Manifesta 13 a Marsiglia. Anticipazioni sulla prossima edizione della biennale

Appena conclusasi l’edizione palermitana, la biennale d’arte contemporanea itinerante svela i nomi del team curatoriale della kermesse che si terrà a Marsiglia nel 2020

Marsiglia
Marsiglia

La 12esima edizione di Manifesta, la biennale d’arte contemporanea itinerante che quest’anno si è svolta a Palermo, si è conclusa da poche settimane, ma già si pensa concretamente alla prossima kermesse, che si terrà a Marsiglia dal 7 giugno all’1 novembre 2020. In queste ore infatti sono stati svelati i nomi dei quattro Creative Mediators che elaboreranno il concept della 13esima edizione della biennale, replicando così il modus operandi applicato a Manifesta 12 Palermo: ovvero affidare la curatela della manifestazione a un gruppo di mediatori creativi dai differenti background e aree di competenza, i quali hanno collaborato per integrare la biennale nel tessuto sociale, culturale e politico della città siciliana. Alla base del lavoro dei quattro curatori, come vi abbiamo raccontato, è stato Palermo Atlas, ricerca preliminare condotta sulla città commissionata da Manifesta allo studio di architettura OMA. Per la prossima edizione, Manifesta ha affidato la ricerca pre-biennale sulla città di Marsiglia all’architetto olandese Winy Maas e allo studio MVRDV.

Manifesta 12, Palazzo Forcella De Seta, installation view. Ph. Desirée Maida
Manifesta 12, Palazzo Forcella De Seta, installation view. Ph. Desirée Maida

MARSIGLIA COME PALERMO

Il modello palermitano quindi, che ha rappresentato per la biennale una novità dal punto di vista metodologico, proseguirà con Manifesta 13 a Marsiglia, città dalle molte contraddizioni e metropoli del Mediterraneo che, per sua natura, rispecchia le attuali sfide geopolitiche che si presentano oggi in Francia e nell’Europa intera. “In continuità con l’approccio tematico e il modello di Manifesta 12 Palermo, abbiamo individuato un’altra città del Mediterraneo, storicamente importante, che ci consentisse di affrontare le urgenti questioni globali e locali del XXI secolo”, spiega la direttrice di Manifesta Hedwig Fijen. “Questa seconda città della Francia sembra essere da sempre posizionata come la città ‘estranea’, caratterizzata da molte contraddizioni, dal momento che molti cittadini si considerano prima marsigliesi e solo in seconda battuta francesi. Eppure questa città”, continua Fijen, “con il suo grande multiculturalismo, e tutte le sue complessità e lotte sociali, è forse per noi la prova definitiva di come Marsiglia, Francia ed Europa stiano affrontando i più importanti conflitti del nostro tempo”.

Da sinistra a destra Alya Sebti, Marina Otero Verzier, Katerina Chuchalina, Stefan Kalmàr
Da sinistra a destra Alya Sebti, Marina Otero Verzier, Katerina Chuchalina, Stefan Kalmàr

I CREATIVE MEDIATORS DI MANIFESTA 13

Il marocchino Alya Sebti, direttore della ifa Gallery di Berlino, curatore della 13° Dak’Art, Biennale di arte africana contemporanea (2018) e direttore artistico della 5° Biennale di Marrakech; l’architetto spagnolo Marina Otero, direttore della ricerca e dello sviluppo presso Het Nieuwe Instituut di Rotterdam; la russa Katerina Chuchalina, residente a Mosca e direttore esecutivo della Fondazione V-A-C di Mosca e Venezia; il tedesco Stefan Kalmár, attualmente direttore dell’ICA a Londra, già direttore di Artists Space e Kunstverein München, sono i Creative Mediators della prossima edizione di Manifesta. Rimarcando quindi l’esempio palermitano, il team artistico nominato per Marsiglia riflette il nuovo approccio metodologico e concettuale di Manifesta, basato sul lavoro di un team transdisciplinare di architetti, urbanisti, curatori e produttori artistici, le cui esperienze di vita e professionali riflettono una conoscenza approfondita della regione mediterranea in generale e del contesto politico e geografico di Marsiglia in particolare. “Siamo fiduciosi che il team artistico nominato creerà una risposta critica all’attuale stato delle cose in Europa e una visione artistica su come possiamo guardare alle questioni globali attraverso la lente di Marsiglia”, conclude Hedwig Fijen.

– Desirée Maida

www.manifesta.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

LEAVE A REPLY