In Puglia un ex frantoio diventa uno spazio per l’arte e la cultura contemporanea. La storia 

Prende forma a Rutigliano, in provincia di Bari, Frantoio Damato, uno spazio produttivo trasformato in polo culturale, ospitando artisti e progetti espositivi. Le immagini 


Ci sono luoghi nei quali la trasformazione non cancella ciò che è stato, ma lo incorpora. È il caso del Frantoio Damato di Rutigliano (in provincia di Bari), antico spazio di lavoro risalente ai primi del Novecento, oggi riconvertito in luogo di incontro e spazio culturale. Le antiche macchine del frantoio e l’architettura degli ambienti conservano la memoria della funzione originaria, mentre il nuovo progetto ne sposta la destinazione verso l’arte contemporanea. Dopo una prima stagione di attività espositive, il Frantoio Damato ha progressivamente costruito una programmazione che mette in relazione la storia del luogo con artisti e ricerche contemporanee, un esempio è Com’è il cielo in Palestina?, la mostra di restituzione della residenza dell’artista Giovanni Gaggia (Pergola, 1977), visibile sino al 4 novembre.

La mostra di Giovanni Gaggia al Frantoio Damato a Rutigliano

Curata da Tommaso Evangelista, al centro della mostra c’è una domanda apparentemente semplice: com’è il cielo in Palestina? Una domanda che, nel lavoro di Gaggia, si confronta con la distanza tra l’universalità di uno spazio apparentemente senza confini e una terra segnata dalla guerra. L’artista ha raccolto testimonianze provenienti dalla Striscia di Gaza, affidandole al gesto del ricamo e alla partecipazione di comunità italiane. Stoffe, parole, fili e immagini compongono così un’installazione diffusa, nella quale le coperte provenienti anche dalle case e dalle famiglie del territorio diventano superfici sulle quali lasciare nuove parole e memorie. Dopo un laboratorio con la comunità locale, il 9 ottobre, alle 18.30, il processo trova una prima restituzione pubblica con la presentazione delle nuove opere e del volume Com’è il cielo in Palestina?, pubblicato da Mar dei Sargassi nel 2026, alla presenza dell’artista e del curatore.
La mostra si completa con altre opere e materiali appartenenti alle diverse fasi del progetto, dalle fotografie dei cieli raccolti in Italia alle opere tessili, dai video alla nuova installazione con una coperta rossa e un piccolo ulivo, circondato da fogli bianchi sui quali i visitatori potranno lasciare un pensiero.

Parola all’artista Giovanni Gaggia

“Il mio cielo si espande con il Far Filò e si sviluppa attorno a un tema costante: la Palestina”, spiega ad Artribune l’artista Giovanni Gaggia, attualmente in residenza presso Frantoio Damato.

Durante queste giornate di residenza ho ricamato, insieme a un gruppo di donne, le parole di Khaled, un giovane di 16 anni che da Gaza ha iniziato un secondo messaggio, in risposta alla mia domanda: Com’è il cielo in Palestina? ‘Il cielo in Palestina pulsa ancora di vita, nonostante il fumo che si leva dalle esplosioni. Le stelle ci danno speranza’. Era ottobre dello scorso anno quando Silvia Severini ricevette queste parole. Le precedeva un messaggio di preghiera, ricevuto mentre viaggiava a bordo della prima Flotilla per tentare di raggiungere Gaza. Quelle parole le abbiamo smembrate in cento parti e le abbiamo ricamate sulle bandiere palestinesi issate su tutte le navi italiane. Ma sulla bandiera che avevo ricamato io scrissi: Restiamo umani. Ora questa stessa frase l’ho ricamata insieme alle donne di Rutigliano in una meravigliosa coperta di cotone bianco. Al centro dello spazio, un ex frantoio, ho voluto mettere una piccola pianta di ulivo. È un gesto forse didascalico, ma non potevo non tenere conto di ciò che accade in Palestina a quelle stesse piante, per mano di Israele”.

Un luogo che cambia funzione senza perdere la memoria

La riconversione del Frantoio Damato nasce dalla volontà di lavorare sulle caratteristiche dell’edificio. Il rapporto tra opere e architettura diventa parte dell’esperienza espositiva: le superfici consumate, le tracce della precedente attività e gli elementi della struttura originaria costruiscono uno sfondo che continua a raccontare la propria storia. È una dimensione che il progetto espositivo ha già sperimentato attraverso mostre e interventi differenti, facendo del frantoio non soltanto un contenitore, ma un elemento attivo del percorso.

Valentina Muzi

Com’è il cielo in Palestina?
Frantoio Damato – Via San Francesco d’Assisi 12, Rutigliano (BA)
Fino al 4 novembre 2026
Apertura mostra dal venerdì alla domenica dalle 18 alle 20

(e tutti i giorni su appuntamento)

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

Scopri di più