Desiderio e attesa. Il marmo secondo Ilaria Gasparroni

Cubo Gallery, Parma ‒fino al 14 aprile 2018. Lavora con un metodo tradizionale, fatto di fatica, esattezza, materiali preziosi come il marmo di Carrara. E studia, riflette sulle opere che spesso nascondono citazioni letterarie o questioni filosofiche e scientifiche: Ilaria Gasparroni sorprende con una mostra raffinatissima.

L’amore e il desiderio, la tensione verso l’altro e l’incontro, dilatano il tempo all’infinito e danno senso a tutte le memorie, a tutte le presenze, a tutte le speranze”, scrive Giulia Maria Letizia Romanini a proposito delle opere di Ilaria Gasparroni (Sant’Omero, 1989), giovane artista che ha scelto la scultura in marmo come mezzo privilegiato di espressione. Dai volti, dalle parti del corpo – che nascono sempre da calchi di persone reali, poi trasposti nella pietra – scaturiscono un’espressione forte e un messaggio chiaro, comprensibile ma non banale, che scuote lo spettatore costringendolo a una riflessione sulla propria vita e sulla relazione con “l’altro”.
Da un Bacio che è esplicita citazione di Rodin ‒ dove però uniche protagoniste sono le bocche dei due amanti ‒ alle scarpette da ballo rivestite internamente di spine, alla Vanitas che richiama secoli di storia dell’arte, si giunge al fulcro visivo dell’allestimento: una Dolcezza quasi rinascimentale da cui promanano forza, serenità e consapevolezza di sé.

Marta Santacatterina

Evento correlato
Nome eventoIlaria Gasparroni / Marco Bottelli
Vernissage24/02/2018 ore 18,30
Duratadal 24/02/2018 al 14/04/2018
AutoriIlaria Gasparroni, Marco Bottelli
CuratoriPaola Paleari, Elena Saccardi
Generifotografia, arte contemporanea, personale
Spazio espositivoCUBO
Indirizzovia La Spezia 90 - Parma - Emilia-Romagna
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.