconto frammentato di una voce pensato per fondersi con quelle di chi sosterà in questo luogo.

LE FRASI DI LUCIO FONTANA PER ZAZÀ RAMEN

Piuttosto che una mostra, preferisco definire questo spazio come un abbraccio architettonico in cui le opere si inseriscono in un proprio habitat senza urlare”, spiega Marco Andrea Magni durante la presentazione da Zazà Ramen, andando al cuore di ciò che per lui è il significato di convivialità sviluppato in questo progetto. “Oggi viviamo con una velocità liquida contro cui bisognerebbe opporre una differente dose di tempo e di attenzione, affinché la misura di tutte le cose diventi il nostro stare insieme”. La mostra, infatti, porta con sé l’esito di un incontro: quello tra Magni e Becht che, probabilmente riuniti attorno a un tavolo, hanno scoperto di condividere una catena di relazioni puntuali e insolite, passando dalla storia della cucina a quella dell’arte, da Gualtiero Marchesi a Lucio Fontana. Quest’ultimo, che l’artista di origini svizzere ha sempre amato e che lo chef olandese ha incontrato da bambino, si è posto come interlocutore invisibile tra i due. Ciò che ne è scaturito si può leggere alle pareti: “Quante fesserie sento nella giornata”, “Mi piacciono i seni di Lorena”, “Non avevo mai immaginato che il cielo fosse tanto bello”, “Non rompetemi le scatole sono stanco”. Attraverso un segno delicato sulla ceramica emerge un’autobiografia a puntate del padre dello Spazialismo, frammenti di una quotidianità personale in cui, però, viene naturale identificarsi.

– Giulia Ronchi

Evento correlato
Nome eventoMarco Andrea Magni - Oggi sono proprio contento di stare al mondo
Vernissage09/10/2019
Duratadal 09/10/2019 al 30/03/2020
AutoreMarco Andrea Magni
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoZAZA' RAMEN
IndirizzoVia Solferino, 48 - Milano - Lombardia
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.