“Matrice” ed “Equivalenze” sono le due personali di Giuseppe Penone che hanno aperto i battenti nella Capitale. La prima ripercorre il fenomeno-Penone con opere dagli Anni Settanta a oggi, nella sede del marchio Fendi. “Equivalenze”, allestita da Gagosian, riunisce nuovi lavori che riprendono tematiche filosofiche e materiali cari all’artista.

Tutto scorre o si coagula in una forma. Nulla si crea, nulla si distrugge. L’impronta della presa materica è una necessità primordiale: toccare con mano, stringere, convogliare, trasfigurare. Equivalenze rende conto di un impulso insito nell’uomo, la propensione culturale e insieme il desiderio di riscoprirsi organico.
I lavori di Giuseppe Penone (Garessio, 1947) sono testimonianze di variazioni: gli stati di aggregazione materica, l’umidità e la secchezza, i movimenti di contrazione e di espansione, il convergere e il divergere. In Pugno di grafite – palpebra 2 (2012), la traccia del palmo chiuso sulla grafite in una sospensione magmatica di riflessi argentei è un occhio in agguato, che soppesa cadenze d’ombra causalmente/casualmente ritmate.

UOMO E NATURA

Nella seconda sala, quattro piastre di ottone ossidato, che riportano alla mente gli Oxidation Paintings di Warhol, sono gremite di forme in terracotta. Concave e convesse insieme, matrice e impronta. In Equivalenze – 2 luglio 2016, la composizione dei calchi di terracotta si raggruma in una sorta di alveare, una forma dolce e sinuosa come la schiena nuda di una donna, una fascinazione da Le Violon d’Ingres di Man Ray.
Equivalenze 2017 si compone di due sculture in bronzo come lingue di corteccia, che trasformano il loro fusto toccando terra in una sagoma supina, vagamente antropomorfa. Toni e ricordi ambrati di bagnanti cezanniane. Una sinergia tra uomo e natura; una cultura che si fa coltura, in fondo una natura non troppo leopardiana.

Giuseppe Penone, Matrice. Exhibition view at Fendi, Roma 2017
Giuseppe Penone, Matrice. Exhibition view at Fendi, Roma 2017

ALLE RADICI DELL’ARTE POVERA

Matrice conduce alle radici dell’Arte Povera. Nelle navate del Colosseo Quadrato, Penone concepisce un dialogo tra marmoree geometrie e artificio naturale. Soffio di foglie registra l’assenza del positivo, mentre in Foglie di pietra ragnatele di esili ramoscelli sostengono, in barba alla forza di gravità, capitelli arcani. Ripetere il bosco (1969-2016) trasforma l’ambiente spoglio in un rigoglio di svettanti alberi maestri.
L’ultima sala, con l’installazione Matrice, chiede di essere percorsa in tutta la sua lunghezza. Il tronco di un abete, scavato nelle pareti interne lisce e senza asperità, si dipana mettendo in mostra la sua pelle rugosa. Uno stampo in bronzo preme sul suo ventre, bloccandone metaforicamente la crescita. Peccato per la collocazione dei disegni, sacrificati in un corridoio di passaggio.

Giorgia Basili

Evento correlato
Nome eventoGiuseppe Penone - Matrice
Vernissage26/01/2017 su invito
Duratadal 26/01/2017 al 16/07/2017
AutoreGiuseppe Penone
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoFENDI - PALAZZO DELLA CIVILTA' ITALIANA
IndirizzoQuadrato della Concordia - Roma - Lazio
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.