Francesco Bonami su Instagram col ‘partito’ EXAGERAMOS. Motto? “Prima l’arte italiana!”

Il critico d’arte e curatore da un paio di settimane pubblica sul proprio profilo Instagram una serie di videomessaggi surreali in cui si fa portavoce del partito EXAGERAMOS, il cui obiettivo è quello di tutelare l’arte e gli artisti italiani contro l’invasione straniera

Francesco Bonami
Francesco Bonami

“Remember: from September Italian art first! No more foreign horrible sculpture in Italy! EXAGERAMOS!”. No, non si tratta di un assunto di Matteo Salvini in difesa dell’arte italiana (almeno finora, sembra che il Ministro dell’Interno non si sia espresso in faccende d’arte), ma di uno dei videomessaggi che nelle ultime settimane il critico d’arte e curatore Francesco Bonami pubblica sul proprio profilo Instagram ispirati, nell’impostazione, a quelli a cui il leader del Carroccio ci ha da tempo abituati.

“PRIMA GLI ITALIANI!”. LO SCHERNO DI FRANCESCO BONAMI SU INSTAGRAM

“Prima l’arte italiana!”, ripete con insistenza Bonami durante i suoi videomessaggi, sotto le sembianze del suo alter ego Childish Bonamino, facendo sfacciatamente il verso a Salvini. “Curatori, globali e multiculturali: la festa è finita”, continua Bonami. “Niente più biennali in tutto il mondo. La Biennale è come la mozzarella e la pizza, è il nostro prodotto. Quindi firmerò un decreto che non consentirà a nessuno di usare il nome ‘biennale’ fuori da Venezia”. E inoltre afferma che metterà le cose a posto per quanto riguarda i Padiglioni: “e un’altra sorpresa per i padiglioni internazionali: ci pagheranno l’affitto che ci devono dal 1895. Ci sono stati come ospiti; non siamo un luogo di vacanza, la Biennale non è un posto dove vai e prendi semplicemente una stanza, quindi ora pagheranno l’affitto che ci devono. Questo è tutto. Ora stiamo lavorando per voi”. Insomma, Bonami promette di “mettere al primo posto” l’arte italiana, attraverso il suo nuovo non-partito EXAGERAMOS, prefiggendosi l’obiettivo di portare l’Italia alla riconquista del ruolo da leader nel sistema dell’arte mondiale. E per raggiungere lo scopo, è necessario prima di tutto sfoderare armi da oratore carismatico, sfruttando tutte le potenzialità fornite dai social: videomessaggi in primissimo piano, cadenza decisa e autorevole, fare leva sul sentimento popolare (e populista). Childish Bonamino, in questa missione, non è solo: dal prossimo settembre, i Childish Bonamino Angels “ripuliranno le strade da tutta quella orribile arte pubblica che c’è in giro”, continua Bonami. E in un altro video afferma, a modo suo, di volerli “aiutare a casa loro”: “metteremo in piccole scatole tutta l’arte di merda che viene dall’estero e la rispediremo nel loro paese”.

EXAGERAMOS, IL NON-PARTITO DI FRANCESCO BONAMI

Bonami nel 2003 ha curato la 50esima edizione della Biennale d’Arte di Venezia, intitolata La dittatura dello spettatore, una riflessione sul rapporto tra il mondo dell’arte e il pubblico. Adesso il critico d’arte, in linea con il suo mood ironico e dirompente, promuove su Instagram il non-partito EXAGERAMOS, che sta riscontrando consensi dai suoi follower e colleghi italiani e non: “bravissimo, sempre più spiritoso”, commenta Giancarlo Politi; “Jerry Saltz: your American Ambassador”, commenta lo stesso Jerry Saltz. Insomma, Bonami non avrebbe potuto schernire Salvini in maniera più arguta ed esilarante. Speriamo solo non venga preso sul serio…

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.