Fermi i lavori al Nuovo Cinema Orchidea di Milano. Spunta affresco del Seicento

Cambia radicalmente il progetto per la ristrutturazione dello spazio di via Terraggio, resta il budget di 1,3 milioni

Nuovo Cinema Orchidea di Milano
Nuovo Cinema Orchidea di Milano

Riposava sotto l’intonaco, l’affresco del XVII secolo trovato nel Nuovo Cinema Orchidea di Milano. Ora il progetto di restauro e parziale demolizione, hanno deliberato insieme la Giunta e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana, vogliono proteggerlo a costo di rivoluzionare completamente il piano iniziale approvato quattro anni fa ma iniziato nel 2019. La qualità architettonico-artistica dei reperti era troppo alta per non modificare il progetto iniziale”, ha precisato ad Artribune l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. La nuova soluzione sarà un’unica, grande sala polifunzionale tenuta a rustico: questo permetterà di preservare lo spazio e la volta, tenendo viva la storia del palazzo.

UNA STORIA LUNGA QUATTRO SECOLI

Il palazzo, eretto nel ‘400, era noto come Casa Medici, e lo spazio in questione era proprio il salone principale. Della dimora, donata nel 1486 da Gian Galeazzo Maria Sforza e Ludovico il Moro a Lorenzo de’ Medici, non restavano che poche tracce prima del rinvenimento dell’affresco. C’erano tre colonne incastonate nella parete in muratura su un lato del cortile e sei grandi nicchie (poi per metà adibite a finestre). Gran parte del palazzo originale, infatti, era stato demolito alla fine dell’800 per ospitare nel 1909 il cinema Verdi, poi noto come Gorizia. Dal 1949 il cinema era diventato Orchidea, un punto di riferimento per i kolossal americani e in seguito per film d’autore e d’essai. Poi la prima chiusura, temporanea, e quella definitiva del 2009. Nonostante il progetto di rinnovamento fosse stato approvato nel gennaio 2016 da Palazzo Marino i lavori non erano iniziati subito, e nell’ottobre 2017 il collettivo dell’università Statale LuMe aveva occupato lo spazio dopo essere stato sgomberato dall’ex Osteria della Pergola in via Santa Caterina. Il recupero in chiave culturale di aree dismesse è una costante della politica culturale della giunta, che ha realizzato un censimento completo dei beni del patrimonio comunale in disuso. Da poche settimane, inoltre, è stato approvato il progetto definitivo di recupero dell’ex mercato rionale di Qt8, angolo via Isernia: questo diventerà la sede del Casva, il centro alti studi per le ricerche visive. “Il centro, dedicato allo studio dell’architettura e del design, ha proprio la funzione di rivitalizzare il quartiere con funzioni culturali”, ha ricordato Del Corno, anticipando una simile attenzione per il quartiere di San Siro in riferimento a un arricchimento bibliotecario.

IL NUOVO PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE

Il progetto di riqualificazione del cinema al numero 3 di via Terraggio, il cui costo rimane per il Comune di un milione e 300mila euro, sarà completamente riadattato salvando gli affreschi che occupano la volta della sala, sistemando le pareti dell’ex chiostro esterno su corso Magenta e recuperando le pavimentazioni originali in cotto lombardo al piano terra della sala principale. Il nuovo progetto vede lo spostamento della sala cinematografica al piano interrato mentre al piano terra verranno eliminate tutte le pareti divisorie per sale, reception e bagni creando un unico ambiente. Quest’area “verrà ripensata come spazio espositivo e per le conferenze e i progetti legati alla cultura cinematografica”, ha specificato l’assessore alla Cultura. Per quanto riguarda l’utilizzo della (ridotta) sala, che troverà la sua gestione con regolare procedura di evidenza pubblica, Del Corno ha infine anticipato che potrebbe essere destinata a una diffusione di nicchia della cultura cinematografica.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.