Alle radici della follia. Christian Fogarolli a Reggio Emilia

Museo di Storia della psichiatria, Reggio Emilia – fino al 9 luglio 2017. Nella pratica di Christian Fogarolli, le mappe, le schede, i frammenti fotografati dai medici e i modelli anatomici tracciano viaggi a-storici e a-temporali. Verso nuove rappresentazioni e nuove visioni antropologiche.

Christian Fogarolli, Satelliti, 2017
Christian Fogarolli, Satelliti, 2017

Satelliti è una tappa del progetto che Christian Fogarolli (Trento, 1983) ha iniziato nel 2011, e il risultato di ricerche, tuttora in corso, all’interno di varie istituzioni pubbliche e private, nazionali ed europee. La ricerca verte su reperti, documenti, sia cartacei sia fotografici, oggetti custoditi negli archivi delle università di medicina, in centri di ricerca medica e in quelli psichiatrici, come appunto nel caso di Reggio Emilia.
Ma prima è necessario fare una ricognizione sul concetto di archivio che rinvia soprattutto all’archè nel senso nomologico, come scrive Derrida, all’archè del comando. Nell’antichità i luoghi di conservazione dei documenti erano le dimore di personalità politiche che detenevano il potere. In seguito gli archivi passarono in mano alle istituzioni dello Stato. Fogarolli visita questi luoghi colmi di storia e memoria, in cui la malattia mentale era separata dal contesto sociale. La follia è reclusa, classificata, ordinata e soprattutto custodita, e in questa sorta di biblioteca documentaria della malattia Fogarolli trova l’essenziale del vissuto di queste persone: non solo psicologico, ma anche corporeo.

Christian Fogarolli, Lunatic
Christian Fogarolli, Lunatic

LE OPERE

Lunatic fa riferimento all’umore del lunatico, in connessione con le fasi lunari, ma in questo caso una microfotografia di un midollo spinale di una persona mentalmente malata permette una visione geomorfologica di un satellite. Pianeta n. 6 permette allo stesso modo l’osservazione fisica del sesto pianeta del sistema solare. Leaven è un contenitore bibliotecario dei disturbi mentali umani, perché si tratta di una pila di manuali (il famigerato DSM) che raccolgono la tipologia dei disturbi mentali dal 1952 al 2015.
In Misura di prevenzione Fogarolli ha usato il sistema di misurazione della Terra come lettura della mente. Lo stravolgimento di due forme cerebrali, in vetro soffiato, che dovrebbero stabilire una comunicazione retta, in realtà non possono comunicare che l’immobilità, la stasi eterna. Una sorta di vaso comunicante paralizzato, una macchina celibe comunque.

Christian Fogarolli, Satelliti, 2017. Still da video
Christian Fogarolli, Satelliti, 2017. Still da video

FOLLIA E UMANITÀ

Nell’archivio del museo Fogarolli ha anche trovato delle serie di lastre fotografiche negative in vetro e, utilizzando la tecnica analogica della camera oscura, ha impresso queste lastre su stele di marmo bianco di Carrara. Ciò che si può vedere sulla lastra è la sezione, in dettaglio, di un tessuto anatomico umano. Il video-documentario Satelliti non è altro che una selezione raffinata e la ripresa dei manufatti prodotti dai degenti e realizzati con le loro mani. Splendide terrecotte che rimandano all’arte di società primitive o alle opere dell’Art Brut di Dubuffet.
Il viaggio che Christian Fogarolli ha fatto nell’archivio dell’ex ospedale psichiatrico, in un luogo dove la follia era classificata e studiata, è un viaggio nella memoria malata e deviata di tutta l’umanità, per rappresentarla in una nuova visione delle origini. Il viaggio nei mali d’archivio, per dirla con Derrida, è fatto per valorizzare ciò che è stato occultato con violenza dal potere, un’azione politica oltreché estetica.

Claudio Cucco

Evento correlato
Nome eventoChristian Fogarolli - Satelliti
Vernissage05/05/2017
Duratadal 05/05/2017 al 09/07/2017
AutoreChristian Fogarolli
Generifotografia, personale
Spazio espositivoMUSEO DI STORIA DELLA PSICHIATRIA
Indirizzovia Amendola, 2 area ex San Lazzaro 42122 - Reggio Emilia - Emilia-Romagna
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Claudio Cucco
Claudio Cucco (Malles Venosta, 1954) attualmente è residente a Rovereto. I suoi studi di Filosofia sono stati fatti a Bologna, è direttore della Biblioteca di Calliano (TN) e critico d’arte. S’interessa principalmente di arte contemporanea e di architettura e dell’editoria legata a questi due linguaggi. Collabora con il quotidiano L’Adige, con la rivista Arte e Critica e la rivista Nuova Informazione Bibliografica, edita da Il Mulino. Dal 2011 fa parte dei collaboratori di Artribune, dopo aver collaborato per anni a Exibart e precedentemente a Tema Celeste.