Hauser&Wirth alla conquista dell’Isola del Rey. Nella riserva naturale il nuovo spazio

Una riserva naturale nell’Isola del Rey sarà la location per una nuova galleria di Hauser & Wirth. Dopo Zurigo, Londra, New York, Gstaad, Los Angeles, e Somerset un nuovo spazio si aggiunge al colosso internazionale.

Isola del Rey
Isola del Rey

Dopo venticinque anni dalla sua fondazione, per mano di Iwan e Manuela Wirth insieme a Ursula Hauser, è inarrestabile l’espansione internazionale della galleria Hauser&Wirth. A Zurigo, Londra, New York (2 spazi), Somerset (ricavata in una fattoria rinnovata della metà del XVIII secolo), Gstaad (solo su appuntamento) e Los Angeles si potrebbe aggiungere presto una nuova sede sull’Isola del Rey. Una straordinaria riserva naturale, a forma triangolare, dove nel XVIII secolo gli inglesi, capeggiati dall’ammiraglio John Jennings, costruirono un ospedale militare, ristrutturato di recente. La chiamavano Bloody Island. Il progetto è ambizioso, altrettanto l’investimento, ma le risorse non mancano. La sede dovrebbe essere l’edificio di Langara vicino al palazzo storico che ha ospitato l’ospedale navale dal 1711.

I RUMOR SUL PROGETTO

Il Comune di Mahon, che possiede l’isola, e la Fundació Hospital de l’Illa del Rei stanno valutando il progetto presentato dalla galleria. Si mormora che Iwan Wirth abbia già acquistato una proprietà sull’isola. L’Isla del Rey è già meta di escursioni giornaliere da parte di molti turisti (con una grande percentuale di inglesi) che villeggiano nella vicina Minorca, l’isola più piccola delle Baleari. La notizia circola da un po’, una delegazione minorchina di qualche decina di persone, guidata da Iwan Wirth e dal Presidente della Fondazione Isla del Rei, Luis Alejandre, ha già visitato la sede di Somerset. Alejadre ha detto di esserne rimasto impressionato. Sebbene tempi e dettagli non si conoscano ancora, c’è chi, come l’inflight magazine della compagnia spagnola Vueling, la segnala già come meta da segnare in agenda.

Daniele Perra

https://www.hauserwirth.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente di Contemporary Art and Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.