Videocittà a Roma è la prima video artweek italiana? Intervista a Damiana Leoni

Nell’ambito del festival ideato da Francesco Rutelli con lo scopo di valorizzare pratiche, linguaggi e mestieri legati al mondo dell’audiovisivo, si inserisce una sezione d’arte contemporanea dedicata alla videoarte. Ecco di che si tratta

Shirin Neshat, Looking For Oum Kulthum, 2017, Courtesy of Razor Film, Coop99 Filmproduktion, In Between Art Film, Vivo film e Schortcut Films
Shirin Neshat, Looking For Oum Kulthum, 2017, Courtesy of Razor Film, Coop99 Filmproduktion, In Between Art Film, Vivo film e Schortcut Films

10 giorni, più di 60 eventi, quasi 50 location, dal centro storico alle sale cinematografiche oltre il Grande Raccordo Anulare, dalle Accademie internazionali, alle gallerie, ai musei: sono questi i numeri di Videocittà, rassegna culturale che si terrà a Roma dal 19 al 28 ottobre 2018 volta a unire e a far dialogare i mondi creativi e produttivi legati all’immagine in movimento, attraverso il coinvolgimento del grande pubblico. Nato con l’intento di far emergere e valorizzare professionalità radicate nel cinema e nell’audiovisivo, Videocittà è stato ideato da Francesco Rutelli, presidente dell’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali), ed è diretto da Tomaso Radaelli. Nell’ambito della manifestazione, è prevista una sezione d’arte contemporanea che vede protagonista la videoarte: curato da Damiana Leoni  organizzato da Lorena Stamo, il focus ripercorre la storia di un linguaggio, dell’incontro tra arte e immagine in movimento, che da semplice documentazione diventa forma espressiva. Una grande festa che dà quindi vita alla prima Video Artweek italiana: musei, gallerie, fondazioni e spazi non profit parteciperanno con progetti ad hoc all’approfondimento che vede protagonista la videoarte.

Sarah Sze, Centrifuge, 2017, Dettaglio, Tecnica mista, specchi, legno, bambù, acciaio inossidabile, stampe a pigmento d'archivio, videoproiettori, ceramica, pittura acrilica, sale. Veduta d'installazione al Haus der Kunst, Monaco di Baviera 2017. Courtesy of the Artist © Sarah Sze
Sarah Sze, Centrifuge, 2017, Dettaglio, Tecnica mista, specchi, legno, bambù, acciaio inossidabile, stampe a pigmento d’archivio, videoproiettori, ceramica, pittura acrilica, sale. Veduta d’installazione al Haus der Kunst, Monaco di Baviera 2017. Courtesy of the Artist © Sarah Sze

LA VIDEO ARTWEEK

“Videocittà è un progetto ideato da Francesco Rutelli in qualità di presidente dell’ANICA, e la sua idea è quella di creare dialoghi tra i mondi che sono accomunati alle immagini in movimento, ovvero l’audiovisivo”, ci spiega Damiana Leoni.  Un evento che si svolge negli stessi giorni della Festa del Cinema e il MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo, “perché il cinema a Roma è la sezione più popolare e storica del vasto mondo dell’audiovisivo, che comprende tanti mestieri, tecniche, linguaggi”. Ma in cosa consisterà il programma di videoarte? “Con la Video Artweek per la prima volta ho voluto creare un fil rouge che vede protagonista questa forma d’arte, con un programma di appuntamenti che accadranno una volta sola e un programma collaterale di eventi che invece dureranno per tutta la settimana”, risponde Leoni. “Nell’ambito di quest’ultima categoria, la Fondazione Giuliani propone un progetto a cura dell’artista norvegese Fredrik Vaerslev che presenta un video del 1974 di Gordon Matta-Clark; Gagosian offre una visita guidata alla installazione video di Sarah Sze, ‘Centrifuge’; mentre Alessandra Bonomo porta nei suoi spazi espositivi ‘Inthemountains’ di Giorgio Orbi”. Presso lo Studio Stefania Miscetti, in collaborazione con 2RC Edizioni d’Arte, sarà la volta di The YOKO ONO Film Festival, una retrospettiva di film, cortometraggi e video arricchita da tre opere prodotte tra il 2012 e 2013 dedicata alla celebre artista giapponese.

Nam June Paik, Global Groove, 1973, Courtesy Electronic Arts Intermix EAI, New York
Nam June Paik, Global Groove, 1973, Courtesy Electronic Arts Intermix EAI, New York

AL MAXXI E NON SOLO

Una grande partecipazione di spazi, enti e gallerie quindi, che muove anche accademie e istituti stranieri come l’American Academy in Rome e istituzioni come il MAXXI: proprio il museo, con la sua Videogallery, sarà la piattaforma ideale per narrare la storia della videoarte a partire da colui che è considerato il padre del genere, Nam June Paik, di cui saranno proiettati 2 lavori. Sempre al MAXXI, ma all’Auditorium, verranno proiettati i film degli artisti Pierre Bismuth (Premio Oscar per la migliore sceneggiatura nel 2005 di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, noto in Italia con il titolo Se mi Lasci Ti Cancello, con Michel Gondry e Charlie Kaufman), Where is Rocky II?, e Shirin Neshat, Looking for Oum Kulthum, entrambi co-prodotti da In Between Art Film e Vivo Film, che si configurano come “film d’artista” utilizzando tecniche e codici espressivi cinematografici nelle fasi di scrittura, realizzazione, post-produzione e distribuzione. All’ex Planetario delle Terme di Diocleziano sarà la volta della rassegna Il corpo è un indumento sacro, ideata da Beatrice Bulgari per In Between Art Film e a cura di Paola Ugolini, che presenterà opere realizzate da 9 artisti, tra cui Masbedo, Lucy Harvey e Marinella Senatore.

– Desirée Maida

Roma // dal 19 al 28 ottobre 2018
Video Artweek – Videocittà
Sedi varie
www.videocitta.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.