Galleria Borghese lancia raccolta fondi per l’acquisto del Busto di Urbano VIII di Bernini

Realizzato nel 1658 da Gian Lorenzo Bernini, il busto è di proprietà della famiglia Barberini. Attraverso l’Art Bonus, il museo romano ha lanciato una raccolta fondi di 8 milioni di euro – e aperta a tutti – per acquisire l’opera

Galleria Borghese photo F.Vinardi
Galleria Borghese photo F.Vinardi

“Quando sono venuta a conoscenza che i proprietari del Busto in bronzo di Urbano VIII realizzato da Gian Lorenzo Bernini nel 1656, nella cui collezione si trova per diretta discendenza dal Committente, il cardinale Antonio Barberini, avrebbero forse acconsentito a metterlo in vendita, mi è sembrato subito evidente che la Galleria Borghese avrebbe dovuto fare di tutto per garantirlo alla propria collezione”. Con queste parole Anna Coliva, Direttore della Galleria Borghese di Roma, racconta ad Artribune l’iniziativa recentemente lanciata dall’istituzione museale capitolina: una raccolta fondi attraverso l’Art Bonus mirata all’acquisto del Busto in bronzo di Urbano VIII Barberini, eseguito nel 1658 da Gian Lorenzo Bernini per il cardinale Antonio Barberini e attualmente di proprietà dei discendenti. La cifra necessaria all’acquisizione del Busto è pari a 8 milioni di euro, e attraverso il fundraising chiunque voglia potrà contribuire e diventare “mecenate”.

Gian Lorenzo Bernini, Busto in bronzo di Urbano VIII Barberini,1658 
Gian Lorenzo Bernini, Busto in bronzo di Urbano VIII Barberini,1658

LA RACCOLTA FONDI LANCIATA DALLA GALLERIA BORGHESE PER IL BUSTO DI URBANO VIII BARBERINI

L’acquisizione del Busto di Urbano VIII Barberini rappresenterebbe per la Galleria Borghese un’importante opportunità non solo per l’arricchimento delle proprie collezioni, ma anche per narrare in maniera esaustiva la storia della collezione di Scipione Borghese: Urbano VIII infatti fu molto vicino a Scipione, oltre a essere l’ideatore e il commentatore dei temi rappresentati da Gian Lorenzo Bernini nelle sculture che l’artista realizzò giovanissimo per la Villa Borghese, dove ancora si trovano. Urbano VIII fu quindi uno dei protagonisti di spicco della corte borghesiana, e l’acquisizione del suo busto permetterebbe al Museo di possedere anche un suo ritratto. “L’opera ha per il nostro Museo un triplice valore: innanzitutto si tratta di un grande capolavoro della scultura, un superbo ritratto dalla mirabile lavorazione e fusione del bronzo; inoltre è di mano di Bernini, che è uno degli artisti simbolo del nostro Museo”, continua il Direttore Coliva. “In terzo luogo, importantissimo, per il soggetto, papa Urbano VIII Barberini, il massimo protettore di Bernini assieme a Scipione Borghese, al quale addirittura suggerì le tematiche per i quattro monumentali, celeberrimi gruppi scultorei che ancora si trovano nella Villa Borghese. Per queste mirabili opere Urbano, ottimo poeta in lingua latina, compose anche i distici di commento. Insomma, si trattava dell’opera mancante della nostra collezione, la quale inspiegabilmente non possiede il ritratto di uno dei personaggi più influenti della corte del cardinale Scipione Borghese, il creatore della Villa e della collezione”.

LA RACCOLTA FONDI DELLA GALLERIA BORGHESE E L’ART BONUS

“Per questo obiettivo”, conclude Anna Coliva, “la Galleria Borghese ha lanciato un fundraising internazionale, attraverso l’Art Bonus, per assicurare al museo questa opera preziosa ed è certamente la prima volta che un museo italiano lancia una raccolta fondi di questa importanza; e soprattutto è la prima volta che in Italia l’iniziativa si applica all’acquisizione di un’opera d’arte. Con l’adesione all’Art Bonus tutti possono diventare mecenati: dalle aziende ai singoli cittadini”.

– Desirée Maida

www.galleriaborghese.beniculturali.it
Per informazioni e adesioni: [email protected]

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.