Inaugura la Biennale d’Arte di Venezia. Le prime immagini

Ha alzato il sipario per gli addetti ai lavori la 57. Esposizione Internazionale d’Arte diretta a Venezia da Christine Macel. Impressioni a caldo e prime immagini dai Giardini e dalle Corderie dell’Arsenale.

Christine Macel, ph. Irene Fanizza
Christine Macel, ph. Irene Fanizza

Sceglie di articolare la propria mostra in nove “trans-padiglioni” Christine Macel, direttrice della 57. Biennale d’Arte di Venezia. Col fil rouge degli “artisti al centro” e del titolo iper-umanistico Viva Arte Viva, certo, ma con una articolazione piuttosto precisa di temi e mostre-nella-mostra. Una scansione più evidente al Padiglione Centrale dei Giardini, dove i trans-padiglioni sono due: Padiglione deli Artisti e dei Libri e Padiglione delle Gioie e delle Paure. Nel primo, il libro, e più in generale la comunicazione scritta, viene riletto nelle maniere più varie da un ampio numero di artisti: da Irma Blank (al Padiglione Stirling) ai décollage di Raymond Hains, dalle scatole di Abdullah al Saadi ai dipinti di Liu Ye. Coerente, molto “francese” nel suo amore per la parola, per nulla stucchevole. A maggior impatto la sezione su gioie e paure, e sono le seconde a emergere con più forza: c’è in apertura l’annunciatissimo progetto-workshop di Olafur Eliasson e il Caucaso di Taus Makhacheva, i grandi dipinti di Marwan e le torture di Tibor Hajas. Anche qui, rare concessioni alla cronaca, riuscendo così a trattare temi di bruciante attualità evitando il rischio di spettacolarizzare i drammi in corso sul nostro pianeta.

L’ARSENALE

La logica del fil rouge emerge, in maniera evidente, alle Corderie, efficace contenitore dei restanti sette trans-padiglioni. Denso e compatto, il racconto si dipana attraverso gli ambienti allungati dell’Arsenale, usando la varietà di tecniche e media (pittura, video, installazione, fotografia) come nodi di una trama avvolta attorno ai nuclei tematici di ciascun trans-padiglione: Spazio Comune, Terra, Tradizioni, Sciamani, Dionisiaco, Colori, Tempo e Infinito. Lo sguardo conquista un adeguato margine di movimento tra le opere, accomunate da una diffusa attenzione alla materia, declinata lungo le linee dello spazio (Leonor Antunes), del cromatismo (Giorgio Griffa), dei retaggi spirituali (Ernesto Neto), delle dinamiche percettive e temporali (Liliana Porter, Liu Jianhua). Regalando un percorso coerente, senza pause di distrazione.

Marco Enrico Giacomelli e Arianna Testino

www.labiennale.org

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.