Milano: l’argentino Daniel González porta il mare e le montagne a Lambrate

Si ispira ai social network l’ultima installazione dell’artista argentino Daniel González che torna a Lambrate dopo dieci anni con un lavoro che coinvolge l’interno quartiere… 

Daniel González, Imaginary Country, 2017, Made in Lambrate, Milan Ph. Carola Merello
Daniel González, Imaginary Country, 2017, Made in Lambrate, Milan Ph. Carola Merello

Lambrate è un quartiere un po’ atipico nel tessuto urbano di Milano. È stato per anni sul punto di decollare come distretto ora dell’arte ora del design, senza poi mai riuscirci fino in fondo, ma ha mantenuto la sua anima popolare, tagliato in due dai binari della stazione che ne ha preservato l’identità di piccolo villaggio cittadino. Torna a misurarsi con il quartiere di Lambrate, esattamente dieci anni dopo “Homeless Rocket with Chandeliers”, Daniel González (Buenos Aires, 1963) con l’installazione temporanea “Imaginary Country” a cura dell’Associazione Made in Lambrate.

IL PROGETTO

Per la sua prima installazione a Lambrate nel 2007, González ha elevato una delle gru, che venivano utilizzate quotidianamente per trasformare le architetture industriali esistenti in gallerie d’arte, ad opera d’arte ricoprendola di oggetti di uso comune. Dieci anni dopo la trasformazione del quartiere è conclusa e con il suo nuovo progetto “Imaginary Country”, l’artista argentino spinge l’immaginario collettivo su un piano diverso. Nel nuovo progetto per Lambrate Daniel González mutua il linguaggio dei social network portandolo nella realtà quotidiana. Una serie di striscioni attraversano le vie principali del quartiere offrendo ai passanti una nuova nomenclatura. “Per questo lavoro”, racconta ad Artribune González, “mi sono ispirato alle pasacalles, striscioni scritti a mano molto in voga in Argentina prima dell’avvento di internet che venivano utilizzati per comunicare dei messaggi all’interno di una strada. A volte messaggi d’amore, altre di benvenuto per qualcuno che rientrava dopo un lungo viaggio, oppure di congratulazioni per un nuovo lavoro: le motivazioni erano sempre diverse”. L’artista argentino riprende questa sorta di messaggistica social ante-litteram per creare uno slittamento tra esistenza digitale e vita reale.

DAL DIGITALE AL REALE E VICEVERSA

Proprio come avviene in un qualsiasi social-network con gli hashtag che conferiscono possibili chiavi di lettura ad un pensiero o ad un’immagine così nel lavoro di González la parola suggerita, per quanto straniante, genera un corto-circuito intellettivo. Mare, montagna, grattacielo e piazza diventano gli hashtag che suggeriscono una nuova possibile lettura. “Sono dei post analogici”, continua l’artista, “che vedi attraversando la strada, ma nel momento in cui scatti una foto e la posti si crea questo strano fenomeno per cui l’opera torna ad esprimersi attraverso il suo linguaggio naturale che è quello dei social”. Un rovesciamento totale delle modalità di interazione con un passaggio continuo tra reale e virtuale. E c’è già chi chiede di proseguire il lavoro. “Il Comune di Milano”, conclude González, “è davvero felice del progetto e mi ha già proposto di continuare anche negli anni a venire”. L’installazione è, infatti, patrocinata dal Municipio 3 del Comune di Milano e sponsorizzata da Logotel, Marsèlleria Permanent Exhibition ed ExBazzi.

-Mariacristina Ferraioli

Milano//fino al 19 dicembre 2017
Daniel González – Imaginary Country 
installazione site-specific per le vie di Lambrate 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.