Kassel stanzia 24 milioni per costruire un istituto di ricerca permanente per documenta

Ancora novità per documenta, pronti 24 milioni di euro per costruire a Kassel un centro di ricerca permanente sulla manifestazione.

Fridericianum Museum
Fridericianum Museum

Anno di novità e cambiamenti per documenta, la rassegna d’arte contemporanea più importante in Germania, che si svolge ogni 5 anni a Kassel. Dopo aver varcato per la prima volta i confini nazionali con la preview di Atene in aprile, aver messo su una mostra in due sedi che ci ha lasciato più di una perplessità e aver annunciato una tappa nel 2018 in Africa, documenta rende noto che la municipalità di Kassel ha stanziato 24 milioni di euro per costruire un Istituto permanente che svolga la funzione di centro di ricerca e di archivio storico della manifestazione.

I FONDI PER LA COSTRUZIONE

L’intenzione è quella di mantenere alta l’attenzione su documenta anche nell’intervallo tra un’edizione e la successiva con eventi, conferenze e mostre incentrate sulla storia della manifestazione e il rapporto con la città di Kassel. La municipalità ha già individuato uno spazio su cui costruire l’edificio. L’area è quella di un grande parcheggio nella zona settentrionale della città che ha il vantaggio di essere vicinissimo all’università. Il progetto prevede di creare un nuovo polo culturale in una zona che al momento è un po’ decentrata. Per la costruzione dell’edificio sono stati stanziati circa 24 milioni di euro: 12 milioni arriveranno dal governo tedesco, 6 dal distretto governativo e i rimanenti 4 milioni dalla municipalità.

L’ISTITUTO PER DOCUMENTA

L’edificio ospiterà in pianta stabile circa 25-30 persone tra ricercatori, archivisti, storici dell’arte e si impegnerà a promuovere la ricerca accademica e interdisciplinare sui quesiti sollevati dalle passate edizioni e a diffondere la storia della mostra cinquennale. La città tedesca spera che l’iniziativa possa attrarre studiosi, curatori ed artisti anche lontano dalla manifestazione vera e propria così da diventare sempre di più un punto di riferimento nel sistema dell’arte.

Kassel universalmente riconosciuta come la città di documenta sta provando in ogni modo a capitalizzare il suo status di destinazione imprescindibile del mondo dell’arte e sta investendo enormi risorse per mantenere alto il suo status di capitale culturale. Troppi cinque anni di distanza tra le edizioni. Per evitare il rischio della scarsa attenzione mediatica e per accorciare le distanze temporali, documenta ha intrapreso un programma culturale di delocalizzazione prima ad Atene e poi in Angola nel 2018. Ora la nuova istituzione culturale. La macchina è ormai avviata, vedremo gli sviluppi.

NON SOLO DOCUMENTA. I NUOVI MUSEI

Proprio per cercare di scrollarsi di dosso la reputazione di città che vive solo del turismo e dell’attenzione mediatica legata a documenta, negli ultimi anni Kassel ha intrapreso una politica di grandi investimenti nel campo dell’edilizia museale. Il Grimmwelt Museum, ad esempio, dedicato ai fratelli Grimm inventori della favola moderna. Ospitato nello splendido Palais Bellevue, il museo è organizzato secondo un percorso espositivo di 26 sale tematiche che ripercorrono la storia dei fratelli Grimm. Inaugurato nel 2014, il Grimmwelt Museum ospita anche mostre di arte contemporanea. La Neue Galerie, invece, ha avuto una storia lunga e travagliata. Istituzione museale nata intorno al 1870, è stata completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Nel 1960 ha riaperto nuovamente e da allora è sempre stata sedi di mostre di documenta durante i 100 giorni della manifestazione. Ha subito un restyling notevole tra il 2007 e il 2011 curato da Staab Architekten, studio di architettura di Berlino. La collezione del museo è stata completamente riodinata ed oggi ospita anche una collezione di opere di documenta. Ha riaperto solo nel 2016, dopo una lunga ristrutturazione durata oltre un decennio, il Hessisches Landesmuseum, uno dei pochi edifici che non sono stati distrutti durante la seconda guerra mondiale. Il museo è dedicato alla storia millenaria di Kassel e espone una collezione di opere antiche, arti applicate, design e costume.

 

–       Mariacristina Ferraioli

 

www.documenta.de

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.