Spazio Y lancia una call per creare il manifesto programmatico di spazi e collettivi indipendenti

Spazio Y, realtà artistica con sede a Roma, ha lanciato una call internazionale invitando tutti gli spazi indipendenti e i collettivi artistici a definirsi attraverso la creazione di un manifesto programmatico. Abbiamo parlato con Ilaria Goglia e Silvia Marsano di Spazio Y, che ci hanno raccontato i loro progetti e dato qualche piccola anticipazione

OPENCALL MAAV

Si sente sempre più spesso riecheggiare il termine di “spazio indipendente”, che piano piano sta acquistando un ruolo e un’identità anche nelle fiere nazionali ed internazionali. Ad esempio a Bruxelles presso il prestigioso Bozar, il museo d’arte moderna e contemporanea, è stata organizzata una grande esposizione, Somewhere in Beetween, su tutti quei luoghi “al margine” che non fanno parte del famigerato “sistema dell’arte” e che quindi faticano a entrare in uno spazio istituzionale.
Ma come si raccontano queste realtà? Quale definizione danno di loro stesse? A fare queste domande ci ha pensato Spazio Y che ha indetto una call sui generis, M/AAV, Manifesti: Appunti per un’Autonomia della Visione, aperta fino al 31 marzo 2019. In cosa consiste questa call? I partecipanti sono chiamati a creare un manifesto programmatico degli spazi indipendenti. Abbiamo parlato con Ilaria Goglia e Silvia Marsano di Spazio Y che ci hanno raccontato di più sul progetto.

LA GENESI DI UN PROGETTO

“L’idea è nata qualche tempo fa”, raccontano ad Artribune Ilaria Goglia e Silvia Marsano del collettivo romano di Spazio Y, “quando lo spazio indipendente bolognese Fat Studio ci ha invitato a partecipare a RAID, un progetto che prevede l’incursione di alcuni artisti in una location che cambia a seconda dell’edizione. In quell’occasione abbiamo voluto lanciare attraverso un manifesto una riflessione a noi molto cara: ‘imparare ad osservare’ che ricopre una molteplicità di significati che sono sia legati alla pratica estetica in generale che a quella territoriale. Infatti da sempre riteniamo di fondamentale importanza conoscere la città e in particolar modo il quartiere dove operiamo”, spiegano Ilaria e Silvia. “L’arte non deve essere imposta, ma deve saper coniugarsi con la storia del territorio sapendo anche accogliere i diversi input che vengono lanciati. Ad esempio, durante Manifesta 12 a Palermo, abbiamo organizzato una mostra presso Palazzo Savona con artisti siciliani”.

L’OPEN CALL

“Partendo dalla nostra esperienza, abbiamo indetto una call per chiedere a spazi simili al nostro e a collettivi artistici ”, aggiungono sempre Ilaria e Silvia, “di elaborare un manifesto grafico e/o verbale al fine di esprimere la propria specifica visione sul concetto di indipendenza dal sistema ufficiale dell’arte. In tantissimi hanno partecipato e proprio per questo si prevede di formare un comitato scientifico che possa analizzare le diverse partecipazioni”. Il risultato della prima call è stato presentato a Palermo durante Manifesta 12 a Palazzo Savona. Successivamente, il video che raccoglie in loop i manifesti realizzati girerà in diversi spazi indipendenti. “Diciamo che questo progetto non avrà mai una vera fine, desideriamo, infatti, lanciare diverse call”, concludono Ilaria e Silvia. “Adesso è possibile partecipare fino al 31 marzo 2019 e possiamo contare su un’ulteriore evoluzione attraverso la partnership avviata con NESXT – Independent Art Network. Tutto il materiale confluirà nell’archivio online Osservatorio, piattaforma dedicata da NESXT all’analisi delle realtà indipendenti italiane e, nel mese di maggio, durante le giornate del Salone del Libro di Torino, darà vita ad una mostra pubblica, un progetto di affissione urbana negli spazi pubblicitari della città”.

-Valentina Poli

Per maggiori informazioni sulla call: http://spazioy.com

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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.