Nasce Art-72Rooms, un originale progetto di residenza artistica sull’asse Milano-Shanghai

Sorge negli spazi di un hotel, a sua volta ex-tempio buddista. Art-72Rooms, concepito dall’architetto cinese Weicheng Zhong in collaborazione con Davide Crippa, rivisita il concetto di ospitalità, unendolo con la ricerca artistica

1 external futuro remoto ghigos ph. Pietro Ansaldi
1 external futuro remoto ghigos ph. Pietro Ansaldi

Lo slogan – o meglio il postulato – lo si può leggere già nella prima pagina del sito: “Nothing is created, nothing is destroyed, everything transforms”. È un’identità totalmente fluida e fusion, quella che costituisce l’affascinante progetto concepito da Weicheng Zhong e Davide Crippa su ispirazione dell’ostello pop-up ideato da quest’ultimo nel 2017. Nell’hotel di Art-72Rooms, edificato su un ex tempio buddista che sorge nell’affollatissimo cuore di Shanghai, gli artisti accolti in residenza lavorano, si confrontano e abitano questo spazio che diventa una dimora e al tempo stesso un fertile laboratorio creativo. E le opere nate in questa residenza sui generis saranno esposte al Fuorisalone 2019 di Milano, concretizzando l’asse Shanghai-Milano.

L’ASSE SHANGHAI-MILANO

Pur venendo dai lati opposti della terra, quelli di Weicheng Zhong e di Davide Crippa erano due percorsi destinati a incrociarsi. L’architetto cinese infatti, che con i suoi tre studi di progettazione lavora costantemente sulla fusione del gusto occidentale e quello orientale, ha trovato nell’iniziativa di Crippa, docente di NABA e del Politecnico di Milano, la possibilità di potenziare le ricerche condotte fino a quel momento. Stiamo parlando di Design Hostel – A letto con il Design, l’ostello “pop-up” concepito dal progettista italiano in occasione del Fuorisalone 2017 all’interno di un makerspace in zona Bovisa, assieme allo studio Ghigos e al fablab Ideas Bit Factory, quest’ultimo produttore di tecnologie interattive. I 1200 mq, adibiti per il progetto, ospitavano quaranta tra designer e progettisti internazionali, alternando mostre, workshop, talk ed eventi notturni a normali momenti di convivio. È questa l’idea che ha letteralmente illuminato Zhong, tanto da adottare il modello e portarlo nella metropoli cinese. In versione amplificata però, con un focus sulle arti visive e sullo scambio culturale: Art-72Rooms, che unisce alla produzione creativa la bellezza della contaminazione, ha permesso l’incontro di artisti provenienti da oriente e occidente, grazie a questo speciale asse Milano-Shanghai. Gli stessi, a seguito della residenza, saranno ospiti all’interno del Design Hostel in Bovisa durante il Fuorisalone 2019 (dall’8 al 14 aprile), esponendo i propri lavori in quel luogo ispiratore dell’intera iniziativa, chiudendo così il cerchio.

I TEMI

Sono due le tematiche attorno alle quali ruota il concept delle opere prodotte durante la residenza, ovvero lo Shikumen e il numero 72. Due facce della stessa medaglia, la diversità e l’incontro armonico di stili e culture differenti: il primo, infatti, è il nome che indica la fusione tra lo stile architettonico occidentale e quello cinese, particolarmente diffuso nel quartiere Xintiandi in cui sorge l’hotel, tra i più densamente edificati di Shanghai. Il 72 invece è, nella tradizione orientale, il numero che simboleggia la varietà degli elementi in natura e il costante avvicendamento di Yin e Yang. Un input che conduce gli artisti a una ricerca ibrida, libera, e vede esposti negli spazi variopinti ed eterogenei il loro esito.

GLI ARTISTI

La connotazione di Art-72Rooms è giocosa e mutevole a partire dall’esterno dell’edificio, con la facciata principale ricoperta di carta da restauro, opere sul tetto e installazioni luminose. Proprio tra queste, spicca Human Clock di Chiara Irico, l’orologio 2.0 che proietta video-racconti sullo schermo led sottostante ogni 15 minuti, coniugando il racconto dell’umanità alla scansione del tempo. La tecnologia è elemento fondamentale anche del gruppo milanese Ideas Bit Factory, con quattro tecnologie interattive che omaggiano la storia dell’edificio e la filosofia buddhista: Luce di Buddha, Sound stair, Futuro Remoto e Interactive phone, un telefono già esistente nella struttura con cui ascoltare il racconto delle opere in italiano o in cinese. Il gruppo di artisti italiani, selezionato dallo studio di mecenatismo artistico Interno 14 next di Roma, è stato invitato nelle camere di Art-72Rooms a novembre, in occasione della Shanghai Contemporary Art Fair. Una serie di opere che si sono dispiegate per ogni antro dell’hotel, utilizzando ogni medium: dalle sculture-gioiello ispirate alla natura di Anahi Angela Mariotti ai dipinti che connettono atmosfere antiche e concetti moderni di Alessandra DI Francesco; dalle sculture ispirate alla cultura popolare di Francesco Petrone al viaggio figurativo nel contesto urbano cinese, ricreato da Longtang Dreaming, l’installazione di coperte di Mirco Facchinelli. Opere innovative, accolte in un contesto visionario, che rende Art-72Rooms un ambiente familiare e allo stesso tempo privo di confini.

– Giulia Ronchi

 

Dati correlati
AutoriFrancesco Petrone, Alessandra Di Francesco , Anahi Angela Mariotti
CuratoreDavide Crippa
Spazio espositivoDESIGN HOSTEL
IndirizzoVia Enrico Cosenz, 44/4 - Milano - Lombardia
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.