La geometria delle infinite possibilità. Domenico Bianchi a Napoli

Casamadre Arte Contemporanea, Napoli – fino al 9 gennaio 2017. L’immutabile materia pittorica di Domenico Bianchi riveste, con la sua aura cosmologica, le superfici della galleria partenopea. Plasmando lo spazio come una composizione musicale e rendendo la percezione suscettibile di alterazioni plurime.

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Un ordo geometrico è alla base del dispiegamento di opere orchestrato da Domenico Bianchi (Sgurgole, 1955) per la mostra presentata a Napoli da Casamadre. Nella pittura astratta di Bianchi, ogni quadro è un’unità, ma l’insieme costituisce una molteplicità frantumata. I rigorosi principi geometrici, che l’artista applica all’arte maggiore, creano forme modulari che trascendono la cromia naturale dei materiali, enfatizzata dalla precisione cartesiana del tratto e dalla trasparenza diafana della luce. Il proliferare di segni ripetitivi e archetipali, nella loro iconicità stilistica, mostra quanto sia originaria la differenza dell’eterno ritorno, in cui la ripetizione è il ritorno della differenza stessa. La complessità ipnotica dell’articolazione spaziale delle forme pittoriche, avallata dallo stato naturale dei materiali, come la fibra di vetro, permette una libertà di sguardo senza libero arbitrio visivo, riportando la pittura su un piano intimo e sacrale.

Francesca Blandino

Evento correlato
Nome eventoDomenico Bianchi
Vernissage27/10/2016 ore 19,30
Duratadal 27/10/2016 al 09/01/2017
AutoreDomenico Bianchi
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCASAMADRE
IndirizzoPiazza dei Martiri 58, Palazzo Partanna - Napoli - Campania
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Francesca Blandino
Francesca Blandino nasce a Benevento nel 1986. Specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benicasa di Napoli, sviluppa un forte interesse per le pratiche artistiche rivolte al sociale. Nel 2012 frequenta il Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Roma, per approfondire le dinamiche curatoriali legate all’arte contemporanea e definire meglio la sua ricerca, intenta a scovare e creare quei piccoli mondi possibili in cui il cambiamento del sistema attuale delle cose può essere sovvertito, in quanto “l’opera d’arte rappresenta un interstizio sociale” (N. Bourriaud), uno spazio libero aperto verso possibilità altre. Attualmente lavora presso la Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch di Napoli.