A Roma in mostra Urbano VIII, papa committente e mecenate del Seicento

Collezione fra le più ricche di sempre, la raccolta artistica di papa Urbano VIII è al centro della mostra che Palazzo Barberini dedica al suo illustre “padrone di casa”

Quattrocento anni fa Maffeo Barberini (Firenze, 1568 – Roma, 1644) saliva al soglio pontificio con il nome di Urbano VIII. Il suo è stato un pontificato memorabile, che ha lasciato un’impronta indelebile, a Roma e nel mondo intero, con la nascita e la diffusione dello stile barocco che può essere considerato, forse, l’ultimo linguaggio artistico universale. E non poteva, quindi, non essere proprio Roma a commemorare l’illustre pontefice con una grande mostra (a cura di Maurizia Cicconi, Flaminia Gennari Santori e Sebastian Schütze) inaugurata nei giorni scorsi proprio a Palazzo Barberini, il centro di irradiazione della sua pervasiva e lungimirante visione politica e culturale.

Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 – Roma 1680), Busto di Urbano VIII, 1658, bronzo. Foto Antonio Quattrone, Collezione Principe Corsini, Firenze

Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 – Roma 1680), Busto di Urbano VIII, 1658, bronzo. Foto Antonio Quattrone, Collezione Principe Corsini, Firenze

CHI ERA PAPA URBANO VIII

Considerato il più grande papa committente e mecenate del Seicento, Urbano VIII è stato poeta raffinato, fine politico, promotore e sostenitore della cultura umanistica e scientifica in ogni sua forma. Per realizzare il suo ambizioso progetto universalistico si è avvalso della collaborazione di artisti molto diversi tra loro per sensibilità e formazione, come Gianlorenzo Bernini, Pietro da Cortona, Nicolas Poussin, Valentin de Boulogne, Simon Vouet, Andrea Sacchi. Ma, nel corso dei secoli, la ricca ed eterogenea collezione Barberini è stata via via smembrata: questa mostra ha offerto l’occasione e il pretesto per ricomporla grazie ai numerosi prestatori pubblici e privati, italiani e internazionali, che hanno arricchito, completandola, la già straordinaria – sia pur ridotta ‒ collezione in possesso del museo. Va sottolineato che tutte le opere in mostra (oltre ottanta), salvo poche eccezioni, sono state realizzate nel ventennio del pontificato di Urbano VIII. Ci aggiriamo per le sale monumentali continuamente attratti dai dipinti, dai bronzi, dai marmi.

L'immagine sovrana. Urbano VIII e i Barberini, installation view at Palazzo Barberini, Roma, 2023. Foto Alberto Novelli

L’immagine sovrana. Urbano VIII e i Barberini, installation view at Palazzo Barberini, Roma, 2023. Foto Alberto Novelli

LA COLLEZIONE DI PAPA URBANO VIII

Una grande, sontuosa arpa in legno dorato e intagliato catalizza la nostra attenzione e la rifrange verso uno scenografico e sensuale dipinto di Lanfranco, poco discosto: una venere seminuda, drappeggiata di broccato, pizzica le corde di una grande arpa assai simile, nella fattura, al capolavoro ligneo che ci ha attratti, spiazzando e confondendo per un istante lo sguardo in un effimero gioco speculare. La sala in cui ci troviamo è davvero sorprendente: come nella Roma di Maffeo Barberini, anche qui convivono, in magistrale e sinergica armonia, classicità rinascimentale ed eccentricità barocca, naturalismo ed esuberanza formale: la Fornarina di Raffaello e il Sansone di Valentin de Boulogne. Un’armonia sugellata dalla inquietante, silente presenza di un pan dormiente (un marmo attribuito alla cerchia di Francesco da Sangallo), il temibile dio-capro della natura e dell’ebbrezza.

Luigi Capano

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Luigi Capano

Luigi Capano

Di professione ingegnere elettronico, si dedica da diversi anni all’organizzazione di eventi culturali sia presso Gallerie private che in spazi istituzionali. Suoi articoli d’arte sono apparsi su periodici informatici e cartacei: Rivista dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Expreso…

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