I want you to live in my city. Gina Folly a Vienna

Ermes-Ermes, Vienna – fino al 3 maggio 2017. La galleria di base a Roma apre la sua prima mostra a Vienna. Con una personale dedicata alla giovane artista svizzera Gina Folly.

Gina Folly. I want you to live in my city. Exhibition view at Ermes-Ermes, Vienna 2017
Gina Folly. I want you to live in my city. Exhibition view at Ermes-Ermes, Vienna 2017

Lo spazio ospitante non è il solito white cube ma una vecchia scuderia strutturata su due piani, con un’unica stanza al groundfloor. L’installazione di Gina Folly (Zurigo, 1983) consiste in cinque scatole che simulano l’idea di un ambiente e di cinque corrispondenti chiavi con annessi portachiavi. Nella sua struttura ontologica, il box si compone di tutto ciò che occorre per creare un ambiente basico: un suolo, due pareti laterali e un soffitto; aggiungendo una serratura e un filtro per l’aria, diventa modello e metafora di un ambiente comune nelle sue strutture portanti. Le cinque chiavi sono appese a ganci o adagiate su ripiani, e i portachiavi sono oggetti bizzarri, sorta di objet-trouvé. All’interno delle scatole, invece, mini videoproiettori presentano in loop brevi passaggi visivi di momenti intimi e quotidiani. La luce che scintilla sulla superficie di una finestra marsigliese semicoperta da una tenda che ondeggia morbidamente al vento; due gatti che, con le loro coccole, ricordano l’idea di focolare domestico; un Buddha composto da luci osserva i passanti dalla porta di un edificio romano. Scorci intimi che mostrano una poetica quotidiana, quella vissuta dall’artista nelle sue residenze, offerte al pubblico come scatole della memoria.

Sonia D’Alto

Vienna // fino al 3 maggio 2017
Gina Folly – I want you to live in my city
ERMES-ERMES
Linke Wienzeile 36/1c
www.ermes-ermes.com

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AutoreGina Folly
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Sonia D'Alto
Sonia D'Alto è ricercatrice, scrittrice e curatrice. Attualmente è dottoranda in documenta studies, Kassel. È parte del comitato scientifico della Fondazione Adolfo Pini di Milano, dove, all’interno di “Casa dei Saperi” ha curato il programma biennale Nuove Utopie. Ha organizzato progetti editoriali e curatoriali tra l’Italia e la Francia. La sua attività curatoriale è un tentativo di sottrarsi alle convenzionali distinzioni tra storia, poesia e politica.