Dell’abitare e del migrare. Erjon Nazeraj a Parma

Oratorio di San Quirino, Parma ‒ fino al 30 luglio 2018. I grani di un enorme rosario spezzato e steso a terra indirizzano lo sguardo verso una testa in terracotta, autoritratto di Erjon Nazeraj. A sinistra la porcellana riproduce in grandi dimensioni alcune ossa dell’orecchio, monito all’ascolto e simbolo del rumoreggiare odierno sul tema dell’immigrazione.

Dove c’era l’altare, Erjon Nazeraj (Fier, Albania, 1982) ha appoggiato un disegno del suo corpo collegato alla placenta, simbolo della prima “abitazione” umana. Ad abbracciare l’opera, tre fotografie fissano i momenti di una performance realizzata dall’artista nel 2016 mettendo al centro ancora il proprio corpo, avvolto in una coperta isotermica: materiale privilegiato per chi intende declinare l’attualissima tematica dell’immigrazione attraverso immagini esplicite e cariche di forza estetica grazie all’oro prezioso e all’assoluta duttilità.
Il discorso sull’abitazione, abbandonata dai migranti nei Paesi d’origine e disperatamente cercata altrove, si svela dal contesto ‒ una cava di marmo –, si sviluppa in riflessioni sul paesaggio, sulla famiglia e si conclude con Silenzio d’oro, figurazione della “sarabanda mediatica di un fastidioso quotidiano” e della necessità del “silenzio come condizione da rompere, destrutturare per ammettere solo pochi indizi, quelli essenziali a qualificare la mostra, ossia una Storia di migrazione ciclica, incontrollata e incontrollabile che lascia segni nel paesaggio, segni d’oro sul marmo, abitazioni minime, placente” (Andrea Tinterri).

Marta Santacatterina

Evento correlato
Nome eventoErjon Nazeraj - Inside/Rinascite
Vernissage26/10/2013 ore 18
Duratadal 26/10/2013 al 10/11/2013
AutoreErjon Nazeraj
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoSPAZIO PASUBIO
IndirizzoVia Pasubio 3 f Parma - Parma - Emilia-Romagna
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.