documenta 14, dal buco di 6 milioni all’inchiesta per sospetta appropriazione di fondi pubblici

Ancora polemiche su documenta, la quinquennale d’arte tedesca che nel 2017 si è svolta tra Kassel e Atene. Dopo lo scandalo causato dallo sforamento di budget di 6 milioni di euro, adesso fa parlare l’apertura di un’inchiesta sui funzionari della kermesse per sospetta appropriazione di fondi pubblici

documenta 14, Kassel, 2017
documenta 14, Kassel, 2017

Appropriazione indebita di fondi pubblici: è questo il sospetto che ha spinto il Procuratore Generale della Germania ad aprire un’inchiesta sui funzionari di documenta, la celebre rassegna quinquennale d’arte contemporanea di cui lo scorso anno si è svolta la 14esima edizione tra le città di Kassel e Atene. La notizia arriva dopo mesi di polemiche in merito allo sforamento di budget pari a 6 milioni di euro causato, a quanto pare, dalle esose spese affrontate per organizzare la kermesse.

L’EPOPEA DI DOCUMENTA 14

È una tempesta mediatica – e adesso anche giudiziaria – quella che imperversa sulla kermesse tedesca, che ormai si protrae da parecchi mesi, iniziata con le polemiche scaturite dalla scelta di far uscire la manifestazione fuori dai confini di Kassel – dove è nata e si è sempre svolta – per “esportarla” in Grecia, e proseguite con lo scandalo dello sforamento di budget pari a 6 milioni di euro causato dall’esoso progetto che ha visto la kermesse sdoppiarsi in due stati diversi. In entrambi i casi, al centro del tornado si trovano Adam Szymczyk, direttore artistico di documenta 14 accusato delle fallimentari politiche curatoriali e soprattutto finanziarie, e Annette Kulenkampff, CEO di documenta, più volte accusata di non aver “fatto bene i conti” e di non essere stata in grado di gestire le pretenziose scelte di Szymczyk. Kulenkampff ha recentemente presentato le sue dimissioni dal ruolo di CEO, avvenimento che ha indignato il mondo intellettuale tedesco che ha visto, in questo gesto, una mossa da parte dei politici per snaturalizzare la kermesse e renderla più commerciale e meno autonoma.

Il team di documenta 14
Il team di documenta 14

L’APERTURA DELL’INCHIESTA

Ma tra le innumerevoli polemiche, oggi arriva un dato certo: il Procuratore Generale della Germania Götz Wied ha confermato che sarà svolta un’estesa e accurata indagine penale sui funzionari di documenta in merito al deficit milionario apportato dall’ultima edizione della manifestazione. Lo scorso novembre, la società di revisione contabile PwC aveva stilato una relazione sulle ragioni dello sforamento di budget e dato quindi risposta alla fatidica domanda: “che fine hanno fatto i soldi?”. A quanto pare, la principale causa del buco milionario sarebbe stata l’organizzazione della mostra ad Atene. Se non si fosse svolta l’esposizione greca, in poche parole, documenta non avrebbe chiuso l’anno in rosso. Oggi l’inchiesta arriva proprio in risposta al rapporto redatto dai revisori: “dopo aver esaminato le relazioni presentate dalla società di revisione esterna”, ha dichiarato il Procuratore, “sono state introdotte ulteriori indagini. Il sospetto iniziale è stato confermato”. Wied inoltre ha sottolineato che sebbene l’inchiesta adesso sia ufficialmente in corso, finora non è stata presentata alcuna accusa.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.