Anche Yinka Shonibare MBE curatore. L’artista alla Stephen Friedman Gallery

Sono sempre di più gli artisti che scelgono di autocurarsi o di misurarsi con la pratica della curatela. Shonibare porta alla galleria Friedman una serissima riflessione sui temi della black identity e delle tematiche postcoloniali

Larry AchiampongGlyth (series 2), 2018Archival C-Type Print59 x 42cmCopyright Larry AchiampongImage: Courtesy of the artist & Copperfield, London

Tra gli Young British artist era senz’altro uno dei più politici, Yinka Shonibare MBE (Londra, 1962), artista britannico di origine nigeriana, famoso per le sue installazioni falsamente figurative che utilizzano cera e tessuti colorati per raccontare ed indagare i temi di colonialismo e post colonialismo nell’epoca della globalizzazione. Il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia a documenta a Kassel, dove è stato invitato nel 2002 da Okwui Enwezor. Ora ne riparliamo in quanto, come molti artisti, ha deciso di misurarsi con l’attività della curatela.

ARTISTI CURATORI

Shonibare segue quella che è ormai diventata una lunga tradizione. Nel 2016 Christian Jankowski cura Manifesta, un anno dopo Elmgreen & Dragset sono alle redini della Biennale di Istanbul, ma ci sono esempi innumerevoli, anche in casa nostra, con ad esempio la famosa mostra di Maurizio CattelanShit and Die a Torino, o i tanti esperimenti portati avanti da un artista come Giuseppe Stampone, con finalità tuttavia molto diverse, ad esempio con la mostra di Eugenio Tibaldi, presso la Cooperativa Dolce. Ultimo caso raccontato da Artribune, quello di Marlene Dumas curatrice ad Oslo.

Hassan HajjajAfrikan Boy Sittin’, 2013/1434 Edition 1 of 5142 x 97.5 cmPhotography by©Hassan Hajjaj 2013/1434. Courtesy of the Artist and Vigo Gallery, London UK
Hassan HajjajAfrikan Boy Sittin’, 2013/1434 Edition 1 of 5142 x 97.5 cmPhotography by©Hassan Hajjaj 2013/1434. Courtesy of the Artist and Vigo Gallery, London UK

LA MOSTRA A CURA DI SHONIBARE

Si svolgerà presso la Stephen Friedman Gallery di Londra, intitolandosi Talisman in the Age of Difference. Il percorso espositivo esplora le tematiche del magico e della bellezza nelle opere di artisti di origine africane e – attraverso la diaspora- con artisti che hanno intrattenuto una relazione empatica con la resistenza africana e la sua rappresentazione. Le opere in mostra – disegni, dipinti, sculture – sono collocabili nei primissimi anni del XX secolo fino ai giorni nostri. Shonibare cura la mostra come se stesse costruendo un’opera: gli artisti selezionati portano in mostra opere provocatorie portatrici di un messaggio sovversivo, che non si conformano alla visione occidentale dell’arte e che ragionino sui temi della black identity. Tra loro, nomi fondamentali del dibattito artistico e politico: dalla mitologica e compianta figura di Frédéric Bruly Bouabré, artista ivoriano, tra gli spiriti guida della mostra Magiciens de la Terre (1989, Centre Pompidou, Parigi), che fece davvero la differenza sull’argomento, a Ghada Amer (Egitto). Ci sono Marlene Dumas (Sud Africa), David Hammos (USA), Kendell Geers (Sud Africa), Isaac Julien (UK), e anche qualche “insospettabile”, come i fratelli Chapman, tra i molti altri. Ecco le immagini.

Santa Nastro

Londra// fino al 21 luglio 2018
25–28 Old Burlington Street
stephenfriedman.com

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AutoreYinka Shonibare
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.