Biennale d’Arte 2019, ecco gli artisti che rappresenteranno Estonia, Lituania e Scozia a Venezia

Saranno all’insegna della performance i progetti pensati da Estonia e Lituania per la prossima Biennale d’Arte a Venezia, con interventi pensati da Kris Lemsalu e da Nida Art Colony. La videoartista Charlotte Prodger rappresenterà la Scozia con un lavoro che riflette sul concetto di identità

Biennale di Venezia
Biennale di Venezia

Se la 16. Biennale d’Architettura di Venezia, inaugurata lo scorso 26 maggio, impegna ancora critici, giornalisti e addetti ai lavori in analisi e riflessioni su quanto è attualmente in mostra in Laguna, continuano a trapelare notizie ufficiali sulla prossima 58. Mostra Internazionale d’Arte, che si terrà tra l’11 maggio e il 24 novembre 2019. Dopo avervi presentato il Miracle Workers Collective, crew formata da artisti, registi, scrittori, intellettuali, performer e attivisti che il prossimo anno rappresenterà il padiglione della Finlandia, Renate Bertlmann e  Laure Prouvost, alle quali sono stati rispettivamente affidati i padiglioni dell’Austria e della Francia, anche l’Estonia, la Lituania e la Scozia hanno svelato di recente i nomi degli artisti che porteranno nel 2019 a Venezia. La vivacità e la puntualità con cui le nazioni partecipanti alla prossima Biennale stanno rivelando le prime anticipazioni sui progetti che porteranno in Laguna, non fanno che mettere ulteriormente in risalto l’“assenza” della padrona di casa della kermesse, ovvero l’Italia, di cui ancora nulla si sa in merito al curatore e all’artista o artisti che animeranno il nostro padiglione presso l’Arsenale. In attesa di saperne di più, intanto diamo un’occhiata a quello che sta accadendo negli altri Paesi.

LE PERFORMANCE DELL’ESTONIA E DELLA LITUANIA

Funtain è il titolo del progetto che Kris Lemsalu porterà a Venezia per conto dell’Estonia, il cui padiglione il prossimo anno sarà ospitato in un edificio industriale alla Giudecca, isola che nel 2017 ha già accolto i padiglioni del Portogallo, del Kenya e dell’Islanda. Artista che generalmente combina elementi della performance e sculture in ceramica – nel 2015 a Frieze New York presso lo stand della galleria Temnikova & Kasela è rimasta per 4 ore a faccia in giù sotto un enorme guscio di tartaruga finto – Lemsalu alla Biennale presenterà una performance in cui saranno coinvolti musicisti, e gli spettatori saranno invitati a partecipare a un “mondo fantasy reale e fiabesco”. Anche la Lituania sarà impegnata in una performance corale: Sun and Sea, progetto presentato da Nida Art Colony, programma di residenza per artisti che si trova nella Penisola di Neringa, una striscia di terra che separa la Laguna dei Curi dal Mar Baltico. La performance si svolge su una spiaggia ad hoc dove gli artisti cantano e prendono il sole, con il pubblico che guarda dall’alto. “Lo sfondo di ‘Sun & Sea’ è una spiaggia improvvisata, allestita al chiuso per assomigliare il più possibile a una spiaggia affollata e reale: come un teatro anti-barocco”, ha spiegato il collettivo.

LA RIFLESSIONE SULL’IDENTITÀ DI GENERE DELLA SCOZIA

Nominata tra i finalisti del Turner Prize 2018 per la sua capacità di rappresentare il mondo con le sue contraddizioni politiche, religiose e d’identità sociale, Charlotte Prodger la cui pratica artistica coniuga video, suono, scrittura e scultura, sarà l’artista che rappresenterà la Scozia alla prossima Biennale d’Arte. Il lavoro pensato dalla Prodger per Venezia consisterà nella creazione di un video che si baserà sulla sua esplorazione prolungata di “queer wilderness”: “crescendo da giovane nell’ambiente rurale dell’Aberdeenshire, so che il paesaggio e la bellezza sono intrinsecamente legati”, ha spiegato l’artista. “E, come qualcuno che si identifica come queer, sono eccitata dai fluidi confini dell’identità, specialmente i confini percepiti di genere e geografia. Il nodo cruciale di questo nuovo lavoro è proprio il punto in cui tutte queste cose entrano in contatto l’una con l’altra”.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

Dati correlati
AutoreKris Lemsalu
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

LEAVE A REPLY