Un’incredibile vita inanimata. Carlos Garaicoa a Palermo

FPAC-Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo – fino al 4 novembre 2018. Nella città che ospita la 12esima edizione di Manifesta, Pantaleone presenta “Anatomìas y Anatemas”, personale dell’artista cubano Carlos Garaicoa.

Palermo oggi è il punto di frizione fra mondi lontanissimi, la scena internazionale dell’arte e una realtà locale che è già di per sé un coacervo di conflitti, dall’immigrazione alla crisi economica alla criminalità organizzata. Manifesta ha portato in città un programma spiazzante per il panorama italiano. La storica biennale itinerante si è concentrata su eventi e performance effimere, ma soprattutto su un calendario di fitto scambio con la città e coinvolgimento dei suoi abitanti. Ciò che rende Palermo del tutto particolare oggi è che le sue ferite aperte sono messe a nudo, anziché tenute nascoste com’è stato per molto tempo.
La Galleria Francesco Pantaleone, che ha già collaborato a Manifesta con installazioni di artisti come Per Barclay e il collettivo GELITIN, sceglie di portare nella sua centralissima sede di piazza dei Quattro Canti Anatomìas y Anatemas, una mostra dell’artista cubano Carlos Garaicoa (L’Avana, 1967).

ABBANDONO E DECADENZA

La mostra abbraccia la parabola della creazione e della distruzione dell’opera umana. I temi trattati dall’autore sono estremamente vicini a quelli messi in luce da Manifesta sulla città di Palermo, sono quindi uno stimolo concreto a ragionare sulla città, in termini sì politici ma prima e soprattutto artistici. L’abbandono, l’abusivismo, la decadenza del patrimonio materiale sono stati sottolineati, prima ancora che dalla Biennale d’arte, dall’indagine che le ha aperto la strada, Palermo Atlas, commissionata allo studio di OMA di Rem Koolhaas e coordinata da Ippolito Pestellini Laparelli.

Carlos Garaicoa. Anatomìas y Anatemas. Exhibition view at FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo 2018. Photo Fausto Brigantino

Carlos Garaicoa. Anatomìas y Anatemas. Exhibition view at FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo 2018. Photo Fausto Brigantino

LA MOSTRA

Carlos Garaicoa espone opere molto recenti e progetti in corso che ci parlano dell’eterno processo metabolico che dalla distruzione di un corpo porta alla nascita di una nuova realtà, nella quale la distruzione e la morte sono già insite come caratteri determinanti del suo genoma. L’attenzione alle dinamiche che interessano corpi architettonici e città travalica n metafora sulla vita e la morte di organismi viventi, come nella serie di dittici stampati su ossa di vacca immerse in gelatina, che aprono la mostra.
Al loro fianco, Garden, installazione che rievoca una natura in miniatura: su un tavolo ricoperto di erba si trova un rigoglioso bonsai, sul lato opposto invece uno schermo mostra immagini di un albero morto in un edificio abbandonato. Su un’altra parete la serie Witnesses, con la quale Garaicoa poeticizza il processo artigianale di immaginazione di un’architettura, ovvero la progettazione di stralci di realtà alla loro fase più archetipica, fatta di piani e telai puri. Davanti a questa, l’installazione site specific And after, what will we do?, composta da assi di legno marce e decadute tra le quali si annida una massa di piccolissimi parassiti dalla forma di architetture in miniatura che, come virus o organismi mutanti, si nutrono di quella decadenza e preparano il terreno a nuove costruzioni, a nuove morti.

– Federico Godino

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Federico Godino

Federico Godino

Nato a Genova nel 1993, laureato in Architettura al Politecnico di Milano. Coltiva insieme alla sua passione per le arti l’interesse per altre culture con esperienze di volontariato indipendente in Uganda e di studio in Mozambico. A Milano ha lavorato…

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