Frammenti d’immagine. Ibrahim Ahmed a Roma

Z2O Sara Zanin Gallery, Roma ‒ fino al 19 gennaio 2019. Prima personale di Ibrahim Ahmed a Roma, negli spazi della Z2O Gallery di Sara Zanin. Con un progetto sul corpo e sulla virilità maschile.

Burn What Needs To Be Burned, la prima personale italiana di Ibrahim Ahmed (Kuwait City, 1984) organizzata alla Z2O Gallery di Sara Zanin, è il risultato di una ricerca – durata ben due anni – sulla virilità maschile nei tessuti delle società contemporanee. Destrutturando costantemente il proprio corpo e riarticolandolo mediante un sapiente utilizzo del collage, Ahmed plasma un progetto ibrido dove frammenti di architetture, di automobili o elementi di varie culture africane si intersecano alla propria geografia fisica per dar luogo a strutture metaforiche, a forme di identità apparentemente rafforzate da suffissi visivi che lasciano trasparire un fondo di debolezza, di mancanza, di soffocante costrizione sociale.
Nella nutrita sfilata di collage e fotografie – la mostra si apre con The Things I Hope To Bury, una fotografia in bianco e nero che ritrae a mezzo busto l’artista con una maschera metallica (la maschera è presente, come unica scultura in mostra, su un piedistallo di cemento) – offerta da Ahmed si evince lo sforzo e la tensione dell’uomo contemporaneo di fronte alle rigide regole d’oggi, ma anche tutta una lettura delle nuove dinamiche gerarchiche nate con il postcolonialismo e con il multiculturalismo.

Antonello Tolve

Evento correlato
Nome eventoIbrahim Ahmed - Burn What Needs To Be Burned
Vernissage01/12/2018 ore 17,30
Duratadal 01/12/2018 al 20/01/2019
AutoreIbrahim Ahmed
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoZ2O GALLERIA - SARA ZANIN
IndirizzoVia della Vetrina 21 - Roma - Lazio
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi 1977) è teorico e critico d’arte. Dottore di ricerca presso l’Università di Salerno, insegna Pedagogia e Didattica dell'Arte e Antropologia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Studioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Secondo Novecento, con particolare attenzione al rapporto che intercorre tra arte, critica d’arte e nuove tecnologie. Pubblicista, collabora regolarmente con diverse testate del settore. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'estero e vari cataloghi di artisti. Collabora, a Salerno, con la Fondazione Filiberto Menna e dirige con Stefania Zuliani, per l’editore Plectica, la collana Il presente dell’arte. Tra i suoi libri Giardini d’utopia. Aspetti della teatralizzazione nell’arte del Novecento (2008), Gillo Dorfles. Arte e critica d'arte nel secondo Novecento (2011), Giuseppe Stampone. Estetica Neodimensionale / Neodimensional Aesthetics (2011), Bianco-Valente. Geografia delle Emozioni / Geography of Emotions (2011).