Il patrimonio culturale del Lazio sarà sempre più tecnologico: investimento da 41,7 milioni

Presentato il Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali del Lazio. 5 progetti e un budget condiviso tra Regione Lazio e MIUR. Obiettivi: rendere il patrimonio accessibile, fruibili e salvaguardarlo attraverso la formazione. Ma anche creare un centro per la formazione d’eccellenza nell’ambito del restauro.

Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti

“L’avvio di questo distretto vuole dimostrare che si può fare, è possibile cambiare e cambiamento non significa rinuncia. Se oggi noi possiamo lanciare insieme questa iniziativa è perché si è vinta la sfida del rilancio. Grazie a questo impegno collettivo possiamo proporre una Regione che ambiziosamente vuole contribuire alla rinascita e alla ricostruzione del Paese”. A parlare è Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, che insieme a Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio con delega alla Ricerca e a Valeria Fedeli, ministro dell’Università e Ricerca, ha presentato il Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali del Lazio.
L’obiettivo è ambizioso: valorizzare e consolidare le potenzialità del patrimonio culturale della Regione sviluppando tecnologie innovative. Una sfida quella della salvaguardia e del recupero che interessa non solo il Lazio ma anche l’Italia intera, facendo di questo progetto un modello possibilmente scalabile e ripetibile in tutto lo Stivale. Anche l’investimento è ambizioso: 41,7 milioni di euro (20,7 a carico della Regione Lazio e i restanti del MIUR).
Un bel passo in avanti, una gran bella notizia per il nostro sistema culturale e produttivo. Un significato straordinario, questi son soldi che stavano andando persi, una storia lunga che dura dal 2008 e che ha attraversato diversi governi nazionali e regionali, tuttavia non se ne usciva. Io penso che il lavoro che abbiamo fatto insieme ai due ministeri ma soprattutto la spinta dal basso che è  arrivata dal sistema accademico, dai docenti e dai ricercatori, ci ha permesso di chiudere una partita straordinaria” è il commento di Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio con delega alla Ricerca.

Il Colosseo
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CINQUE INTERVENTI E UN CENTRO D’ECCELLENZA

Cinque saranno gli interventi che verranno realizzati. Innanzitutto la costituzione di un Centro di Eccellenza e Polo dell’Innovazione nel campo della formazione e della ricerca nel settore delle tecnologie dei Beni Culturali per un investimento di 6 milioni di euro e con l’obiettivo di riportare l’Italia a essere promotrice di una formazione altamente specializzata e di eccellenza nell’ambito del restauro, facendo del problema più dedicato del Paese -il patrimonio – una risorsa. La pubblicazione dell’Avviso pubblico per la costituzione del centro avverrà a giorni. “Questa scelta sul Lazio”, ha commentato la Fedeli, “è una scelta per l’interesse del Paese. Quello della Regione è un progetto molto importante, intanto per i contenuti, cioè per la capacità di investire su una delle nostre straordinarie ricchezze, e le eccellenze del Lazio. In secondo luogo perché investire sia sui fondi europei sia su quelli ministeriali per una visione condivisa dello sviluppo di un territorio, lavorare come sistema Paese ciascuno per la propria parte e per le proprie competenze con la Regione Lazio, significa davvero avere una visione intanto della qualità dello sviluppo di una area che dal mio punto di vista è anche la qualità di un Paese. Ma significa anche la capacità di essere responsabili nelle proprie competenze politiche e istituzionali convergendo su obiettivi che si condividono. Mi pare questo il metodo e il merito che si dovrebbe estendere anche in tutto il Paese. Non solo si può fare ma abbiamo dimostrato che questo si fa”.

TRA 2017 E 2018 L’INIZIO DELLE ATTIVITÀ

A questo progetto, punta di diamante dell’intero piano, si affiancano altre quattro linee strategiche: progetti di valorizzazione, conservazione, recupero e fruizione del patrimonio culturale, anche attraverso piattaforme digitali e virtuali e la realizzazione di un Museo impossibile che metta in luce anche opere non accessibili  o fruibili dal pubblico. Il progetto riguarderà soprattutto 7 siti ed itinerari scelti dalla Regione e avrà un budget di 23,2 milioni di euro. La call di ricognizione sui siti e gli itinerari sarà lanciata a settembre. Costa invece 3 milioni l’investimento di capitale in start up, spin off e PMI impegnate nella realizzazione di progetti e processi affini al distretto. Di questo tuttavia si parlerà nel 2018. 6 milioni verranno destinati allo sviluppo di tecnologie e metodologie per una migliore fruizione dello spettacolo dal vivo, progetto che verrà attivato tra la fine del 2017 e la primavera del 2018. Infine 3,5 andranno ad attività di comunicazione e promozione nazionale e internazionale delle tecnologie realizzate e dei beni valorizzati in Italia e all’estero.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.