Il rigore della libertà. Rosanna Rossi a Milano

Prometeogallery, Milano – fino al 5 novembre 2019. La pittura di Rosanna Rossi è protagonista nella galleria milanese. Intrecciando racconti di geometria, luci e colori.

Rosanna Rossi, Senza titolo (Bande colorate), 1972
Rosanna Rossi, Senza titolo (Bande colorate), 1972

Il tempo, uno dei fili conduttori, è quello della cura, del prendersi cura: per dipingere queste opere bisogna saper prendersi cura. Non ricordiamo alcuna opera d’impeto, forza sì, la si trova nei segni e nei colori ma mai impeto, ci sono sempre grazia, la stessa che ha portato Rosanna Rossi (Cagliari, 1937) a coltivare nel vissuto accoglienza e accettazione, condizioni talvolta scambiate per rassegnazione ma che sono piuttosto manifestazione di grande tenacia e determinazione. Il bordo delle opere è sfumato, non sono racchiuse, le tele sono quadri non inquadrabili per intero eppure finiti. Anche la singola linea si fa superficie, per la dimensione della pennellata d’acquarello o per con-fusione nel mare d’onde, minute linee di colore in cui non si capisce qual è la linea e quale lo sfondo.

OPERE SOCIALI E POLITICHE

Nelle velature realizzate da Rosanna Rossi troviamo la componente sottile evocata nel titolo della mostra ‒ Vibrazioni sottili ‒ che non è condizione fisica (nel senso di spessore) ma simbolica (nel senso di involucro). Sono sovrapposizione e trasparenza a formare il corpo dell’opera, che è sottile nel senso dell’anatomia/fisiologia mistica dello yoga o dei tre corpi: causale, sottile e grossolano. Ogni corpo è contenente e contenuto, come nei quadri, dove non è dato sapere quale colore viene prima nella successione che è simultanea e ci spinge in/oltre, verso il corpo causale.
Talvolta i singoli colori non si distinguono nel volto del dipinto, si svelano di profilo, nello spessore della tela, dove scivolano manifestandosi singolarmente, emergendo come solisti discreti dalla coralità del piano. Qui anche le linee hanno una propria autonomia, s’interrompono o si allungano in volata. L’individuo si mostra solo a margine, di fianco perché l’opera ha la sua forma compiuta nella pluralità. Pluralità di linee, pluralità di colori, pluralità di suoni, pluralità di luce e d’ombra, pluralità anche dove l’opera è un singolo segmento di spago, che nella sua apparente semplicità ha la complessità dell’intreccio, in forma d’onda. Non è importante dove inizia o finisce la linea ma il dialogo, l’interazione, il loro stare insieme. Per questo si tratta di opere sociali e politiche, perché ci parlano del valore della convivenza, nella diversità e varietà di identità, carattere, fisionomia, natura.

Rosanna Rossi, Senza titolo (Bande Colorate), 1973
Rosanna Rossi, Senza titolo (Bande Colorate), 1973

LUCI E GEOMETRIE

È doveroso sottolineare l’importanza della tecnica e l’autentica maestria di cui ciascuna opera è intrisa. Incredibile è il controllo della manualità nelle larghe pennellate d’acqua colorata, stese senza sbavatura alcuna, perfette. Delle velature abbiamo detto, precise come le migliaia di linee minute che riempiono tele di grande formato. Una sfida eroica vinta con onore, quella di riempire grandi tele di segni minuti fino a farsi campiture dove figura e sfondo si liberano di primati e gerarchia.
Libertà compositiva e rigore progettuale troviamo nella geometria che si lascia Euclide alle spalle per approdare sul piano e nello spazio alla geometria di luci e ombre colorate, accostate a chiarire che anche il buio può essere illuminante come la luce può farsi abbagliante e accecante. Mentre gli acquarelli sono dipinti eterei, con leggerezza d’aria quando la materia approda sulla tela per farsi segno e forma: l’esito sono potenti dipinti in bassorilievo, con superfici di garza e linee di spago e pieghe di carta.
A sé stante è Acqua, l’ardito esperimento di dipingere a pastello su tela, incuranti del grande formato. L’opera è una di quattro, dedicate agli elementi e ultima rimasta in possesso dell’artista, e a cui quest’ultima è particolarmente legata perché pensata pensando a Virginia Woolf, che in acqua s’immerge con le tasche piene di sassi.

Giovanni Leone

Evento correlato
Nome eventoRosanna Rossi - Vibrazioni sottili
Vernissage25/09/2019 ore 19.30
Duratadal 25/09/2019 al 05/11/2019
AutoreRosanna Rossi
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPROMETEO GALLERY
IndirizzoVia G. Ventura 6, 20134 - Milano - Lombardia
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Giovanni Leone
Giovanni Leone (Catania, 1961) è architetto minore di architetture maggiorate. Progettista e Direttore di Lavori, si occupa di sistemazione d’interni, nuova edificazione, restauro, ristrutturazione, architettura bioclimatica, urbanistica, sicurezza del lavoro e antincendio. Strumento dell’attività professionale è la società di servizi “Spazio Sud S.r.l.” mentre veicolo d’umanità è la “Spazio Sud o.n.l.u.s.”. Uomo del sud, esigente, rompiballe, critico e ipercritico, figlio e padre, dilettante di enogastronomia, studioso d’arte e di pensiero, lettore e utente, viandante dei sentieri dello spirito, cittadino del mondo ma siciliano di Venezia e Mestre.