I confini sensibili di Ulrich Erben. A Firenze

Galleria Gentili, Firenze ‒ fino al 1° dicembre 2017. Geometria e colore caratterizzano le opere del maestro tedesco, la cui poetica espressiva utilizza il colore fino ai suoi limiti estremi, rendendo quasi inintelligibili i passaggi di superficie. E cancellando qualsiasi punto di riferimento.

Ulrich Erben. Pittura. Installation view at Galleria Gentili, Firenze 2017. Photo Martina Arienzale
Ulrich Erben. Pittura. Installation view at Galleria Gentili, Firenze 2017. Photo Martina Arienzale

Nel suo percorso di pittura analitica, Ulrich Erben (Düsseldorf, 1940) concentra l’attenzione su quell’invisibile, eppure fondamentale, linea di demarcazione tra una superficie e l’altra, una zona sensibile che mette a dura prova lo sguardo di chi osserva nel tentativo di riconoscervi una fine e un inizio. Erben, invece, annulla la soluzione di continuità, e sulle sue tele superfici diverse s’incontrano compenetrandosi, e al tempo stesso differenziandosi per contrasto cromatico. Inserendosi nella scia del movimento De Stijl, come anche del Suprematismo di Malevič, supera il concetto di rappresentazione per legarsi in purezza al colore e alla linea.
La peculiarità dei suoi studi emerge in presenza di accostamenti di colori fra loro simili, distinguibili nello “sfrangiamento” materico ma che spazzano via l’idea di “al di qua” e “al di là”, ribadendo con forza il concetto di una pittura “totale”, dove lo sguardo si perde in un angoscioso affogare nel mare del colore.

Niccolò Lucarelli

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Nome eventoUlrich Erben - Pittura. Determinare lo sconfinato
Vernissage29/09/2017 ore 18.30
Duratadal 29/09/2017 al 01/12/2017
AutoreUlrich Erben
CuratoreHelmut Friedel
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA GENTILI
IndirizzoBorgo Pinti 80/R - 82/R - Firenze - Toscana
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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.