Gallerie degli Uffizi a Firenze: ecco il programma del 2019

Le celebrazioni per i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo Da Vinci, la riscoperta di antichi autori e la coesione con l’arte contemporanea: queste e tante altre sono le sfide che attendono nel nuovo anno le Gallerie degli Uffizi di Firenze, nell’ultimo anno di direzione per Eike Schmidt

Giacomo Zaganelli, Grand Tourismo, Uffizi
Giacomo Zaganelli, Grand Tourismo, Uffizi

Il 2019 sarà un anno cruciale per la Firenze culturale, che celebrerà Leonardo da Vinci: dopo la nuova “Sala Leonardo”, il cui allestimento è stato rielaborato per accogliere al meglio le opere del maestro (Battesimo di Cristo, l’Annunciazione e l’Adorazione dei Magi), le Gallerie degli Uffizi accolgono il Codice Leicester, in una mostra che sviscera a fondo la genialità delle intuizioni leonardesche. Tra la riscoperta di autori del passato e l’accoglienza di artisti contemporanei (Antony Gormley, Cai Guo-Quiang), le novità riguardano anche i servizi museali: a breve infatti, sarà inserito un sistema di biglietteria automatica che, grazie a un algoritmo, assegnerà a ogni visitatore un ingresso a fascia oraria, al fine di evitare le ormai note e strazianti attese che si formano nel loggiato del museo nei giorni di punta. Inoltre, sarà l’ultimo anno per il direttore Eike Schmidt che nel 2020 andrà a dirigere il Kunsthistorisches Museum di Vienna.

– Giulia Ronchi

1. L’ACQUA MICROSCOPIO DELLA NATURA. IL CODICE LEICESTER DI LEONARDO DA VINCI

Leonardo da Vinci, Sorgenti montane. Vene di acqua sotterranea Codice Leicester, 3v Courtesy Bill Gates/©bgC3

Annotazioni sulla materia della Luna, sull’anatomia umana, sulla navigazione dell’Arno, su come permettere all’uomo di volare. Questo, e tanto altro, è conservato nel Codice Leicester, un manoscritto di inestimabile valore in cui Leonardo da Vinci riversò le sue incredibili intuizioni nel primo Cinquecento. La mostra, a cura di Paolo Galluzzi, fino al 20 gennaio 2019 offrirà al pubblico un’occasione unica per esplorarne le sue pagine, tramite una tecnologia digitale interattiva, e approfondire la materia vinciana tramite numerosi filmati di ricostruzione. Così Firenze si prepara al 500esimo anniversario dalla morte di Leonardo, una delle menti più geniali della storia dell’umanità, che, a distanza di secoli, non smette di incantarci.

2. CAI GUO-QIANG

Cai Guo-Quiang, l’artista cinese noto per “dipingere le sue tele con i fuochi d’artificio” purifica il suo linguaggio esplosivo attraverso un dialogo con i capolavori degli Uffizi. Flora Commedia (fino al 17 febbraio 2019) è il titolo, ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri, della mostra personale di Guo-Quiang: circa sessanta opere o gruppi di dipinti, realizzati con polvere da sparo, sono ispirate alle specie floreali che l’artista ha studiato assieme ai botanici del vicino Giardino della Limonaia. Tali “nature morte” si snodano nelle sale del museo, esposte accanto agli autori del passato. L’esposizione va a coronare l’affascinante progetto Viaggio di un Individuo attraverso la Storia dell’Arte Occidentale, che ha visto l’artista cinese confrontarsi con le opere delle storiche raccolte de il Museo del Prado, il Museo Pushkin ed il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

3. ANTONY GORMLEY, ESSERE

Antony Gormley, Settlement, 2005 Variable mild steel blocks 24 x 208.5 x 60 cm Photograph by Stephen White, London © the artist

“Uso l’impressione indessicale del mio corpo vivente invece che la mimesi per realizzare un’opera che sposta e racchiude, per coinvolgere e attivare l’attenzione” dichiara Sir Antony Gormley (Londra, 1950). Le sue opere, dal 25 febbraio al 26 maggio 2019, saranno protagoniste dell’aula Magliabechiana degli Uffizi: la nuova, ampia sala al piano terreno del museo, è dominata dalla luce naturale che si diffonde in dodici nitidi spazi racchiusi da pilastri, ognuno dei quali sarà sede di una scultura dell’artista. Tramite le sue opere, Essere punta ad esplorare il corpo nello spazio e il corpo come spazio; sollecita inoltre il rapporto tra massa e vuoto, buio e luce con la presenza del visitatore, inteso nella sua stessa fisicità.

4. FRAGILI TESORI DEI PRINCIPI. LE VIE DELLA PORCELLANA TRA VIENNA E FIRENZE

Manifattura Ginori, Doccia. Gruppo con Amore, tritoncelli e coralli 1754-1756 circa porcellana dipinta in policromia e dorata, corallo. Collezione d’arte Fondazione CR Firenze, Firenze

La mostra, ospitata fino al 10 marzo 2019 a Palazzo Pitti, consiste in un viaggio tra le maestrie più abili dell’Europa settecentesca, ma anche nella scoperta della magnificenza del Granducato di Toscana sotto la dinastia lorenese. Porcellane, oltre a dipinti, sculture, manufatti in pietra dura, cere, avori, cristalli, arazzi, arredi e incisioni vengono esposti nelle sale in un continuo dialogo tra celebrazione del potere nobile e frammenti di vita quotidiana (ad esempio, gli oggetti domestici che erano stati creati dopo l’introduzione della cioccolata e del caffè, avvenuta un secolo prima). Lucente e ammaliante, un “design ante litteram” sorprendente.

5. IL RATTO DI POLISSENA. PIO FEDI SCULTORE CLASSICO NEGLI ANNI DI FIRENZE CAPITALE

L’approfondimento storico non smette di essere al centro delle mostre speciali proposte dalle Gallerie degli Uffizi. Fino al 10 marzo 2019 infatti, la mostra a cura di Simonella Condemi ed Elena Marconi rievoca l’allestimento dello studio di Pio Fedi, noto scultore ottocentesco fiorentino: nella Sala del Camino sono esposti bozzetti in argilla e disegni preparatori che testimoniano l’attività intellettuale dell’artista e il percorso che l’ha portato alla realizzazione del Ratto di Polissena. Situato oggi nella splendida Loggia dei Lanzi di piazza della Signoria, il complesso monumentale ha consacrato Pio Fedi al Parnaso della statuaria ottocentesca.

6. GIACOMO ZAGANELLI GRAND TOURISMO

Giacomo Zaganelli, Grand Tourismo, Uffizi

“La mole di riproduzioni delle opere che conserviamo cresce in maniera esponenziale modificandone la percezione, e anche il comportamento stesso del viaggiatore […] attraverso l’interpretazione di Giacomo Zaganelli abbiamo voluto porre l’attenzione su un fenomeno che, mutando la relazione tra spettatore e opera d’arte, implica un ripensamento delle funzioni del museo stesso». Il turismo di massa è un fenomeno recente che affascina e repelle allo stesso tempo, ben visibile davanti alle opere più iconiche di sempre, come La Gioconda o Nascita Venere di Botticelli, quest’ultima conservata agli Uffizi. Fino al 17 febbraio 2019, nella sala 56 del primo piano, i video di Giacomo Zaganelli, girati agli Uffizi stessi, ci inducono a riflettere su come è cambiato il rapporto del pubblico con il museo. E quali sono i disastri a cui la tecnologia talvolta conduce.

Dati correlati
Spazio espositivoGALLERIA DEGLI UFFIZI
IndirizzoPiazzale Degli Uffizi 1 - Firenze - Toscana
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.